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Una donna scomparsa. E la sorella penserà subito che sia stato lui…

Una new entry nel mondo dei gialli: quella dell’americana Flynn Berry. All’insegna di una scrittura che conquista senza darlo a vedere


01/10/2018

di Catone Assori


La scrittura è semplice e senza fronzoli, ma capace di conquistare il lettore senza darlo a vedere; la tematica, non del tutto nuova, è stata trattata con maliziosa furbizia; lo stile, certamente personale, poco ha da invidiare a quello di certe penne che vanno per la maggiore. E l’incipit? È di quelli che lasciano il segno (Nell’east Riding è scomparsa una donna. Sparita a Hedon, a due passi da dove sono cresciute. Quando Rachel lo verrò a sapere penserà subito che sia stato lui). E poi velenosi sospetti, sparsi qua e là, come si conviene a una discreta storia. 
In buona sostanza è difficile pensare alla prima volta di una esordiente, anche per l’intelligenza portata avanti nel mischiare indizi e contesti fuorvianti. Eppure l’americana Flynn Berry, che ha frequentato il Michener Center (una delle migliori scuole di scrittura creativa al mondo) e si è laureata alla Brown University di Providence, ha fatto subito centro nella narrativa di settore portandosi a casa il premio Edgar per il miglior romanzo d’esordio, oltre alla benedizione dei severi critici del The Washington Post e del The Atlantic, che lo hanno ritenuto “il miglior thriller dell’anno”, mentre Booklist lo ha definito hitchcockiano
Stiamo parlando de Il segreto di mia sorella (Sperling & Kupfer, pagg. 288, euro 17,90, traduzione di Christian Pastore), un lavoro del 2016 i cui diritti sono già stati venduti in sedici Paesi, oltre a essere stati opzionati per la televisione dalla Paramount. E siccome il ferro va battuto sin che è caldo, già nel luglio scorso Under the Harrow (questo il titolo originale) ha trovato un seguito nell’uscita di A Double Life
La trama si sviluppa nella verdeggiante campagna inglese, quella che ci hanno fatto conoscere tanti scrittori da copertina, a partire da Agatha Christie, dove aveva ambientato dodici romanzi e venti racconti con protagonista la sua ineguagliabile Miss Marple. Una campagna segnata dalla pace e dalla quiete, che però nasconde le braci sotto la cenere. Ed è proprio qui che si è rifugiata l’infermiera Rachel insieme al suo cane, un bel pastore tedesco. E sempre qui - dove tutti in paese già la conoscono - la viene ogni tanto a trovare sua sorella Nora, che abita a Londra. 
Secondo logica narrativa un brutto giorno Nora arriva e, aprendo la porta, si imbatte in quel che non si aspetta: Rachel pugnalata a morte e il suo cane impiccato. Il passato è forse tornato a pretendere il suo tributo di sangue? E poi perché Rachel aveva scelto di fare l’infermiera in quel posto? Forse perché questa professione le consentiva, oltre a salvare vite, di poter contare su un ineguagliabile osservatorio della violenza? Infine, conosceva davvero bene sua sorella come aveva sempre creduto? E le aveva detto la verità quando le aveva assicurato di aver smesso di cercare il suo aggressore? 
Tanti interrogativi senza risposta. Ma per Nora una cosa è certa: sarà fondamentale scendere a patti con il passato se vorrà scoprire la verità. Già, il passato. Era infatti successo che una notte di tanti anni prima le due sorelle ancora adolescenti, dopo una festa a base di alcol, avessero preso due decisioni opposte. Mentre Nora era rimasta a dormire dagli amici, Rachel si era incamminata da sola sulla strada di casa. E durante il tragitto si era imbattuta in un criminale che l’aveva picchiata selvaggiamente. Da quel momento le due ragazze si erano messe a cercare quell’uomo, scoprendo non solo altre violenze, ma anche veri e propri delitti. Ma non del “loro” mostro. Non ancora, perlomeno...

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