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“Lo straniero venuto dal mare”: ottava avventura imbastita sul capitano Ross Poldark, la moglie Demelza, i loro figli e altri intriganti compagni di viaggio

La saga - firmata dall’inglese Winston Graham e ambientata nella Cornovaglia a cavallo fra il 1783 e il 1820 - rappresenta un classico fra i romanzi storici, con due adattamenti televisivi al seguito e milioni di copie vendute


27/04/2020

di Catone Assori


Un altro gradito omaggio agli appassionati di romanzi storici. La casa editrice Sonzogno ha infatti pubblicato l’ottavo dei dodici episodi che fanno parte della saga - ovvero Lo straniero venuto dal mare (pagg. 462, euro 18,00, traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolin) - imbastita sull’intrigante figura di Ross Poldark, ribelle e orgoglioso gentiluomo in cerca di riscatto, dotato di un profondo senso per la giustizia sociale pur senza proporsi come un moralizzatore. E attorno a lui abbiamo imparato a conoscere altre figure portanti, come la caparbia moglie Demelza (cui ora si aggiungono i due figli ormai grandi) o il suo nemico di sempre, il divagante George Warleggan. 
Saga che si dipana nel periodo che va dal 1783 al 1820, che ha venduto milioni di copie in una quarantina di Paesi e che era stata pubblicata in Inghilterra a partire dal 1945 dal rimpianto inglese Winston Graham, nato a Manchester il 30 giugno 1908 e morto a Londra il 10 luglio 2003 dopo aver vissuto a lungo in Cornovaglia, proprio nei luoghi dove aveva ambientato le sue avventurose storie. Che hanno peraltro beneficiato di due adattamenti televisivi da parte della Bbc: la prima volta nel 1975 e la seconda nel 2015. 
Ma veniamo al dunque. Sono trascorsi dieci anni dagli eventi narrati ne La furia del mare quando - siamo nel 1810 - Geoffrey Charles Poldark, figlio di Francis, defunto cugino del capitano Ross Poldark, incontra suo zio alla vigilia di una importante battaglia. I due non si vedevano da quattro anni e Ross rimane sorpreso dal suo cambiamento: e se prima Geoffrey Charles era un giovane cadet­to entusiasta, giocoso e dalle mani bucate, capace solo di mettersi nei guai e indebitarsi, adesso è maturato. Complice anche le tante battaglie che ha sostenuto. 
In effetti siamo nel bel mezzo delle guerre napoleoniche e Ross si trova in Portogallo in missione presso l’armata del generale Wellington: l’Inghilterra ha infatti deciso di lottare contro lo strapotere di Bonaparte e il nostro capitano, sebbene non più giovanissimo, ancorché provato da lutti, dolori e incomprensioni, aveva ritenuto giusto dare il suo contributo. 
In ogni caso la missione sta per volgere al termine. E a Nampara (un angolo di terra selvaggio e battuto dal vento che da sempre è nel cuore di Ross) la caparbia Demelza, che ha poco più di quarant’anni (ma è “invec­chiata bene, meglio di tante sue coetanee di nobili origini, sia nel fisico che nella personalità”), attende il suo ritorno visto che fra i due coniugi, dopo parecchi alti e bassi, la vita si è rasserenata. Complici anche i figli Jeremy e Clowance, che stanno crescendo che è un piacere. 
Intorno a loro - nemmeno a dirlo - si muovono anche altri personaggi di questa saga, che hanno trovato ciascuno la propria strada: Drake e Morwenna, ad esempio, hanno coronato il loro sogno d’amore e hanno avuto una figlia, Sam si è sposato con Rosina e George Warleggan - vedovo di Elizabeth - non ha perso il vizio e fa la corte a una ricca Lady. 
Questo “ordine ritrovato” viene però infranto il giorno in cui un misterioso straniero, Stephen Carrington, tratto in salvo in seguito al naufragio della sua nave, si stabilisce a casa dei Poldark. I due giovani figli di Ross rimangono subito conquistati dal nuovo venuto, spericolato e passionale, che travolge come un’onda le loro vite: Jeremy vede infatti incarnati in lui l’avventura, il rischio e la vista di un mondo dall’orizzonte più vasto; Clowance invece - indipendente, determinata fare le cose di testa propria e corteggiata già da molti spasimanti - è attratta dal suo fascino misterioso. Tuttavia “ben presto scopriranno che Stephen non è quello che sembra, e saranno costretti a fare i conti con i suoi segreti”. 
Che dire: un balsamo per la mente la scrittura di Winston Graham, che anche in questo capitolo della sua saga piacevolmente cattura il lettore, trascinandolo in storie in bilico fra sentimenti e lotte sociali, antiche ruggini e pericolose faide, luci e ombre, fortune e tracolli finanziari. Storie peraltro imbastite come meglio non si potrebbe sulla figura del capitano gentiluomo Ross Poldark, ma anche su altri personaggi credibili e ben costruiti. Ferme restando le ambientazioni, che sembrano subito far parte del nostro passato. 
È bene inoltre ricordare che Winston Graham ha firmato il famoso thriller Marnie, portato sul grande schermo nel 1964 da Alfred Hitchcock. Un film che a sua volta ha lasciato il segno nella storia della cinematografia. Lui che da giovane, in seguito alla prematura morte del padre (un noto importatore di tè colpito da un ictus), aveva incontrato non poche difficoltà finanziarie, superate lavorando in campo editoriale, oltre che pubblicando racconti sul Windsor Magazine, un mensile di narrativa. 
E proprio la narrativa lo avrebbe fatto diventare ricco e gli avrebbe spalancato le porte della presidenza dell’associazione Society of Authors d’Inghilterra e di quelle di membro della Royal Society of Literature. Oltre a essere insignito nel 1983 del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’'Impero Britannico. 
A titolo di curiosità - repetita iuvant - ricordiamo infine che nel 1926 Graham aveva incontrato una tredicenne, di nome Jean Williamson, della quale si era scandalosamente innamorato e che sarebbe riuscito a sposare tredici anni dopo. E sarebbe stata proprio lei ad aiutarlo a dare voce all’intrigante personaggio di Demelza...

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