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Una vera montagna di debiti sta divorando il pianeta

Stiamo parlando di migliaia di miliardi, di euro o dollari poco importa, che pesano come una mannaia sui conti pubblici inficiando i tentativi di ripresa


28/01/2019

di Damiano Pignalosa


Se nel mondo ci fosse una legge comune da rispettare, il primo articolo di questa costituzione sarebbe pressappoco così: «La Terra è un pianeta fondato sul debito». Abbiamo ancora nella mente le filastrocche sulle percentuali di defici-Pil da rispettare per non innalzare eccessivamente il nostro debito pubblico, ma come stanno i nostri principali partner commerciali? Beh si può dire senza alcun dubbio che tutti, nessuno escluso, siedono su una vera montagna di debiti. Dagli anni della crisi finanziaria innescata dai mutui subprime questo cancro ha raddoppiato le sue dimensioni. Per ogni dollaro prodotto dall’economia mondiale i governi si indebitano per 80 centesimi. Il debito pubblico globale ha raggiunto i 66mila miliardi di dollari alla fine del 2018, una cifra record che equivale all'80% del Pil globale.
Guardando al dettaglio della mappa sul debito, all’interno dell’eurozona l’Italia è uno dei paesi con il livello di indebitamento più alto pari a 131,8%, a fronte della Germania che vanta un rapporto debito/Pil pari a 59,7%, Spagna a 98,3% e Portogallo a 125,7%. In questo scenario, tuttavia, è la Francia a registrare l’incremento percentuale del rapporto debito/Pil più elevato dal 2007 a oggi e che si attesta al 97%. La Grecia rimane osservato speciale con un debito del 178,6%. Fuori dall’Eurozona, il livello di indebitamento più elevato lo registrano Stati Uniti dove il rapporto debito/Pil è pari a 105,4%, Cina a 50,1% e Giappone che stacca gli altri paesi e attesta il suo debito a 253 punti percentuali.
L'America è la prima potenza economica mondiale, ma il suo governo ha anche il primato dell'indebitamento che cresce in media di circa mille miliardi l'anno. Per avere un'idea dell'entità, l'agenzia di rating Fitch fa notare che il debito degli Usa da solo vale circa dieci volte il debito pubblico di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna messi assieme.
A questo scenario più che inquietante bisogna aggiungere la questione tassi d’interesse. Dopo un decennio nel quale le banche centrali globali hanno mantenuto i tassi bassi rendendo il mantenimento del debito meno costoso, la politica monetaria si prepara a un periodo di cambiamento. Dal 2015 la Federal Reserve, ha alzato i tassi di interesse otto volte ma si prepara a nuove strette nel 2019. La Banca centrale europea ha appena terminato la politica monetaria espansiva di Quantitative easing, con gli acquisti di grandi quantità di titoli di stato per favorire la crescita e aiutare i sistemi economici dell’eurozona a ripartire e normalizzarsi dopo la crisi finanziaria.
Una montagna di debiti seguita da tassi d’interesse che rendono tutto il mondo padrone e schiavo a sua volta di qualcuno. Numeri e cifre che ormai non hanno senso e che non esistono neanche. Sono soltanto dei numeri scritti su un computer che determinano in un certo qual modo la sudditanza e l’imposizione politco-finanziaria di alcuni Paesi su altri. Un meccanismo malato che è quasi impossibile da debellare e che comunque ormai sembra ingestibile. Le varie battaglie sulla riduzione del debito sono soltanto un fuoco di paglia alimentato dai venti della polemica e della distrazione di massa. Questa partita a risiko potrebbe cambiare in modo irreversibile anche la geografia politica mondiale e Paesi come l’Italia potrebbero risentire più degli altri questo peso che metterebbe in serio pericolo i sogni di ripartenza. Le soluzioni si intrecciano con gli interessi di pochi, quindi non possiamo fare altro che restare alla finestra e sperare che ci sia la reazione giusta nei confronti della mezzanotte che incombe…

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