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Una (piacevole) pillola di storia antica per ogni giorno dell’anno

Sono così 365 gli aneddoti, accompagnati da altrettanti approfondimenti, che il ventiquattrenne Costantino Andrea De Luca ha dirottato da Facebook sulla carta. Fra false verità e luoghi comuni


25/11/2019

di Tancredi Re


Galeotto fu Annibale: l’indomito condottiero e politico cartaginese celebre per avere conseguito importanti vittorie nella Seconda guerra punica contro Roma. Marciando dalla Spagna, attraverso i Pirenei e le Alpi, forte di un’armata con fanti, cavalieri ed elefanti, scese nella penisola italiana, dove sconfisse le legioni romane in quattro epici scontri: nella battaglia del Ticino (218 a.C.), della Trebbia (218 a.C.), del lago Trasimeno (217 a.C.), e di Canne (216 a.C.). Ma poi, nonostante la sua sagacia e la sua astuzia, perse l’ultimo - quello definitivo - a Zama (202 a.C.) che portò al definitivo ridimensionamento di Cartagine quale potenza militare e politica del Mediterraneo: Mare che da quel momento in poi avrebbe visto solo l’egemonia di Roma. 
Ebbene, quel mitico personaggio (che Theodor Mommsen, grande storico, giurista e filologo tedesco, ebbe a definire “il più grande generale dell’antichità”) raccontato sotto forma di romanzo (Annibale, Pride of Chartage) di David Anthony Durham (lo scrittore statunitense autore di romanzi storici e fantasy), colpì a tal punto l’immaginazione di Costantino Andrea De Luca da farlo innamorare della storia antica. 
Da quel momento, egli cominciò a collezionare libri di storia per lo più di autori antichi (Plutarco, Polibio, Seneca, Erodoto, Senofonte) che riempirono ben presto la sua biblioteca. E fin qui niente di eclatante. Ma poi, emulando l’eroe eponimo, Annibale per l’appunto (che al padre Amilcare aveva giurato fin da quando era bambino di combattere contro Roma con tutte le sue forze), De Luca continuò ad approfondire gli studi storici, con un occhio di riguardo a quelli dell’antichità. Poi, quando si dice i casi della vita, proprio mentre raccontava a un’amica un aneddoto della storia di Annibale, gli venne l’idea di creare, a metà dicembre 2017 su Facebook, una pagina intitolata “Una pillola di storia antica al giorno”. Una pagina che, in breve, ha conosciuto un grande e inatteso gradimento al punto che oggi la sua community online conta oltre 150mila persone. 
Da qui a pubblicare il suo primo libro il passo è stato breve. Così è nato Pillole di storia antica. 365 curiosità per ogni giorno dell’anno (Newton Compton, pagg. 349, euro 9,90). Di cosa si nutre questo libro? La parola all’autore, originario di Padova, 24 anni. “Contiene 365 pillole di storia poste in ordine cronologico, scollegate l’una dall’altra da un punto di vista narrativo. Si può quindi aprire a qualunque pagina, senza rischiare di perdersi. Quasi tutte le pillole sono accompagnate da un approfondimento in cui indico le fonti ed esprimo riflessioni personali”. 
Nel libro trovano posto sia grandi avvenimenti epocali, sia piccoli aneddoti divertenti: da antiche massime filosofiche a malinconiche storie d’amore. E si abbraccia un periodo che va dalla preistoria alla storia antica, da quella medioevale e moderna a quella contemporanea. 
E, a proposito dell’utilità della storia, concludiamo questa recensione con una riflessione di Marc Bloch, storico e militare francese grande studioso del Medioevo. È tratta dall’opera Apologia della storia o mestiere di storico (rimasta incompiuta e dedicata all’amico Lucien Febvre), un classico di metodologia storica del Novecento: “Anche se la storia fosse giudicata incapace di servire ad altri scopi, resterebbe pur sempre a suo favore il fatto che procura uno svago”.

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