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Una nuova protagonista del noir italiano, il commissario Rosa Lopez

Lasciatevi catturare da questa sboccata poliziotta, per la quale le minacce sono un premio, uscita dalla brillante penna di Piergiorgio Pulixi


30/07/2018

di Massimo Mistero


Un cimitero di notte in quel di Siderno (in Calabria), un custode assonnato, quattro sbirri che amano il buio, una tomba da controllare: quella di un uomo al quale avevano dato la caccia per sette anni. Ma non era stato fatto fuori dai proiettili delle loro Beretta, bensì dalla cintura esplosiva di un kamikaze che aveva mandato al creatore altre 36 persone in un attacco terroristico nella city di Londra. E allora quale migliore ambientazione iniziale per dare voce a una storia che graffia e intriga, che si addentra con cognizione di causa negli “oscuri rovesci delle strutture di pubblica sicurezza”, che si fa carico dei fiumi di droga che scorrono in una città cosmopolita come Milano, città dove il Male non dorme mai, dove impazzano gang di latinos, dove le persone hanno smesso “di ammazzare al sabato per trasformarsi in potenziali bersagli”? 
Di carne al fuoco ne ha messa davvero tanta, e per di più con cognizione di causa, Piergiorgio Pulixi, nato a Cagliari il 27 settembre 1982 e da tempo di stanza sotto la Madonnina dopo una triennale esperienza sotto il Big Bang - “Dove ho affinato le mie capacità di adattamento” - ne Lo stupore della notte (Rizzoli, pagg. 362, euro 18,00), un romanzo che si legge che è un piacere e che, nello stesso tempo, lascia il segno. Pulixi, si diceva, considerato una delle voci più brillanti del noir italiano under 40 e che avevamo imparato a conoscere come una delle costole creative del “Collettivo Sabot”, il gruppo di scrittori fondato nel 2007 da Massimo Carlotto con un compito dichiarato: quello di sabotare, raccontare, portare alla luce le storture della società utilizzando il noir. 
In altre parole un modo per raccontare il Paese, le sue mutazioni e le dinamiche criminali da un punto di vista diverso, senza obbligo di etichetta. Semmai all’insegna della denuncia. Partendo ovviamente da una idea, definendone trama e personaggi attraverso riunioni del collettivo (con discussioni utili al risultato finale, in quanto le eventuali divergenze rappresentano “il sale, il punto di partenza di qualunque sintesi vincente”), ma lasciando sempre e comunque le scelte finali all’autore. 
“Si è trattato - a detta di Pulixi - di una sorta di università sotto la guida di un numero uno in questo campo. Con la fortuna e l’onore di seguire Massimo per un anno in Veneto, osservandone il comportamento: come lavora, come approccia le sue storie, come si rapporta con i lettori e i librai. Insomma, una specie di master di inestimabile valore che mi ha permesso di imparare tantissimo. Perché lui è il migliore”. 
E a chi altri si ispira questo autore? “In generale - come ha già avuto modo di annotare - a Elmore Leonard per la determinazione e la disciplina; a Michael Connelly per la rigorosità e la trasparenza della scrittura; a Georges Simenon per l’artigianalità del mestiere, nonché alle penne di Ed McBain, Edgar Allan Poe, Stephen King e Joe Lansdale per la capacità di saltare da un genere all’altro con estrema facilità”. 
Autore e sceneggiatore, Pulixi (che ha rappresentato il nostro Paese al Crime Writers Festival a Nuova Delhi e al Dear Noir Festival nel Kent, in Inghilterra) ha firmato strada facendo numerosi lavori, come Donne a perdere o la quadrilogia poliziesca di Biagio Mazzeo, iniziata con Una brutta storia - miglior libro del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller, nonché finalista al Premio Camaiore  - proseguita con La notte delle pantere, Per sempre e  Prima di dirti addio (premio Corpi Freddi Awards 2016). Inframmezzando questa serie con la pubblicazione di Padre Nostro e del thriller psicologico L’appuntamento
Fermo restando Il Canto degli innocenti - della serie I Canti del male, un progetto da ben 13 romanzi che vede protagonista Vito Strega - vincitore dei premi Franco Fedeli (organizzato dal Siulp, un sindacato di Polizia), Garfagnana in giallo, Corpi Freddi Awards nonché finalista dello Scerbanenco. Una serie che prende spunto dall’arresto (vero) di un’intera sezione di Polizia: sedici poliziotti ammanettati dai loro stessi colleghi dell’Anticrime per diversi reati, in primis l’associazione a delinquere. 
Detto questo, spazio alla trama de Lo stupore della notte, con un’altra novità a tenere la scena. Una donna che “se la incontri non la dimentichi”, perché il commissario Rosa Lopez “è pronta a sacrificare un ostaggio pur di riportare la situazione in parità. La ricordano ancora in Calabria, dove si è fatta le ossa nella guerra alle cosche. Non la dimenticano oggi, a Milano. Una metropoli caleidoscopio delle vanità dell’Occidente, dove tutto quello che credete di sapere vi apparirà sconosciuto”.   
Di fatto una poliziotta in carriera, che non si ferma davanti a nulla. Nemmeno davanti a lettere minatorie e proiettili nella cassetta della posta. Con un premio al seguito rappresentato dalla nomina ai vertici dell’Antiterrorismo. Ma dietro la sua scorza da superdura, “Rosa cova il tormento: il suo compagno è in coma, vittima di un attentato. E non c’è solo il senso di colpa, ci sono anche le frequentazioni con quelli del Lovers Hotel, il luogo che non esiste, in cui niente è proibito e quando qualcuno deve cantare si attacca la musica della tortura. La sbirra, però, non può cedere alla donna. Perché una minaccia gravissima incombe sulla città: la più perfida delle menti criminali ha ordito un piano di morte. Lo chiamano il Maestro e insegna l’arte della guerra. E, per fermarlo, Rosa Lopez scivolerà in una spirale di ricatti, tradimenti e vendette”.

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