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Una vendetta tremenda, perché soltanto così potrà contare sul rispetto di chi ha perso la vita ingiustamente

Nel suo apprezzato romanzo d’esordio l’americano Jack Carr dà voce a un protagonista che si rifà alla sua ventennale esperienza come tiratore scelto al servizio dei “Navy Seal”


29/04/2019

di Massimo Mistero


Succede spesso, quando a imbracciare la penna è uno come Jack Carr che si è dato da fare per vent’anni, come tiratore scelto, fra azioni e missioni al servizio dei Navy Seal - acronimo volto a indicare le forze speciali della United States Navy, impiegate soprattutto in conflitti e guerre non convenzionali - che il risultato, dal punto di vista narrativo, risulti tutt’altro che deludente. In quanto l’esperienza maturata alla guida della sua squadra d’assalto in Iraq, Afghanistan e nelle Filippine meridionali finisca per farla da padrone, unitamente all’ingegno, catturando l’attenzione e la morbosa curiosità del lettore. 
Di esempi, nella letteratura di settore, ne abbiamo avuti altri. Alcuni dei quali pronti a esternare la soddisfazione legata alla lettura di questo intrigante lavoro d’esordio, Terminal List (Longanesi, pagg. 408, euro 18,60, traduzione di Luca Bernardi). A cominciare da Steve Berry (assurto ai vertici mondiali con 17 e passa milioni di copie vendute in 51 Paesi grazie al suo intrigante protagonista Cotton Malone, un ex agente operativo del Dipartimento americano di Giustizia apparso recentemente sui nostri scaffali ne La chiave dell’inferno), il quale lo ha osannato con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti: “Moltiplicate il pericolo, l’azione e il divertimento e otterrete Terminal List. Un libro che lascerà il segno”. 
Senza tralasciare un’altra nostra vecchia conoscenza, Marc Owen, che ha firmato il bestseller No Easy Day, il quale ha avuto modo di annotare: “Sono stato in missione con Jack Carr e conosco le emozioni alle quali attinge per scrivere… Se cercate un thriller imprevedibile e pieno di azione, questo è un romanzo che fa per voi”. 
In effetti Terminal List si propone alla stregua di uno zuccherino per gli amanti del genere, impregnato com’è degli ingredienti giusti per regalare interesse ed emozioni nel lettore, catturandolo con una missione che si trasforma in strage, un complotto ai vertici del potere e un eroe che si muove nell’ombra per portare a termine una terribile vendetta. Regalando spessore alla storia giostrando sulla tensione, su una narrazione che non ha un momento di tregua, su colpi di scena che si susseguono uno dopo l’altro. Non risparmiando la concitazione e i patemi di un guerriero disposto a tutto, costi quel che costi, pur di portare a termine il compito che gli è stato assegnato. 
Non bastasse, per far partecipe chiunque delle terminologie militari, Jack Carr ha dato la stura a un glossario di sei pagine nelle quali dà adeguate spiegazioni su tutto e su tutti: così si va da un velivolo di supporto a un mirino telescopico, dalle pistole a doppia azione della Beretta (il maggior produttore americano di questo tipo di arma che fa capo all’omonimo Gruppo di Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, vecchio di oltre 500 anni) agli elicotteri della Boeing, dal mirino olografico ai sistemi di navigazione satellitare, dai lanciarazzi anticarro ai telecomandi a onde radio, dai disturbi da stress postraumatico ai visori notturni, dalle regole d’ingaggio ai sistemi criptati e via dicendo.    
Che altro? Una specie di record mondiale - e qui scatta una punta di ironia - in termini di ringraziamenti (ben otto pagine) a conferma della modestia dell’autore che, pur avendo molto di suo da raccontare, non ha mancato di addentrarsi nel perché e nel percome di chi lo ha aiutato con consigli, suggerimenti, indicazioni o soltanto per amicizia. Sino ad arrivare a inchinarsi alla sua “incantevole” moglie Faith e ai loro tre bambini, nonché a Keith Wood, la “sua dolce metà in questa impresa letteraria”. 
Detto questo, briciole di trama. “Nel corso dell’ultima missione per le forze speciali Seal degli Stati Uniti, l’intera squadra del tenente comandante James Reece è stata sterminata in una catastrofica imboscata nella quale hanno perso la vita anche i membri dell’equipaggio inviato in soccorso. Ma quando anche le persone a lui più care vengono uccise il giorno stesso del suo ritorno a casa, scopre che la loro morte non è stata opera di un nemico straniero, ma di un complotto che ha radici ai più alti livelli del governo americano”. 
Solo al mondo e libero dai vincoli dell'esercito, James Reece (un uomo che non ha più niente per cui vivere e tutto per uccidere) “impiegherà tutte le sue forze e le lezioni apprese nel corso di dieci anni di guerra al solo scopo di vendicare le morti dei suoi compagni e della sua famiglia. Ma per raggiungere i suoi bersagli, ai gradini più alti del potere, non potrà avere alcun rispetto per le leggi o per il codice militare”. 
Come accennato, a tenere la scena è un protagonista dai risvolti quanto meno inquietanti. Un eroe di guerra, oltre che un sopravissuto segnato dalla mancanza di emozioni (“Credeva di essere ormai morto dentro”), che giocoforza si vede costretto a proporsi nel ruolo di vendicatore. Un vendicatore peraltro senza pietà e basta una frase per rendersene conto: Non mi servi più. Howard. Ho già tutte le informazioni di cui ho bisogno. Ora non mi resta che guardarti morire. Già, perché soltanto così potrà contare sul rispetto di chi ha perso la vita ingiustamente. 
Risultato? Un romanzo dannatamente intrigante, di una intensità che gratifica, che si fa leggere che è un piacere. Con un obiettivo prefissato: quello di cercare di entrare nella testa di un protagonista per certi versi unico.

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