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“Banche al fianco di imprese e famiglie, a fronte di tassi di interesse mai stati così bassi”

Parola di Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, il quale assicura che non ci saranno ristrettezze perché gli istituti godono di buona salute. Inoltre Bce e Autorità di regolamentazione e vigilanza hanno dimostrato lungimiranza nel ridurre temporaneamente la rigidità delle regole


14/04/2020

di Tancredi Re


Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, nell’intervista che ci ha concesso esclude ogni forma di ristrettezza creditizia: gli istituti saranno accanto alle famiglie e alle imprese fornendo loro liquidità sia direttamente che attraverso gli strumenti previsti dal Decreto legge sulla liquidità. Il denaro continua a essere abbondante e a buon mercato grazie anche alle aste di rifinanziamento della Bce.

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, cosa faranno le banche? 
Sono già al lavoro. La circolare alle banche associate per l’immediata applicazione del Decreto legge per la liquidità è stata firmata dal presidente Antonio Patuelli, da me e dal vicedirettore generale Gianfranco Torriero. Il provvedimento normativo, vista la straordinaria urgenza, ha introdotto importanti misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza del Covid-19. La circolare dell’Abi è già arrivata agli istituti che dovranno ora tradurla in modalità operative per la propria rete. Il documento dell’Abi riguarda la parte della liquidità alle imprese e la semplificazione di contratti e comunicazioni fra banche e clienti (con la semplice email per esempio). 
L’Associazione, inoltre, ha partecipato a una riunione promossa dal ministero dello Sviluppo economico insieme con i rappresentanti del Mediocredito Centrale e dei Confidi (Consorzi di garanzia fidi - ndr) per contribuire ad individuare le modalità operative più tempestive e semplificate per attuare i provvedimenti addottati dal Governo con il Decreto legge 9 aprile n. 23 anche attraverso un’azione coordinata nel metodo e nei tempi di tutti i soggetti coinvolti. Sono stati informati tutti gli associati con circolare sulle misure adottate dal Governo e attraverso la partecipazione assidua ai gruppi di lavoro già avviati con le istituzioni Abi è impegnata a fornire il proprio costante contributo per semplificare, dare informazioni e fare formazione sugli articolati strumenti approntati per dare liquidità ad imprese e famiglie.

Qual è la vostra posizione per quanto riguarda le garanzie dello Stato per i prestiti alle imprese previste nel Dl? 
I finanziamenti alle Piccole e medie imprese e alle aziende di maggiori dimensioni sui quali il decreto prevede la garanzia statale (in forma differenziata) devono comunque seguire una procedura e una istruttoria i cui tempi e modalità variano da banca a banca, in quanto restano dei soggetti privati che rispondono di fronte alle norme del loro operato.

Il credito a famiglie e imprese continuerà a essere garantito? O aumenteranno i costi? 
Sì. Il credito le banche continueranno a fornirlo. Lo hanno sempre fatto e continueranno a farlo adesso di fronte a un’emergenza gravissima come quella che sta vivendo il nostro Paese e la comunità nazionale. Il denaro continua a essere a buon mercato e a tassi storicamente mai così bassi grazie anche alle aste di rifinanziamento mirate della Bce. Non ci sarà quindi alcuna forma di ristrettezza creditizia.

Come sarà l’impatto sul settore finanziario dell’attuale emergenza Coronavirus, si prevede un aumento delle sofferenze? 
L’entità dell’impatto dipenderà dalla durata dell’emergenza. Sappiamo che il primo trimestre sarà molto negativo per l’economia, in Italia e altrove. Tuttavia, se nella seconda parte dell’anno le misure restrittive verranno meno, la ripresa potrebbe in parte compensarne gli effetti negativi. Inoltre, le previsioni formulate dai principali centri di ricerca danno buone probabilità ad una crescita robusta per il 2021. Dunque, l’effetto sulle sofferenze potrebbe essere transitorio e di breve durata. 
A questo quadro vanno aggiunti gli strumenti messi in campo, a livello nazionale ed europeo, per contenere gli effetti negativi economico-finanziari della crisi sanitaria e garantire liquidità a famiglie e imprese. In questi ultimi anni il mondo bancario in Italia ha dimostrato una straordinaria capacità di risposta autonoma e con minimi aiuti pubblici alle conseguenze della Grande crisi. Grande decisione e velocità è stata dimostrata nell’affrontare il problema dell’accumulo dei crediti deteriorati con le sofferenze nette scese a poco più dell’1,5% sul totale degli impieghi. Sono migliorati, in media, gli indici di capitalizzazione, di liquidità, di efficienza e di redditività. Questo ha permesso di continuare a sostenere al meglio imprese e famiglie. Dunque, come dicono le Autorità che conoscono tutti i dati disponibili, lo stato di salute del settore bancario italiano è buono e quanto fatto in questi anni, consentirà di aiutare ad assorbire l’eventuale shock sulle sofferenze. 

Ce la farà il settore bancario a resistere da solo senza aiuti di Stato? 
Durate l’ultima crisi, l’Italia ha perso complessivamente 10 punti di Pil. Nonostante questo, gli aiuti di Stato sono stati molto bassi rispetto agli altri grandi Paesi europei. In questa crisi abbiamo strumenti nuovi per contenere gli effetti dell’impatto economico dell’emergenza sanitaria in corso. Nelle ultime settimane, la Bce si è dimostrata pronta a fornire liquidità alle banche e alle imprese e a ridurre le tensioni sui titoli sovrani con strumenti che, durante la Grande crisi, non c’erano. Anche le Autorità di regolamentazione e di Vigilanza europee e nazionali hanno dimostrato lungimiranza nel ridurre temporaneamente la rigidità delle regole e, quindi, consentire alle banche di aumentare la capacità di sostegno a imprese e famiglie. 
Infine, davanti a uno shock di questa portata, simile a quello di una guerra e che colpisce in modo simmetrico tutti i Paesi dell’Unione europea, auspico che siano messi in campo da Bruxelles strumenti comuni per contenere gli effetti negativi del Covid-19 e far ripartire l’economia.

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