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“Vie Verdi sui tracciati ferroviari dismessi”: itinerari italiani da non perdere sia a piedi che in bicicletta

Un progetto, che è diventato una guida, firmato da Ornella D’Alessio per la collana Omnes viae della casa editrice Cinquesensi. Una piccola sfida a fronte di una gratificante esperienza


21/12/2020

di VERA DE RAGAZZINIS


Annota in prima battuta l’autrice, Ornella D’Alessio: “Scrivere un libro è sempre una piccola sfida. Farlo nell’estate 2020 avrebbe potuto rappresentare una vera incognita. In realtà ho trovato tante persone al lavoro come me, anche nei giorni caldi di Ferragosto. Tutti collaborativi ed entusiasti del progetto Vie Verdi. Così con grande emozione ho percorso ciclovie valorosamente realizzate su sedimi ferroviari abbandonati, a volte perfette, a volte pronte solo in parte. Un modo di ammirare paesaggi e conoscere territori da una prospettiva diversa, possibile anche per i più pigri visto che esistono biciclette elettriche che rendono la vita facile a tutti”. 
Di fatto, come annota Umberto Rovaldi, architetto paesaggista della mobilità dolce, “muoversi e viaggiare su due ruote o a piedi, per significative distanze, su una vecchia ferrovia dismessa (non di rado frutto di una sofisticata quanto complessa opera di ingegneria) peraltro riconvertita a esclusiva percorribilità ciclabile e pedonale, rappresenta una delle più piacevoli e belle esperienze di viaggio attivo che oggi si possano fare”. Consentendo a chiunque, in questo modo, di “addentrarsi in tracciati nascosti quanto di inaspettata bellezza”. 
Veri e propri fili narrativi che ci raccontano di un nostro antico modo di abitare, frutto di una manualità che ha sposato al meglio le naturali sinuosità e morfologie dei paesaggi italiani, costieri e lacustri, naturali e boschivi, rurali o urbani, appenninici o alpini, fluviali o vallivi. Con le gallerie, a loro volta, a regalare piacevoli sorprese. “Ben venga quindi questo libro-guida di Ornella D’Alessio, dove il racconto di ciascuna linea ferroviaria e del suo riuso ciclabile ben si armonizza con l’evocativo quanto poetico bianco e nero delle foto”. 
Fermo restando che lo spaccato narrativo si raffronta con ben venti tratte ferroviarie (alcune delle quali a scartamento ridotto) che partendo dal Piemonte si rincorrono in diverse Regioni italiane, isole comprese. Aiutando il lettore a scoprirne tutti i segreti: quando e perché erano state costruite, sino a quando erano rimaste in attività, il ruolo avuto in termini di passeggeri e merci. Oltre a regalare notizie sulle località attraversate, sui castelli (in alcuni casi, voci di popolo, abitati dai fantasmi) e le dimore storiche che il viaggiatore potrà incontrare. 
Tutto questo in abbinata al grande affetto che ha sempre legato la gente del posto alle ferrovie, a partire dal loro importante ruolo che, in alcuni casi, ha portato alla costituzione di Associazioni di amici e nostalgici dei vecchi treni nonché per l’amore dell’ambiente circostante. Mentre altri - la divergenza di opinioni in Italia rappresenta una regola - continuano a discutere sull’opportunità o meno di ripristinarne il servizio. Ferrovie alle quali, in alcuni casi, sono stati dedicati musei e collezioni di cimeli, curiosità e foto, reperti e parti meccaniche. 
Ma anche soffermandosi, l’autrice, sul ruolo e l’utilizzo di queste tratte. A volte frutto di ciclopici progetti. Come nel caso delle complesse strutture di collegamento fra le aree interne dell’Italia meridionale, come la Puglia, la Basilicata e la Calabria, che seguendo la difficile orografia dell’area finirono per arenarsi, anche se alcune isolate tratte furono ultimate a fronte di ardite e avveniristiche soluzioni d’ingegneria tese a collegare alcuni borghi dell’Appennino calabro-lucano. 
Insomma, come si racconta nelle favole, c’era una volta… C’era una volta una ferrovia che aveva cambiato il modo di vivere e muoversi della gente. Una ferrovia che oggi non c’è più, anche se ne è rimasta la memoria storica, il patrimonio culturale. Una ferrovia da ripercorrere, nel nostro caso, a piedi o in bicicletta. Andando indietro nel tempo… 
Tutto questo e molto altro in Vie verdi sui tracciati ferroviari dismessi (Cinquesensi editore, pagg. 208, euro 10,00), un lavoro scritto da Ornella D’Alessio per Omnes Viae, una collana di libri di viaggio alternativo che condivide il pensiero Simtur (Società italiana professionisti mobilità dolce e sostenibile) e che ha trovato sostegno nella direzione editoriale dell’eclettico quanto creativo Leonardo Castellucci.

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