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Unioncamere, servono tecnici ma le aziende non li trovano

A fronte di 33mila richieste il 35 per cento dei posti resterà vacante. Intanto, secondo il Rapporto Excelsior, nel primo trimestre di quest’anno saranno attivati oltre 1,2 milioni di contratti, con il Nord-Ovest a fare da traino


31/01/2018

di Giambattista Pepi


Anno nuovo, buona nuova. Sono oltre 1,2 milioni i rapporti di lavoro da avviare tra gennaio e marzo 2018 in tutto il Paese. Una conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che la nostra economia è in espansione e l’offerta di lavoro cresce. L’Italia settentrionale, in particolare, farà nelle prossime settimane il pieno di risorse umane prevedendo di attivare quasi il 60% dei nuovi contratti, con le regioni del Nord-Ovest a fare da traino con circa 390mila ingressi in azienda. Fermo restando che i settori a più alto tasso di assorbimento di manodopera sono quelli del turismo e del commercio. 
Anno nuovo, cattiva nuova. A fronte di una ricerca che dà buoni frutti soprattutto per le figure professionali degli addetti alle vendite e alla ristorazione, resta difficile reperire altre figure professionali, segnatamente tecnici dei rapporti con i mercati e non solo. Risultato? Il divario tra l’offerta e la domanda di lavoro (nel gergo si chiama mismatch) si impenna nuovamente e ha raggiunto il 25% a gennaio. In altre parole ci sono persone senza lavoro che continueranno a cercarlo invano, e imprese che potrebbero assumere e non possono farlo perché non trovano persone con le giuste competenze. 
Sono queste, ridotte all’essenziale, le notizie che scaturiscono dalla lettura del Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro istituita dal Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, di attuazione del c.d. Jobs Act (Legge 10 dicembre 2014, n.183, il cui scopo è coordinare le politiche del lavoro a favore di persone in cerca di occupazione e la ricollocazione dei disoccupati)  sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi tra gennaio e marzo 2018. 
In particolare, nel mese di gennaio si sono concentrate, secondo le anticipazioni fornite dagli imprenditori, oltre 491mila occasioni di lavoro. Il settore del turismo è quello che ha registrato la maggiore domanda: quasi un contratto su cinque ha interessato infatti le professioni del commercio e turismo. Uno su sei, però, ha riguardato i diversi profili tecnici, soprattutto quelli specializzati nell’area commerciale e del marketing. 
Agli addetti alle vendite e alla ristorazione sono stati destinati circa 80mila rapporti di lavoro nel mese appena concluso. Ma se per questi profili le imprese ritengono di aver trovato o di poter trovare il candidato più idoneo con relativa difficoltà (segnalata comunque per il 17% degli addetti alle vendite e per quasi il 22% degli addetti alla ristorazione), decisamente più complesso, secondo gli imprenditori, sarà individuare i quasi 33mila tecnici dei rapporti con i mercati che si stanno cercando. In questo caso, infatti, la difficoltà di reperimento raggiunge quasi il 35% delle entrate complessive. 
Il mismatch domanda/offerta di lavoro risale, in media, al 25% ed è decisamente consistente anche per alcuni profili di operai specializzati che compaiono tra le 10 professioni più ricercate. Interessa, ad esempio, quasi il 37% dei 13mila artigiani e operati specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni e ben il 41% dei 12.600 meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili. 
Si mantiene stabile rispetto alla precedente rilevazione la richiesta di giovani. E’ pari al 35% del totale, ha superato a gennaio le 174mila unità ed è particolarmente consistente in rapporto al totale delle entrate programmate da parte delle imprese dei servizi finanziari ed assicurativi, dell’industria turistica e dei servizi informatici e delle telecomunicazioni. 
La Lombardia si conferma leader tra le regioni per opportunità di lavoro: 114mila quelle di gennaio, il 23% del totale. Ben distante da questo primato l’Emilia Romagna con i suoi 52mila contratti, seguita dal Veneto, che a sua volta supera i 50mila. Tra le regioni del Centro Italia, spicca il Lazio, con quasi 46mila entrate in programma, mentre nel Mezzogiorno il maggior numero di opportunità di lavoro sarà offerto dalle imprese campane, con l’attivazione di oltre 30mila contratti.

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