Share |

Cina: un modello tra "sogno" e realtà


18/08/2016

Da quando è salito al potere nel 2012, il presidente Xi Jinping ha avviato un processo di riforme economiche e politiche con l’obiettivo di portare a compimento il Sogno Cinese entro il 2049. Questo utopico progetto di piena modernizzazione richiama il grandioso passato della Cina in vista di un "ringiovanimento della nazione". Il progetto del presidente si scontra però con le difficoltà prodotte dal rallentamento dell’economia cinese e con l’urgenza di raggiungere risultati economici nel breve termine, avendo fissato per il 2020 l’obiettivo del raddoppio del Pil pro capite rispetto al 2010. Questo tema è stato affrontato nel recente Rapporto ISPI “China Dream: Still Coming True?”, curato da Alessia Amighini.

Il Sogno Cinese alla prova dei fatti 
Affinché il Sogno Cinese diventi realtà, la Cina di Xi Jinping deve superare ostacoli politici ed economici interni. Infatti, le riforme economiche implicano costi rilevanti per i detentori di rendite politiche ed economiche a livello centrale e locale che stanno cercando di rallentare l’agenda di riforma. Come scrive Filippo Fasulo (ISPI) nel suo capitolo Waking from the China Dream, l’azione politica di Xi Jinping è incentrata fin dal 2013 ad arginare questi ostacoli attraverso un processo di centralizzazione del potere, l'implementazione della “rule of law” e una campagna anti-corruzione senza precedenti. Trovare un bilanciamento fra le necessità di riforma e gli interessi della classe politica al potere da decenni sarà determinante nel definire gli scenari della Cina del futuro.

Settore finanziario, l'ora delle riforme
L’urgenza delle riforme in campo finanziario è al centro dell'analisi di Christopher Balding (Peking University). La Cina sta affrontando una crescente dipendenza dal debito, un segnale che le riforme finanziare annunciate da tempo sono ancora da sbloccare del tutto. Il sistema finanziario attuale, caratterizzato da un settore bancario ancora immaturo, sta rallentando la transizione economica di cui la Cina ha bisogno per perseguire il Sogno Cinese. L'internazionalizzazione della valuta cinese, il Rmb, è uno dei temi centrali, ma la sua piena convertibilità annunciata per il 2020 potrebbe rivelarsi un rischio per un sistema finanziario ancora fragile.

Riforme politiche sempre più presenti nel dibattito pubblico
Contrariamente a quanto avveniva fino a poco fa, l’opinione pubblica cinese si sta interessando sempre più alla politica. In una intervista Hongyi Lai (University of Nottingham) ne spiega i principali motivi: da una parte, il presidente Xi Jinping ha introdotto una sorta di leadership personale, una novità nella vita politica cinese degli ultimi decenni, che implica una maggiore esposizione del leader; dall’altra, le riforme e i risultati economici più modesti rispetto alle attese stanno spingendo il presidente a cercare sostegno e legittimità nei campi della politica interna e internazionale, alimentando così il dibattito pubblico.

Il modello cinese può essere esportato?
Se negli ultimi anni molti osservatori si sono interrogati sull’esistenza di un modello di sviluppo economico cinese, il cosiddetto "China model", e sulla sua esportabilità, il rallentamento dell’economia ha messo in dubbio il successo di tale modello. Suisheng Zhao (University of Denver), nel capitolo The Chinese Recipe: a Unique Model for Modernisation?, sottolinea come siano molte le criticità di questo modello, tanto che gli stessi cinesi più ricchi sembrano dubbiosi sulla sua reale efficacia. Il problema di fondo risulta essere l’eccessiva dipendenza del "China model" da caratteristiche e peculiarità proprie del Paese, in primis il sistema istituzionale e la dimensione demografica, che ne rendono l’applicazione in altri contesti estremamente difficile.

(Fonte: ISPI Focus - Cina: un modello tra "sogno" e realtà del 25/07/2016)

(riproduzione riservata)