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Una guerra che, come tutte le guerre, ha nei più piccoli le vittime innocenti

Per i tipi della Zambon è uscito Noi sotto le bombe. I bambini del Donbass scrivono, un libro di riflessioni e immagini i cui proventi andranno a sostegno di un apposito progetto


18/07/2016

Secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, nel Donbass fino ad ora si contano quasi 50.000 morti, decine di migliaia di feriti o mutilati e quasi due milioni di profughi in Russia e altri in Ucraina, oltre a decine di migliaia di case distrutte, interi villaggi devastati, ospedali, scuole, asili, fabbriche bombardate... Insomma, una guerra che, come tutte le guerre, ha nei più piccoli le principali vittime innocenti. Bambine e bambini uccisi, feriti, mutilati, violentati psicologicamente dagli eventi che vivono intorno a loro, nelle loro famiglie, nelle loro case spesso rase al suolo.
Al riguardo, per i tipi della Zambon, è stato dato alle stampe un libro da non perdere, Noi sotto le bombe. I bambini del Donbass scrivono (pagg. 96, formato 21x21, euro 15,00), a cura di Viktoria Shilova, Nataliya Popova ed Enrico Vigna, il cui ricavato andrà interamente al Progetto Gorlovka, frutto di una iniziativa di solidarietà voluta dalle maestre Elena e Svetlana per supportare appunto la sopravvivenza di questi poveri ragazzi.
In altre parole questo libro è parte integrante di un impegno di solidarietà che il Cisnu (Centro informazione e solidarietà con la Novorossija e l’Ucraina resistente), insieme al movimento ucraino antiguerra AntiVoyna, ha progettato per sostenere i bambini del Donbass, travolti dagli eventi del conflitto tuttora in corso nell’Ucraina sud-orientale. Ma è anche parte di un impegno condiviso contro una guerra fratricida, che vede coinvolte persone che fino a non molto tempo fa convivevano in una normale condizione, tra problemi, differenze, tensioni, contraddizioni, ma convivevano.
Al libro - che si avvale di testimonianze di prima mano da parte di chi quegli orrori li ha vissuti - è anche correlata una mostra mobile dei disegni e dei pensieri dei bambini che hanno contribuito, in pratica senza volerlo, a questo lavoro.
Come è stato annotato, «essere bambini in alcuni Paesi del mondo non è cosa semplice. A dire il vero, nella nostra società sembra che essere bambini sia quasi ovunque difficile. Lo sa bene il piccolo Ivan che, per sua esperienza, è nato in un Paese in cui la convivenza tra diverse minoranze etniche e linguistiche è sempre stata pacifica sin dalla fondazione di quella che credeva essere la sua patria, l’Ucraina. Ma un giorno qualcuno decise che tutto questo doveva finire e che le sorti della sua terra dovevano mutare. Così anche la vita di Ivan cambiò, e come la sua anche quella dei civili dell’Est Ucraina, poi divenuta Novorossija, da quando il colpo di Stato contro il presidente Yanukovich nel 2014 diede inizio alle persecuzioni contro i russi di Ucraina e gli abitanti del Donbass, con la conseguente richiesta di indipendenza di questa terra e l’inizio della guerra da parte del nuovo governo di Kiev».
Di fatto, le toccanti testimonianze dei bambini del Donbass raccolte in questo lavoro non mancheranno di lasciare il segno. In quanto si tratta di scritti e disegni di bambini toccati più di tutti gli altri dal conflitto. Con una domanda particolare che colpisce al cuore e induce alla riflessione: «Ma se noi siamo cittadini ucraini allora perché il nostro esercito ci spara?».
Per contatti, informazioni e per acquistare il libro basta scrivere una mail a info@civg.it o sosyugoslavia@libero.it.

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