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Un’isola incantata, un poco gradito arrivo. E la gente del posto si ribella

Torna sugli scaffali Viveca Sten, autrice da sei milioni di copie, con la sua quinta storia dedicata all’ispettore Andreasson e all’avvocato Nora Linde


21/09/2020

di Massimo Mistero


Si chiama Viveca Sten, nata come Bergstedt a Stoccolma il 18 giugno 1959, e si propone fra le penne scandinave (oltre che economista e docente universitaria) di maggior successo internazionale. Non a caso è stata tradotta in una quarantina di Paesi e ha venduto più di sei milioni di copie. Complici le avventure che vedono protagonisti l’ispettore Thomas Andreasson e l’avvocato Nora Linde, una figura quest’ultima che in parte si rifà all’esperienza maturata dall’autrice in campo legale. 
Coppia ora in scena, per la quinta volta, ne L’ombra del potere (Marsilio, pagg. 442, euro 18,50, traduzione di Alessia Ferrari), alle prese con i misteri che si annidano a Sandhamn, una piccola isola nel Mar Baltico scarsamente popolata d’inverno ma meta affollata di villeggiatura in estate, dove peraltro ne succedono di tutti i colori. Ovvero intriganti quanto coinvolgenti fatti criminali, tanto da essere travasati in una serie per il piccolo schermo, andata in onda anche in Italia, dal titolo Omicidi a Sandhamn
Ma veniamo alla sinossi de L’ombra del potere, un thriller che si legge che è un piacere eppure partorito con una certa difficoltà: “In realtà questo libro, riluttante e recalcitrante e per niente collaborativo, non voleva lasciarsi scrivere, complice la grave malattia di un mio parente stretto. Ma ora sono molto contenta di non aver gettato la spugna”. 
“Meta prediletta di velisti e poeti, Sandhamn è tra i luoghi più incantevoli dell’arcipelago di Stoccolma. Un’isola magica, con tradizioni e consuetudini ben radicate e gelosamente custodite da famiglie che, come quella di Nora Linde, ci abitano da generazioni”. Ma la pace del posto viene turbata dall’arrivo da Londra dell’investitore Carsten Jonsson, noto per essere coinvolto in loschi traffici finanziari con la Russia, che ha acquistato un vasto appezzamento di terreno sulla spiaggia per costruirci una lussuosa casa vacanza, provocando il disappunto della gente del posto. Con strani incidenti al seguito. 
È luglio, tempo di vacanze, e Nora si trova a Villa Brand per festeggiare la sua promozione a pubblico ministero e godersi l’estate insieme a Jonas e alla piccola Julia. E l’arrivo di Carsten Jonsson con la moglie e i figli nella sua nuova residenza di lusso a Fyrudden - una costruzione immensa tra il mare e la pineta - non le sfagiola più di tanto. 
Sta di fatto che il faccendiere, per tranquillizzare le acque, decide di organizzare una festa in grande stile per tutti, ma il gesto di pace finisce in tragedia: un’ala della casa appena inaugurata prende fuoco e l’incendio si allarga a parte della proprietà. E quando le fiamme finalmente si placano, tra le ceneri e le macerie viene trovato un corpo carbonizzato. 
Davvero una macabra scoperta per gli invitati, che acuisce gli spigoli già in essere. Ma da dove arriva tanto odio? Fino a che punto può spingersi la gente dell’isola per cacciare uno straniero? Inoltre l’incendio potrebbe avere a che fare con il passato di Jonsson? Oppure c’entrano forse i suoi loschi contatti russi? 
A guidare le indagini sarà Thomas Andreasson in quanti nessuno come lui, alla centrale di Nacka, conosce meglio l’arcipelago e i suoi misteri. Tuttavia per Thomas, in divisa ormai da vent’anni, nonostante il prezioso sostegno di Nora che lo ha voluto sul caso, questa nuova caccia al colpevole risulterà quanto mai faticosa, complicata dal senso di inadeguatezza e dai dubbi sempre più assillanti sul proprio ruolo di poliziotto. 
Che dire: un romanzo che, alla stregua dei precedenti quattro già pubblicati da Marsilio (Nel nome di mio padre, Questa notte morirai, L’estate senza ritorno e Ritorno sull’isola), gioca a rimpiattino sulla voglia di rivalsa e di vendetta stuzzicata nel lettore da un graffiante incipit. Salvo poi lasciare spazio a una storia datata 2013 dove l’abilità narrativa dell’autrice si sbizzarrisce nel creare tensione, fuorvianti ipotesi narrative, nonché un ben orchestrato gioco di non sempre vuote aspettative. Sino ad arrivare a un finale contrassegnato dai sentimenti...   
Per la cronaca Viveca Sten, dopo aver conseguito una laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Stoccolma, ha dapprima lavorato come consulente generale presso la compagnia di viaggi Amadeus Scandinavia, la società di commercio elettronico Letsbuyit.com e, successivamente, presso l’operatore postale PostNord. Salvo poi dedicarsi alla professione legale (contrassegnata dalla pubblicazione di diversi saggi giuridici) e alla docenza universitaria sin quando, baciata dal successo, sarebbe diventata scrittrice a tempo pieno. 
Viveca abita attualmente a Djursholm, nella contea di Stoccolma, con il marito Lennart e i tre figli Camilla, Alexander e Leo, ma trascorre lunghi periodi proprio sull’isola di Sandhamn dove la sua famiglia possiede una casa da generazioni. Luogo - come accennato - designato alle sue storie, a fronte di un debutto, nel 2008, intitolato I de lugnaste vatten, romanzo seguito da I den innersta kretsen e I grunden utan skuld, storie che avrebbero rappresentato le basi del suo successo. 
I successivi libri I natt är du död (Questa notte morirai) e I stundens hetta sarebbero entrati nella classifica dei libri svedesi più letti. Ma la vera consacrazione sarebbe arrivata con I farans riktning, uscito nel maggio 2013 e considerato il suo più intrigante successo editoriale. Per la cronaca infine, cuore di mamma, la Sten ha anche pubblicato Djupgraven, scritto in collaborazione con la primogenita Camilla.

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