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Una donna uccisa, un'altra sparita nel nulla e un prezioso gioiello scomparso

Giocando fra passato e presente l’australiana Kate Morton, autrice da dieci milioni di copie, dà voce a una storia che gronda di enigmi e di segreti


21/01/2019

di Massimo Mistero


“Il mio vero nome, nessuno lo ricorda. La verità su quell’estate, nessuna la conosce”. Eppure in quei caldi giorni del 1862 di cose ne erano successe, con una donna uccisa, un’altra sparita nel nulla e un prezioso gioiello scomparso. In ogni caso è su questi richiami incentrati sul passato che l’australiana Kate Morton, nata nel Queensland nel 1976, sposata con un compositore e madre di tre figli, ha dato voce a un intrigante romanzo dal titolo La donna del ritratto (Sperling & Kupfer, pagg. 480, euro 19,90, traduzione di Elena Cantoni e Rachele Salerno per lo Studio Editoriale Littera). Una penna senza vere radici che vive con la famiglia - a partire da Davin, “il copilota” della sua vita” - fra Londra e Brisbane. 
La donna del ritratto, si diceva. Un lavoro che ben si rapporta con gli studi dell’autrice: dopo aver conseguito un diploma in Speech and Drama al Trinity College di Londra, si sarebbe impegnata - sempre sotto il Big Bang - in un corso shakespeariano estivo presso la Royal Academy of Dramatic Art. Pensando quindi a un futuro legato al teatro. Per rendersi poi conto che non era innamorata della recitazione, bensì delle parole. Quindi altra giravolta con laurea al seguito presso la Queensland University a fronte di una tesi sulla tragedia nella letteratura vittoriana, con approfondimenti sul gotico e il mistero nei romanzi contemporanei. Tematica peraltro approfondita attraverso un dottorato di ricerca. 
Che altro? Nonostante l’ancor giovane età, i libri della Morton hanno veleggiato ai vertici delle classifiche dei bestseller internazionali (a partire dal suo debutto nel 2008, quando The House at Riverton venne “benedetto” dall’inglese Sunday Times, per poi ricevere la definitiva consacrazione, l’anno successivo, dal New York Times). Una corsa al successo che l’avrebbe vista sbarcare in ben 42 Paesi a fronte di dieci milioni di copie vendute. E in Italia, per i tipi della Sperling, il suo editore di riferimento, sarebbe arrivata in libreria con Il giardino dei segreti, Una lontana follia, L’ombra del silenzio, Ritorno a Riverton Manor (il suo primo romanzo, già pubblicato da Sonzogno nel 2007) e ora con il recentissimo La donna del ritratto. 
Un romanzo ben strutturato, a volte sin troppo complesso, che si riallaccia alla citata considerazione della voce narrante, che riportiamo in quanto intriga e cattura il lettore: “Il mio vero nome, nessuno lo ricorda. La verità su quell’estate, nessuno la conosce”. In realtà si chiama Birdie Bell ed è lei la donna che era stata testimone di quello che era realmente successo in quella lontana estate. Quella appunto del 1862, quando un gruppo di giovani artisti si era riunito a Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell’Oxfordshire, quasi protetta dentro un’ansa del Tamigi. A guidare il gruppo era Edward Radcliffe, il più appassionato e promettente di loro, un ragazzo di vent’anni, disposto a tutto. 
Ed è a lui che era venuta l’idea di immergersi nella natura per trenta giorni, lontano dai condizionamenti di Londra e dalla sua formalissima society, a suo dire per dare libero sfogo alla creatività. E invece, alla fine di quel mese, la tragedia avrebbe stravolto le loro esistenze. 
Più di centocinquanta anni dopo Elodie Winslow, una giovane archivista londinese, scopre per caso una borsa di cuoio nella quale si trovano due oggetti che la colpiscono profondamente: la fotografia sbiadita di una giovane bellissima in abiti vittoriani e l’album da disegno di un artista. Nel quale spicca lo schizzo di una grande casa a ridosso di un fiume, che a Elodie pare stranamente familiare, in quanto si rapporta a una storia che le era stata raccontata quand’era ancora bambina. Una storia che l’aveva affascinata e che, per certi versi, ancora la ossessiona. 
Per questo decide di scoprire a chi e a cosa si rapportano quei pochi oggetti ritrovati. All’insegna di un doppio interrogativo: quali segreti nasconde Birchwood Manor, una casa “arenata sulla sponda del fiume come un vascello incagliato” che a detta di Edward, segnato dal fervore di un predicatore pur senza esserlo, era infestata dagli spettri? E chi era la splendida ragazza immortalata nello scatto? Per scoprirlo, Elodie dovrà seguire una voce fuori dal tempo, dimenticata dalla storia eppure testimone di tutto: Birdie Bell, appunto, la misteriosa donna del ritratto. 
In sintesi: un libro - rubando le parole all’autrice - sul tempo e l’eternità, la verità e la bellezza, le mappe e la cartografia, le proprietà salutari del vivere e camminare in campagna, le case e l’idea di casa, il fiume e i poteri dei luoghi, l’arte e i poeti. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. A fronte di ambientazioni, aggiungiamo noi, romantiche quanto fascinose. Supportate da una prosa fresca, di piacevole lettura. Che è poi la carta vincente di uno scrittore (o scrittrice, come nel nostro caso).

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