Share |

“La grafologia? Una scienza meravigliosa”. Parola di Candida Livatino

Dagli scarabocchi alla firma, tutto può rivelare chi sei e mettere a nudo la tua personalità. A partire dai grandi maestri del passato sino ad arrivare ai protagonisti di oggi


16/11/2020

di VALENTINA ZIRPOLI


La grafologia come chiave di lettura dell’animo umano. Perché tutto, dagli scarabocchi alla firma, può aiutare a scoprire la nostra parte più nascosta, a mettere a nudo la nostra personalità. E appunto Dagli scarabocchi alla firma. La grafologia rivela chi sei (Mursia, pagg. 176, euro 16,00) è il titolo dal libro firmato dal perito grafologo Candida Livatino, specializzata, fra l’altro, nell’analisi della scrittura e dei disegni dell’età evolutiva nonché nella valutazione finalizzata alla selezione del personale. 
Un’esperta che (fermo restando che questa sua passione “è nata dall’esigenza di capire meglio la scrittura del figlio quand’era bambino”), prendendo in prestito una toccante frase di Padre Girolamo Moretti (“La mano traccia il gesto, ma è l’anima che esprime la forma”), non manca di sostenere che “la grafologia è una scienza meravigliosa”, che aiuta appunto a conoscere il nostro vero io. Rivelando quello che le parole non dicono, “perché ogni lettera parla di noi e tutte insieme disegnano la mappa della nostra anima”. In effetti “esiste un significato che va oltre il segno tracciato. Che siano parole scritte, scarabocchi o disegni, il risultato di quel movimento parla per noi”. 
Sta di fatto che in questo suo ultimo libro (preceduto da diversi altri, come Scrivere con il cuore, Le sfumature della scrittura e I segreti della scrittura) l’autrice mette a nudo le personalità di grandi maestri del passato (come Michelangelo, Rossini, d’Annunzio e Leopardi), ma anche quelle di personaggi della politica (come Trump, Mattarella, Conte e la regina Elisabetta), dello sport (come Ronaldo e Totti), eroi del nostro tempo (come Falcone, Borsellino e Aldo Moro), senza trascurare personaggi della cronaca nera (come Stasi, Bossetti, Bilancia e Pacciani). Ma non solo: questo manuale racchiude infatti strumenti comprensibili anche ai non addetti ai lavori e una prospettiva ogni volta differente per raggiungere un unico obiettivo: conoscere meglio se stessi e gli altri. 
Un esempio: quante volte, mentre parliamo al telefono, scarabocchiamo su un foglio cose più o meno comprensibili? Ebbene quel gesto, in apparenza senza significato, risponde a un nostro profondo e misterioso bisogno. Basta saperlo interpretare e analizzare. Perché quando impugniamo la penna, anche senza rendercene conto, lasciamo spazio alla nostra creatività, alle nostre idee e al nostro inconscio. E più la grafia è brutta - non dobbiamo quindi farcene un cruccio - più è interessante in quanto spontanea. 
Ma c’è dell’altro. “Oggi, nel mondo delle comunicazioni digitali, scrivere a mano è una delle opzioni possibili, ma dovrebbe essere considerata - annota ancora l’autrice - una pratica irrinunciabile a ogni età. Per questo nel mio libro dedico un capitolo proprio all’importanza di scrivere a mano (lo sapevate che la scrittura in stampatello è come una maschera in quanto finisce per nascondere la personalità?) nonché ai benefìci che ne derivano in termini di sviluppo della capacità di concentrazione, di selezione dei concetti chiave, della memoria e di altre abilità fondamentali”. 
Ricordiamo inoltre che questo libro, nato alla stregua dei precedenti “come un atto d’amore verso le persone”, contiene tantissime novità, a partire da “una parte didattica nella quale - ricorda l’autrice - prendo in esame nuovi segni grafologici, per poi proseguire con un capitolo curioso che ci aiuta a capire perché scegliamo un colore di penna piuttosto che un altro. Salvo poi analizzare i nostri scarabocchi, ma anche spiegando cosa nasconde la firma di protagonisti della scena nostrana e di quella internazionale”. 
In effetti firma e scrittura rappresentano “il Dna di ciascuno di noi, unico e irripetibile. E imparare a decodificarlo ci aiuta a conoscere noi stessi e gli altri, dandoci indicazioni sul nostro futuro professionale. Perché dal modo in cui scriviamo, da come occupiamo lo spazio rispetto ai margini, dal tipo di forza che imprimiamo e dai tanti segni che lasciamo sul foglio di carta possiamo cogliere gli aspetti più profondi della nostra personalità e del nostro stato d’animo. Sta poi all’abilità di chi conduce l’analisi grafologica capire quello che è strutturale e quello che invece è legato al momento”. 
Scopo di questo libro è anche “la volontà di spingere il lettore a fare un viaggio in profondità nel proprio stato d’animo, nelle proprie paure ma anche nelle proprie ambizioni, dando un nome alla proprie emozioni più nascoste, per renderlo più consapevole e più forte”. In buona sostanza ci confrontiamo con un manuale che racchiude strumenti comprensibili anche ai non addetti ai lavori e una prospettiva ogni volta differente per raggiungere un unico obiettivo: conoscere meglio noi stessi e gli altri. 
E questo è quanto. Anzi no. Per la cronaca Candida Livatino - sposata con Luigi e madre di Matteo (ai quali è dedicato questo libro) - è anche giornalista pubblicista con collaborazioni allargate a Mattino Cinque, Quarto Grado, Forum, Le Iene, nonché con le testate giornalistiche del gruppo Mediaset per l’analisi grafologica dei personaggi al centro di fatti di cronaca. Inoltre nel 2013 ha vinto il Premio Barocco, mentre lo scorso anno si è aggiudicata, per il suo ruolo di grafologa, il Premio internazionale Bronzi di Riace.

(riproduzione riservata)