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Vincono M5S e Centrodestra, il Pd crolla al minimo storico: ora guidare l'Italia è un rebus

I grillini diventano il primo partito, la coalizione guidata da Berlusconi (e dalla Lega) vicina alla maggioranza mentre il Partito democratico si lecca le ferite. E il segretario Matteo Renzi decide di lasciare


05/03/2018

di Giambattista Pepi


Non c’è stata partita. Il Movimento 5 Stelle sbaraglia tutti e si afferma come il primo partito, il Centrodestra guidato dal redivivo Berlusconi e dal leader della Lega Salvini è la prima coalizione a un soffio dalla maggioranza, mentre il Partito democratico crolla al minimo storico e il suo segretario Matteo Renzi ha deciso di dimettersi. È questo l’esito delle elezioni politiche italiane dopo una campagna elettorale quanto mai aspra, combattuta senza esclusione di colpi. E, al termine delle consultazioni che hanno visto la partecipazione di oltre il 73% degli aventi diritto, trovano pienamente conferma le previsioni della vigilia unitamente alle preoccupazioni sull’ingovernabilità dell’Italia. 
Non a caso, già durante gli exit poll che lasciavano chiaramente intravvedere gli orientamenti di fondo degli elettori che hanno trovato poi conferma nelle proiezioni e nei primi dati forniti dal Viminale dopo lo spoglio e lo scrutinio, le breaking news sui siti internazionali, da El Pais a Sky News, da Le Monde al Guardian, enfatizzavano la vittoria della coalizione di Centrodestra nel suo insieme sottolineando tuttavia che il Movimento 5 Stelle si era proposto come il primo partito. Ma la “lettura” del voto italiano era riassunta nella definizione di un “hung parliament”, ovvero di un “Parlamento appeso” senza una maggioranza per governare. 
Tutto questo mentre in Germania l’ampia vittoria dei sì al referendum tra gli elettori della Spd per la formazione della Grosse Koalition con Cdu-Csu dava il via libera (ma dopo oltre cinque mesi) alla formazione del nuovo Governo guidato per la quarta volta consecutiva dalla Cancelliera Angela Merkel. 
Il vero vincitore delle elezioni è stato Luigi Di Maio che ha portato il Movimento, che nel 2013 aveva raccolto il 25,6% dei consensi, a oltre il 31 per cento. Stando alla seconda proiezione realizzata da Swg al proporzionale per il Senato M5s è il primo partito con il 33,6% e con un numero di seggi compreso tra 109 - 119. L’exit poll Opinio per la Camera lo stimava tra il 29,5 e il 32,5% con 230-240 seggi. Sarà comunque difficile per Di Maio trasformare questo suffragio in un progetto che lo porti a Palazzo Chigi. Anche se questa sarà la sua richiesta al Capo dello Stato: con un pacchetto di voti che supera il 30% dirà che intende guidare lui quella che sarà la futura squadra di governo. 
Il Centrodestra ha raggiunto il bersaglio con il 37,60%. La coalizione, stando alla seconda proiezione Opinio per il Senato è al 36% con un numero di seggi compreso tra 109-119. E a cantare vittoria è Matteo Salvini. La sua Lega ha quadruplicato i voti dal 2013. E, soprattutto, ha superato Silvio Berlusconi. Anche Fratelli d’Italia cresce: Giorgia Meloni ha raddoppiato i suoi voti del 2013 (quando ottenne meno del 2%) portandosi nelle proiezioni per il Senato al 4%. Per il centrosinistra, invece, i presagi più neri si sono avverati: la coalizione è al 23,27%, mentre il Pd è sotto il 20%. Complessivamente avrebbe tra 110 e 120 seggi alla Camera e tra 47 e 55 al Senato. Nell’alleanza l’unica che potrebbe sopravvivere sarebbe +Europa di Emma Bonino, che naviga negli exit poll tra il 2,5 e il 4,5%: la proiezione al Senato, però, la indica al 2,3%. Anche per Liberi e Uguali gli exit poll non sono confortanti: la forchetta di Opinio li vede tra il 3 e il 5%, un risultato al di sotto delle aspettative. 
Le reazioni fin dalle prime ore successive alla chiusura dei seggi non si sono fatti attendere. Il maggior scoramento è nel Partito Democratico che da questa consultazione esce con le ossa rotte. “Con questo risultato il Pd va all’opposizione” sibila il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, che è anche il “padre” del sistema elettorale, il Rosatellum, che non è riuscito, suo malgrado, a impedire il tracollo del Pd. 
“C’è una sana competizione interna con Lega e Fi che competono per il primo posto. Al di la di chi abbia preso più voti del’altro quello che conta è che la coalizione di Centrodestra arriva comunque prima rispetti agli altri competitor” ha commentato Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato. “Il dato lombardo - ha aggiunto - è molto importante”. 
“Mi sembra si possa ravvisare a questo punto una vittoria definitiva. E questo significa che il centrodestra al Nord sfonda. Parleremo per prima coi nostri alleati, abbiamo idea di cosa fare e guardiamo al futuro con serenità e consapevolezza. Credo che la sfida di Matteo Salvini sia stata vinta” ha aggiunto il vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgetti, parlando in via Bellerio. 
Incontenibile, per contro, il giudizio del pentastellato Alfonso Bonafede, deputato uscente e candidato ministro alla Giustizia: “Sono dati straordinari, anzi storici. C’è un elemento certo che emerge da questi dati, ovvero che il M5S sarà il pilastro della prossima legislatura”. Mentre Alessandro Di Battista parla di “un trionfo del M5S, di una vera e propria apoteosi”. Aggiungendo: “Tutti dovranno venire a parlare con noi utilizzando i nostri metodi di trasparenza e correttezza. E questo avverrà nei prossimi giorni”. 

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