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Voto in Baviera: come cambierà lo scenario politico dell'Europa?

Secondo il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, il risultato tedesco apre le porte a una coalizione che farà crollare l’alleanza tra Popolari e Socialisti


15/10/2018

di Azzurra Fanin


Il voto in Baviera ha scatenato un terremoto che farà sentire i suoi effetti anche su Berlino. 
I cristiano-sociali di Horst Seehofer, alleati della Merkel, perdono la maggioranza assoluta, crollando al 37,3%, mentre l'Spd precipita al 9,5%. A sfondare sono invece i Verdi, cresciuti di 10 punti e divenuti i così la seconda forza politica del Paese, e l’estrema destra di Afd che, con il 10,7%, entra per la prima volta nel parlamento regionale. 
Oltre ai possibili effetti sulla politica federale, già si intuiscono le possibili ripercussioni che queste consultazioni potranno avere anche sullo scenario politico dell’Unione europea. 
Secondo il ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, il risultato teutonico apre le porte per una coalizione che farà crollare l’alleanza tra Popolari e Socialisti. 
In un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, il Ministro dichiara: «I Verdi hanno dissanguato i socialisti, mentre i cristiano sociali hanno avuto una emorragia a destra consistente. A questo dato aggiungiamo che la Spd è uscita dal voto bavarese con le ossa rotte: tutto avrà delle conseguenze devastanti a Berlino sulla Grosse Koalition. Questo va più che bene per chi, come noi, sta lavorando a una coalizione alternativa: se la Spd alle europee avrà un risultato come quello bavarese significa che cambierà lo scenario politico dell'Europa. Il dato che comincia ad emergere è proprio il tramonto dell'alleanza tra Popolari e Socialisti». 
Fontana caldeggia, quindi, una alleanza tra Popolari e Populisti, già proposta da Salvini: «Intanto noi stiamo parlando con molti movimenti identitari e sovranisti, anche con i tedeschi dell’Afd: vogliamo che entrino nella nostra coalizione. I contatti sono buoni», dichiara. 
Intervistato poi da Libero, lo stesso Ministro sottolinea: «Mi piacerebbe che il prossimo presidente della Commissione Ue fosse un italiano, d'altronde la Lega è il primo tra i partiti identitari della Ue e quello al quale gli altri guardano come punto di riferimento. Se riusciamo a prendere abbastanza voti da essere l'ago della bilancia possiamo davvero avviare una stagione di riforme che cambi l'Unione». 
Non è possibile sapere ad oggi se le previsioni del Ministro Fontana si avvereranno per davvero; la cosa certa è che dalla Germania alla Polonia, dalla Francia alla Repubblica Ceca passando per Svezia, Austria, Ungheria e Olanda, la rete “sovranista” sta crescendo e si prepara alla sfida delle elezioni Europee del prossimo anno con il pungo di ferro.

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