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il Mulino Novità editoriali agosto – settembre


01/08/2022

26 agosto 
Maria Rosaria FerraresePoteri nuovi. Privati, penetranti, opachi. 
Luca AmendolaL’algoritmo del mondo. L’irragionevole armonia dell’universo 
Nicola Labanca, (a cura di), Guerre ed eserciti nell'età contemporanea 
Luigino Bruni, Capitalismo meridiano. Alle radici dello spirito mercantile tra religione e profitto 
Antonella Meniconi – Guido Neppi ModonaL’epurazione mancata. La magistratura tra fascismo e Repubblica 
Massimo MastrogregoriL’infiltrata. Vita e opere di Emma Cantimori 
Anna Maria Lorusso, L'utilità del senso comune

2 settembre 
Chiara FrugoniA letto nel Medioevo. Come e con chi 
Sergio GivoneI presocratici. Ritorno alle origini 
Tina Pizzardo, Senza pensarci due volte (nuova edizione con prefazione di Sandra Petrignani) 
Camillo CasolaSahel. Conflitti migrazioni e instabilità a sud del Sahara 
Massimo MoriEsperienze del camminare

9 settembre 
Carlo TrigiliaIl grande esodo. Declino della sinistra e disuguaglianze

16 settembre 
Marco MondiniRoma 1922. Il fascismo e la guerra mai finita 
Karoline Reinhardt, Migrazioni e diritto cosmopolitico. Sull’attualità della filosofia politica di Kant

23 settembre 
Judith LorberOltre il gender. I nuovi paradossi dell'identità 
Aldo FerrariStoria della Crimea 
Asher Colombo (a cura di), Morire all’italiana. Pratiche, riti, credenze 
Paolo ProdiIl cardinale Gabriele Paleotti (1522-1597)

30 settembre

Egidio IveticEst/Ovest. Il confine dentro l’Europa 
Mario Avagliano – Marco PalmieriIl dissenso al fascismo. Gli italiani che si 
ribellarono a Mussolini 
Maurizio Ambrosini, Anna Cossetta, Il nuovo servizio civile 
Andrea Goldstein, Il potere del pallone. Economia e politica del calcio

A seguire le schede 
Maria Rosaria Ferrarese 
Poteri nuovi 
Privati, penetranti, opachi. 
il Mulino, pagg. 180, 14 euro 
 
in libreria dal 26 agosto

Oggi il potere è un gioco complesso, a più voci, sempre meno decifrabile, stabile e riconoscibile 
Anche se il conflitto scatenato in Ucraina ci ha presentato il suo volto più primitivo e violento, non possiamo ignorare le grandi metamorfosi che hanno profondamente trasformato il potere e i suoi scenari negli ultimi decenni. Abbandonate le severe vesti del government, più verticale e decifrabile, a favore di quelle della governance, più orizzontale e diffusa, il potere ha assunto nuove facce, diventando di volta in volta nazionale, internazionale, pubblico, privato, hard, soft, smart, poco visibile, indiretto. Numerosi nuovi attori, non solo poteri finanziari ed economici, ma anche tecnologici e padroni dell’intelligenza artificiale, muovendosi disinvoltamente tra politica ed economia, forgiano le nuove fondamenta del nostro mondo. 
Maria Rosaria Ferrarese ha insegnato Sociologia del diritto nell’Università di Cagliari. Con il Mulino ha pubblicato «Le istituzioni della globalizzazione. Diritto e diritti nella società transnazionale» (2000), «Il diritto al presente» (2002), «La governance tra politica e diritto» (2010), «Promesse mancate» (2017).

VOCI 
Luca Amendola 
L’algoritmo del mondo 
L’irragionevole armonia dell’universo 
il Mulino, pagg. 250, 16 euro 
In libreria dal 26 agosto

Viaggio ai confini della conoscenza 
Sullo sfondo delle drammatiche vicende umane, i fenomeni naturali sembrano scorrere seguendo leggi armoniose e immutabili. Il moto dei pianeti e quello degli atomi si dispiegano sempre uguali a sé stessi, senza variazioni percettibili, secondo quella che Heisenberg chiamava «la spaventosa coerenza della natura». La scienza dispone ormai delle leggi fondamentali dell’universo, basate sulla gravitazione di Einstein e sulle teorie quantistiche, e nessun fenomeno appare in evidente contraddizione con esse. Con la recente scoperta delle onde gravitazionali, il quadro teorico appare completo: abbiamo svelato l’algoritmo del mondo. Ma restano le domande fondamentali: perché il nostro universo segue delle leggi matematiche, invece di precipitare in un caos senza fine, e perché proprio queste leggi e non altre? Possiamo ancora aumentare la nostra conoscenza costruendo telescopi e acceleratori sempre più potenti, o abbiamo ormai raggiunto i limiti delle nostre risorse? Viviamo nell’unico universo possibile, o siamo solo un esperimento della natura tra i tanti?  
Luca Amendola insegna Fisica teorica nell’Università di Heidelberg in Germania, Ha pubblicato Il Cielo Infinito (Sperling & Kupfer, 2000) e Dark Energy. Theory and Observations (con S. Tsujikawa, Cambridge University Press, 2010) e circa 200 articoli scientifici. È stato fino al 2021 coordinatore del Theory Working Group della collaborazione internazionale Euclid. Per il Mulino ha già pubblicato L’altra faccia dell’universo (2018). Vive tra Roma ed Heidelberg.

 

Nicola Labanca (a cura di) 
Guerre ed eserciti nell’età contemporanea 
Il Mulino, pagg. 530, euro 30,00 
In libreria dal 26 agosto 
Interventi di Gastone Breccia, Riccardo Cappelli, Marco Di Giovanni, Fabio De Ninno, Fatima Farina, Enrico Francia, Hubert Heyriès, Nicola Labanca, Marco Rovinello, Emanuele Sica. 
«Se non facciamo uno sforzo di analisi, rischiamo, in un giorno prossimo o lontano, di farci cogliere dalla guerra impotenti non solo ad agire, ma anche a giudicare» Simone Weil 
Le guerre totali dell’età contemporanea sono state contraddistinte da armi sempre più sofisticate e distruttive, da eserciti non solo di leva ma sempre più spesso di volontari professionisti, da un crescente coinvolgimento dei civili, da un accresciuto ruolo della propaganda e dalle retoriche nazionaliste. Nell’Italia contemporanea, c’è tutto questo e anche altro: il Risorgimento in armi e le guerre di unificazione nazionale; la guerra al brigantaggio e le prime campagne militari coloniali; la partecipazione alla Prima guerra mondiale e poi il Ventennio fascista, con il suo peculiare rapporto tra forze armate, società e politica; la lunga stagione repubblicana fino a un presente militare fatto di professionalizzazione e di partecipazione alle operazioni militari all’estero, che talora hanno profondamente diviso l’opinione pubblica. 
Nicola Labanca insegna Storia contemporanea nell’Università di Siena. Per il Mulino ha pubblicato Oltremare (20072), La guerra d’Etiopia (2015), Una guerra per l’impero (20152), La guerra italiana per la Libia (2012), Caporetto. Storia e memoria di una disfatta (2019, vincitore del Premio Minturnae 2019 sezione storia); ha inoltre curato I bombardamenti aerei sull’Italia (2012) e La guerra italo-austriaca (con O. Überegger, 2014). Vive a Firenze. 
Luigino Bruni 
Capitalismo meridiano 
Alle radici dello spirito mercantile tra religione e profitto 
Il Mulino, pagg. 190, euro 18,00 
In libreria dal 26 agosto 
Storie di frati e di mercanti, di banchieri, monache e spose senza dote 
Dietro denaro, lavoro, risparmi ci sono sogni, desideri, promesse, passioni, perché la vita economica è un universo di simboli, è un codice per decifrare la grammatica degli individui e delle società. L’ultimo medioevo – quei secoli-ponte tra mondo antico e Modernità – ha generato l’alfabeto dell’economia di mercato moderna, che dopo la Riforma protestante si biforcherà in un capitalismo nordico, erede di Lutero e Calvino, e in un capitalismo meridiano, che in certi aspetti ha continuato quel primo umanesimo civile dei mercanti e dei frati italiani dei secoli precedenti, ma che in altri aspetti decisivi lo ha tradito nell’epoca della Controriforma, in cui interesse e profitto ricadono sotto un giudizio quasi esclusivamente negativo. Questo libro è un viaggio attraverso la genesi del «capitalismo sotto le alpi», diverso, comunitario, cattolico e relazionale, maschile ma con inaspettate presenze femminili; con uno sguardo speciale all’intreccio tra lo spirito dei mercanti e quello dei frati mendicanti, diversi, ma più simili di quanto ci appaiano. 
Luigino Bruni insegna Economia politica nell’Università Lumsa di Roma. Fra i suoi libri più recenti: L’arte della gratuità (Vita e Pensiero, 2021) e Il capitalismo infelice (Giunti, 2018). E con il Mulino: L’economia civile (con S. Zamagni, 2015). Vive a Incisa Valdarno. 
Antonella Meniconi e Guido Neppi Modona 
(a cura di) 
L’epurazione mancata
La magistratura tra fascismo e Repubblica

il Mulino, pagg. 340, € 32,00 
In libreria dal 26 agosto
Tra la fine del fascismo e l’inizio della Repubblica, molti magistrati furono sottoposti al giudizio d’epurazione, affidato ad apposite Commissioni costituite per valutare se fossero adeguati a servire le nuove istituzioni. In primo piano i giudici maggiormente compromessi con il regime, che erano stati a capo dell’ordine giudiziario nel Tribunale speciale per la difesa dello Stato o nel Tribunale della razza, ovvero nella Repubblica sociale italiana. Gli stessi magistrati, passati per lo più indenni dai farraginosi meccanismi epurativi, si ritrovano dopo poco tempo ai vertici della Corte di cassazione, delle Corti d’appello, o addirittura nella Corte costituzionale, avendo di fatto stilato un vantaggioso compromesso con i nuovi governanti. Un affresco ricco di particolari, da cui emerge come i conti con il passato fascista non furono mai veramente compiuti nella Repubblica, che mosse i suoi primi passi gravata da una pesante eredità autoritaria, destinata a produrre i suoi effetti sino agli anni Sessanta.
Antonella Meniconi insegna Storia delle istituzioni politiche nella Sapienza - Università di Roma. Vicedirettore della rivista «Le carte e la storia», con il Mulino ha pubblicato La «maschia avvocatura». Istituzioni e professione forense in epoca fascista (2006) e Storia della magistratura italiana (2013). Vive a Roma.
Guido Neppi Modona, professore emerito dell’Università degli Studi di Torino e vicepresidente emerito della Corte costituzionale, è autore di numerose pubblicazioni di diritto e procedura penale e di storia istituzionale della magistratura e delle carceri. Vive a Torino. 
Massimo Mastrogregori 
L’infiltrata 
Vita e opere di Emma Cantimori 
presentazione di Luciano Canfora 
il Mulino, pagg. 210, euro 15,00 
In libreria dal 26 agosto 

Vita clandestina di una cospiratrice ai tempi del fascismo 
A molti il nome di Emma Cantimori (nata Mezzomonti) suonerà familiare, legato com’è alla classica e fortunata traduzione italiana del Manifesto del partito comunista di Marx e Engels, pubblicata nel 1948 e tuttora in circolazione. Pochi invece conoscono la sua storia precedente, durante il ventennio fascista e sotto l’occupazione tedesca a Roma. In quel tempo Emma condusse una doppia vita come infiltrata del Partito comunista fra gli intellettuali fascisti, all’Enciclopedia italiana e all’Istituto di studi germanici, a contatto con personaggi come Giovanni Gentile e Delio Cantimori, che sposò nel 1936. Nella biografia di Emma e del marito il lavoro sull’edizione del Manifesto, tra il 1944 e il 1948, coincise con l’uscita allo scoperto dopo un lungo periodo di clandestinità. Il libro racconta per la prima volta la sua vicenda segreta protetta dalle rigide regole cospirative, per ricostruire così uno spaccato di storia della resistenza al regime fascista. 
Massimo Mastrogregori è uno storico e docente universitario. Tra i suoi libri recenti ricordiamo: I due prigionieri. Gramsci, Moro e la storia del Novecento italiano (Marietti, 2008), Breve storia dell’ideologia occidentale (Marietti, 2011) e Moro. La biografia politica del democristiano più celebrato e discusso nella storia della Repubblica (Salerno Ed., 2020). Vive a Roma. 
Anna Maria Lorusso 
L’utilità del senso comune 
il Mulino, pagg.180, euro 14,00 
In libreria dal 26 agosto 
Sedimentato spesso in forme di espressione privilegiate come i modi di dire, i proverbi o la pubblicità, il senso comune è un patrimonio di sapere condiviso dalla comunità, un insieme di credenze e valori ritenuti così scontati da sembrare una sorta di conoscenza sommaria e degradata. Ma che ne è oggi del senso comune e del suo parente stretto, il buon senso? Quale utilità hanno o possono avere nella stagione dei terrapiattisti e dei no vax? Sempre al confine tra ovvietà e saggezza, il senso comune ha tuttora un posto centrale, perché filtra la lettura della realtà secondo schemi radicati nella nostra cultura, offre gerarchie di valori che possono farsi norma e misura del sentire e del fare, induce a riconoscersi in una dimensione interpersonale che istituisce soggettività collettive capaci di nutrire il senso di appartenenza. 
A Festivalfilosofia Anna Maria Lorusso terrà la lectio Sdegno. Tra scandalo etico e sensazionalismo domenica 18 settembre ore 21 in Piazza Grande a Modena. 
Anna Maria Lorusso insegna Semiotica nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Con Laterza ha pubblicato «Semiotica della cultura» (2010) e «Postverità» (2018). Ha anche curato «La filosofia di Umberto Eco» (La nave di Teseo, 2021). 
Chiara Frugoni 
A letto nel Medioevo. Come e con chi 
Il Mulino, pagg. 180, € 22,00 
con 65 illustrazioni a colori 
edizione rilegata 
in libreria il 2 settembre
… un racconto giocoso del letto, sempre pronto a ospitare uomini e donne desiderosi di deporvi fatiche, pensieri e emozioni 
«Ecco che lei, davanti al fuoco che scoppietta, toglie le 
scarpe al marito, gli porta le pantofole e scivola con lui a 
letto fra le lenzuola candide. È il momento degli scherzi 
d’amore …». 
Se oggi l’immagine di questa moglie devota del XIV secolo ci fa sorridere, lo scorcio di Medioevo che il brano restituisce è assai veritiero. Gelo, pioggia e vento: sembra esserci solo un’unica stagione, l’inverno. Ma i disagi del clima sono compensati dal meraviglioso tepore di un talamo accogliente. Anche di giorno la stanza da letto continuava a essere vivacemente utilizzata: per pranzare, studiare, magari sotto il caldo delle coperte, e ricevere visite. Sontuoso e imbottito, abbellito con nappe e cuscini, oppure umile e povero, di legno o paglia, comprato al mercato o fatto su misura. Il letto tutto racconta: la morte e la nascita, passioni del cuore e amori proibiti, giochi festosi, traumi violenti e tripudio dei sensi, malattie, sofferenze, segreti di adulteri. Un luogo per due? Non necessariamente. A volte molto affollato e ad accoglienza variabile, come avviene nelle gustose novelle del Boccaccio, il letto non manca di suscitare l’occhiuto, implacabile controllo della chiesa in quanto luogo di ogni seduzione diabolica. 
L’ultimo lavoro di una straordinaria interprete della vita medievale: una stanza adibita a molte funzioni e la turbolenta umanità che la abita. 
Festivaletteratura di Mantova e il Festival del Medioevo di Gubbio dedicheranno un ricordo a Chiara Frugoni. 
Chiara Frugoni (1940-2022) ha insegnato Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi. Tra i suoi numerosi libri segnaliamo, per il Mulino, Vivere nel Medioevo. Donne, uomini e soprattutto bambini (2017), Uomini e animali nel Medioevo. Storie fantastiche e feroci (2018), Paradiso vista Inferno. Buon governo e tirannide nel Medioevo di Ambrogio Lorenzetti (2019), Paure medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo (2020), Donne medievali. Sole, indomite, avventurose (2021). I suoi saggi sono tradotti nelle principali lingue europee, oltre che in giapponese e in coreano.

Sergio Givone 
I presocratici 
Ritorno alle origini 
il Mulino, pagg. 136, euro 13,00 
In libreria da 2 settembre 
 

Alle fonti del pensiero, lì dove tutto è cominciato

 

Pensatori dell’inizio, i presocratici riflettono sul «principio» in quanto tale – come origine e come arché – e al tempo stesso inaugurano un nuovo modo di pensare, la filosofia. Ma i presocratici appaiono anche come pensatori della «fine», intesa come questione filosofica ma anche come disgregarsi della religiosità arcaica. Ultimi eredi di una cultura in cui logos e mito erano strettamente intrecciati, essi non esiteranno a sciogliere quel legame, pur continuando ad appartenere a quel mondo. Questo libro è un viaggio alle fonti del pensiero, dove la riflessione sul vivente e la meditazione sull’uomo s’incontrano. Due momenti, originariamente uniti, ma destinati a separarsi nella cosmologia e poi nelle scienze della natura da un lato, e nell’etica e poi nelle scienze umane dall’altro. Un pensiero mai unidimensionale, dell’identità e della differenza, dell’Essere e del Nulla, della realtà dispiegata non meno che inquietante e sfuggente; come immaginare un’avventura del pensiero più attraente di questa?

 

Il testo sarà corredato dalla traduzione dell’autore di una scelta dei frammenti dei presocratici.

 

Sergio Givone è professore emerito di Estetica dell’Università di Firenze. Tra i suoi libri: Metafisica della peste (Einaudi, 2012) e Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito (Olschki, 2016). Con il Mulino ha già pubblicato Sull’infinito (2018). Vive a Firenze.

Tina Pizzardo 
Senza pensarci due volte 
Prefazione di Sandra Petrignani 
Il Mulino, pagg. 250 con ill., € 18,00

In libreria dal 2 settembre 
Intelligente, vera, rivendicativa, a momenti antipatica, è Tina Pizzardo, il più seducente e misterioso fantasma della mitologia amorosa di Cesare Pavese. Non sono però le pagine dedicate a Pavese il centro d’interesse di questo libro di memorie, quanto il complessivo autoritratto che ne emerge. L’immagine, anch’essa a suo modo letteraria, di una ragazza che sembra ubbidire soltanto alla sua libertà intellettuale e al suo impulso vitalistico. Nemmeno il carcere ha ragione della sua vitalità né, più tardi, le ristrettezze imposte dalla persecuzione del regime. Un vero personaggio degno della leggenda che tanto la infastidiva.

 

Tina Pizzardo (1903-1998), laureata in matematica, iscritta al partito comunista, nel 1927 è condannata a un anno di carcere per il suo impegno politico. Durante il Ventennio vive di lezioni private e altre occupazioni precarie. Frattanto lascia il partito e si avvicina a Giustizia e Libertà. Dopo il 1943 aderisce al movimento federalista e al Partito d’azione, per il quale sarà anche candidata alle prime elezioni politiche del dopoguerra. Fu amica e confidente di personaggi cardine del Novecento, come Altiero Spinelli e Cesare Pavese. Ma prima di tutto fu una donna libera.

 

Camillo Casola 
Sahel 
Conflitti, migrazioni e instabilità a sud del Sahara 
Il Mulino, pagg. 250, euro 15,00 

In libreria dal 2 settembre 

Un’area geopolitica decisiva per capire i problemi e le prospettive del continente africano 
Pratiche di governo inadeguate che rendono fragile la legittimità di governi e istituzioni; traffici illeciti di droghe, armi e oro che accrescono il peso delle organizzazioni criminali; insurrezioni jihadiste che generano insicurezza per le popolazioni civili; variabilità climatica che amplifica le vulnerabilità dei sistemi sociali; fenomeni di mobilità umana che destabilizzano gli equilibri socioeconomici: sono questi i principali fattori che fanno del Sahel – la fascia di territorio dell’Africa subsahariana che va dall’oceano Atlantico al mar Rosso – un’area geopolitica assai critica. Uno scenario reso complesso anche dalla presenza di numerose potenze, animate da interessi particolari e logiche di competizione strategica. Il volume indaga le complesse cause e gli sviluppi della crisi in Sahel centrale, con un focus specifico sull’epicentro di instabilità: l’area del Liptako-Gourma, all’incrocio tra Mali, Niger e Burkina Faso.

 

Camillo Casola è associate research fellow per il programma Africa dell’Istituto per gli studi di Politica Internazionale (ISPI) e membro del Centro Studi sull’Africa Contemporanea (CeSAC). Lavora attualmente alla Commissione Europea come policy analyst addetto allo sviluppo di partnership strategiche tra l’Unione Europea e l’Africa.

 

 

Massimo Mori

Esperienze del camminare

Il Mulino, pagg. 180, euro 14,00

In libreria il 2 settembre

 

Per una fenomenologia dell’andare a piedi

 

Camminare può significare molte cose diverse per chi cammina. Può essere un modo per pensare meglio, per scoprire paesaggi o per sentire il linguaggio del corpo scandito dal movimento dei muscoli e del respiro. Oppure un modo di fare un viaggio, o la condizione per entrare in contatto con

la natura attraversando boschi, prati, monti. Possiamo camminare per raggiungere una meta o per vagare per ore senza meta. Si può andare a piedi da soli, in compagnia di un amico, di un amore, di un figlio, o anche con tanta gente insieme. Si può camminare all’aperto o in casa, e perfino soltanto

nella nostra immaginazione. Di tutte queste esperienze dà conto l’autore, vagabondando tra le testimonianze di filosofi, scrittori, poeti, esploratori o di persone che hanno lasciato semplice traccia delle loro esperienze di cammino.

 

Massimo Mori è emerito di Storia della filosofia all’Università di Torino. È presidente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Fra i molti libri pubblicati con il Mulino ricordiamo La pace e la ragione (2008) e Studi kantiani (2017). Vive a Torino.

 

 

Carlo Trigilia

Il grande esodo

Declino della sinistra e crescita delle disuguaglianze

Il Mulino, pagg. 240, euro 19,00

In libreria dal 9 settembre

 

Quali sono le sfide che la sinistra di oggi deve affrontare per mantenere fede al suo mandato?

Un’analisi lucida e senza sconti di uno dei più autorevoli esperti in materia.

 

Nell’ultimo trentennio l’aumento delle disuguaglianze ha segnato profondamente le democrazie occidentali. A questo fenomeno ha contribuito in misura significativa l’indebolimento dei maggiori partiti di sinistra e della loro capacità di rappresentare i gruppi sociali più a rischio. Quote consistenti di quel che è rimasto della classe operaia in declino, del lavoro autonomo, ma anche dei nuovi impieghi a bassa qualificazione nei servizi – che sono invece in crescita –, si sono avvicinati alla nuova destra radicale e populista; altri invece preferiscono astenersi e non votare. Come spiegare un cambiamento così eclatante? Tesi centrale di questo libro è che se la sinistra non riesce a dare voce e rappresentanza alle classi deboli – vecchie e nuove – non solo non si risolleverà, ma contribuirà all’aumento delle disuguaglianze e all’indebolimento della democrazia.

 

Carlo Trigilia è professore emerito di Sociologia economica dell’Università di Firenze ed è membro dell’Accademia dei Lincei. Tra i suoi lavori pubblicati per il Mulino: Non c’è Nord senza Sud. Perché la crescita dell’Italia si decide nel Mezzogiorno (2012), Max Weber oggi. Ripensando politica e capitalismo (curato con D. D’Andrea, 2018), Capitalismi e democrazie (a cura di, 2020). Vive a Firenze.

 

 

 

 

Marco Mondini

Roma 1922

Il fascismo e la guerra mai finita

Il Mulino, pagg. 200, euro 15

In libreria il 16 settembre

 

“Il fascismo è un prodotto europeo di una guerra mai finita” Marco Mondini

 

La nascita e il successo dei Fasci di combattimento, il dilagare della violenza squadrista e la conquista del potere da parte di Benito Mussolini, nei giorni dell’ottobre 1922, possono essere capiti solo all’interno di un quadro più vasto, quello di un’Europa incapace di chiudere i conti con la Grande guerra. Sono tanti gli attori in gioco: i giovani sovversivi arruolati nelle milizie politiche di ogni colore, i leader del socialismo massimalista che inneggiano alla rivoluzione, i vertici del movimento fascista che cercano uno spazio politico, i capi delle Forze armate e degli apparati pubblici impegnati in un’azione spesso ambigua per proteggere lo Stato. Tutti vengono seguiti nel loro posizionarsi in una partita brutale, quella di una lotta politica che si è trasformata in guerra civile, sullo sfondo di un paese vincitore che si sente sconfitto, e di una pace che sembra irraggiungibile.

 

Marco Mondini insegna History of Conflicts e Storia contemporanea nell’università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato Andare per i luoghi della Grande Guerra (2015), La guerra italiana (nuova ed. 2018), Il Capo. La Grande Guerra del generale Luigi Cadorna (nuova ed. 2019) e ha curato La guerra come apocalisse (2017). Vive a Padova.

 

 

 

Karoline Reinhardt

Migrazioni e diritto cosmopolitico

Sull’attualità della filosofia politica di Kant

Il Mulino, pagg. 390, euro 35,00

In libreria dal 16 settembre

 

Capire il presente alla luce del passato: per una teoria kantiana della migrazione

 

Da anni al centro dell’attenzione della politica, dei media e dell’opinione pubblica, il tema della migrazione è stato nel tempo oggetto di riflessione e di confronto anche in ambito filosofico. Muovendo dall’idea che le riflessioni di Kant sul diritto cosmopolitico siano in «disarmonia produttiva» con le principali correnti filosofiche espressesi sulla questione, il libro ricostruisce inizialmente il dibattito in chiave storica a partire da tre linee interpretative del fenomeno migratorio – il comunitarismo, il cosmopolitismo egualitario e il nazionalismo liberale – che vengono messe successivamente a confronto con le teorie di Kant al riguardo. Nella seconda parte viene poi sottolineata la rilevanza sistematica del pensiero kantiano applicandone le tesi ai problemi etici e filosofico-politici legati all’immigrazione: lo statuto di rifugiato, le ragioni di respingimento, l’apolidìa, la naturalizzazione, il diritto di emigrazione, i doveri individuali di aiuto e la «disposizione cosmopolitica».

 

Karoline Reinhardt ha coordinato il Centro di ricerca in Filosofia politica dell’Università Eberhard Karl di Tubinga.

 

 

 

Judith Lorber

Oltre il gender

I nuovi paradossi dell’identità

Il Mulino, pp. 180, € 13,00

In libreria dal 23 settembre

 

Da una pioniera dei gender studies una provocazione: e se il genere non fosse più il modo efficace per organizzare equamente la società e per renderla più inclusiva?

 

Nelle nostre società il genere si presenta come binario, ricalcando il dualismo femmina-maschio. Ma è un sistema che costituisce una frontiera sociale per coloro (transgender, transessuali, di genere non-binario…) che desiderano cambiare, mescolare o identificarsi in più espressioni di genere. I generi multipli, i pronomi e i bagni neutri, le denominazioni X e altre manifestazioni di de-gendering stanno diventando comuni, eppure la struttura binaria continua a persistere nel nostro mondo sociale e la continua enfatizzazione delle conquiste delle donne rischia di rafforzarla, confermando di fatto le strutture patriarcali e il potere degli uomini. Il paradosso che ci è dato vivere è che il sistema binario produce la disuguaglianza di genere, ma al contempo abbiamo ancora bisogno di distinguere donne e uomini come categorie giuridiche e sociali per identificarla e per combatterla. Dovremmo invece cercare di frammentare il sistema binario affinché scompaia e lasci il posto all’unicità.

 

Judith Lorber professore emerito di Sociology and Women’s Studies a The Graduate School and Brooklyn College, CUNY. A partire dagli anni settanta ha dato un decisivo impulso agli studi di genere, di cui è stata tra le prime docenti. Tra i suoi libri molto conosciuti Paradoxes of Gender (1994), Gender Inequality (2011).

 

 

Aldo Ferrari

Storia della Crimea

Dall’antichità a oggi

Il Mulino, pagg. 220, € 19,00

In libreria dal 23 settembre

 

Tra l’Eurasia e il Mediterraneo

 

In virtù della posizione geografica e della conformazione naturale, la Crimea ha costituito nel corso dei millenni un luogo cruciale d’incontro tra i popoli dell’Eurasia e quelli del Mediterraneo. Nella sua lunga storia la regione è stata abitata da Tauri, Cimmeri, Sciti, Greci, Goti, Bizantini, Ebrei, Armeni, Genovesi, Tatari, Russi; nessuno di questi popoli ha legato in maniera definitiva il suo nome alla Crimea, ma ognuno vi ha lasciato importanti tracce storiche e culturali. Questo libro racconta la storia della Crimea dall’antichità ai nostri giorni, la millenaria dimensione multietnica e multiculturale della regione, ed evidenzia come in epoca moderna e contemporanea due popoli hanno avuto al suo interno un ruolo fondamentale e sostanzialmente egemonico: dapprima i Tatari (dal 1441 al 1783), quindi i Russi (dal 1783 a oggi). Negli ultimi anni, la Crimea è stata al centro della scena internazionale sia per l’annessione alla Russia nel 2014 sia per il suo importante ruolo nella guerra russo-ucraina iniziata a febbraio 2022.

 

Aldo Ferrari insegna Storia dell’Eurasia nell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dirige le ricerche su Russia, Caucaso e Asia Centrale per l’ISPI di Milano. Tra i suoi ultimi libri: Quando il Caucaso

incontrò la Russia (Guerini, 2015), L’Armenia perduta. Viaggio nella memoria di un popolo (Salerno, 2019) e per il Mulino Storia degli armeni (con G. Traina, 2020). Vive a Venezia.

 

 

 

Asher Colombo

(a cura di)

Morire all’italiana

Politiche, riti, credenze

Il Mulino, pagg. 300, euro 28,00

In libreria dal 23 settembre

 

La prima grande indagine sulla cultura del morire nel nostro paese

 

A lungo assente dal dibattito pubblico, l’esperienza della morte è ascesa d’improvviso agli onori della cronaca nel drammatico contesto creatosi con la pandemia di COVID-19. Ma che cosa sappiamo davvero del rapporto di noi italiani con la morte? La temiamo o ne esorcizziamo la presenza incombente? Con quali sentimenti e con quali forme ci prepariamo ad affrontare la fine della vita, nostra e dei nostri cari? Quali sono i gesti e le pratiche che ci accompagnano al trapasso, al commiato, al lutto, alla sepoltura? Basandosi sui risultati emersi da un’indagine ad ampio spettro su un campione rappresentativo della popolazione e da una serie di lunghe interviste che raccolgono le esperienze dirette di italiane e italiani, il volume colma una vistosa lacuna negli studi sulla nostra società contemporanea e offre così un affresco inedito e a tratti sorprendente della cultura del morire nel nostro paese.

 

Asher Colombo insegna Sociologia generale nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna ed è presidente dell’Istituto Cattaneo. Tra i suoi libri pubblicati dal Mulino ricordiamo: Gli immigrati in Italia (con G. Sciortino, 2004), Fuori controllo? Miti e realtà dell’immigrazione in Italia (2012) e La solitudine di chi resta. La morte ai tempi del contagio (2021). Vive a Bologna.

 

 

 

Paolo Prodi

Il cardinale Gabriele Paleotti

1522-1597

Il Mulino, pagg. 880, euro 60,00

In libreria dal 23 settembre

 

Una pietra miliare nella storiografia italiana

 

Uscita in due volumi, quest’opera di Paolo Prodi ricostruisce la vicenda di Gabriele Paleotti – dagli anni di formazione fino alla promozione a vescovo di Bologna annunciata da Pio V nel concistoro del 30 gennaio 1566 – e analizza la complessità della vita della chiesa nella seconda metà del Cinquecento. Facendo perno sulla figura di Paleotti – che aveva preso parte all’ultima fase del concilio di Trento e che, in parallelo con Carlo Borromeo a Milano, intendeva applicare i decreti tridentini – il libro mostra le difficoltà e gli impedimenti che la struttura sempre più accentrata della chiesa romana poneva alla realizzazione della riforma nelle chiese locali. Prodi mette a fuoco aspetti inediti come la vicinanza del cardinale a esponenti dell’ambiente accademico bolognese e del mondo intellettuale e artistico per l’elaborazione di una riflessione sulla natura, sulla storia sacra e sulle arti figurative diretta allo sviluppo di una nuova religiosità del clero e dei laici.

 

Paolo Prodi (1932-2016) è stato professore di Storia moderna nell’Università di Bologna; ha pubblicato quasi tutti i suoi libri con il Mulino: Il sovrano pontefice (1982), Una storia della giustizia (2000), Settimo non rubare (2009), Il tramonto della rivoluzione (2015), Occidente senza utopie (con M. Cacciari, 2016) e i sette volumi che raccolgono i suoi saggi principali (2012-15).

 

 

Paolo Prodi

Il cardinale Gabriele Paleotti

1522-1597

Il Mulino, pagg. 880, euro 60,00

In libreria dal 23 settembre

 

Una pietra miliare nella storiografia italiana

 

Uscita in due volumi, quest’opera di Paolo Prodi ricostruisce la vicenda di Gabriele Paleotti – dagli anni di formazione fino alla promozione a vescovo di Bologna annunciata da Pio V nel concistoro del 30 gennaio 1566 – e analizza la complessità della vita della chiesa nella seconda metà del Cinquecento. Facendo perno sulla figura di Paleotti – che aveva preso parte all’ultima fase del concilio di Trento e che, in parallelo con Carlo Borromeo a Milano, intendeva applicare i decreti tridentini – il libro mostra le difficoltà e gli impedimenti che la struttura sempre più accentrata della chiesa romana poneva alla realizzazione della riforma nelle chiese locali. Prodi mette a fuoco aspetti inediti come la vicinanza del cardinale a esponenti dell’ambiente accademico bolognese e del mondo intellettuale e artistico per l’elaborazione di una riflessione sulla natura, sulla storia sacra e sulle arti figurative diretta allo sviluppo di una nuova religiosità del clero e dei laici.

 

Paolo Prodi (1932-2016) è stato professore di Storia moderna nell’Università di Bologna; ha pubblicato quasi tutti i suoi libri con il Mulino: Il sovrano pontefice (1982), Una storia della giustizia (2000), Settimo non rubare (2009), Il tramonto della rivoluzione (2015), Occidente senza utopie (con M. Cacciari, 2016) e i sette volumi che raccolgono i suoi saggi principali (2012-15).

 

 

Egidio Ivetic

EST/OVEST

Il confine dentro l’Europa

Il Mulino, pagg. 180, € 13,00

In libreria dal 30 settembre

 

Il confine dentro l’Europa è come una faglia che attraversa e condiziona la nostra storia, in una continua ridefinizione di cui ci accorgiamo solo nei momenti di crisi.

 

Viviamo un ritorno drammatico della frattura in seno all’Europa fra il suo Est e il suo Ovest. Ancora un decennio fa nessuno avrebbe immaginato che la polarizzazione tra la Russia – e più in generale l’Asia – e l’Unione europea si sarebbe concretizzata lungo l’antica faglia, quasi dimenticata, che delimitava le due tradizioni storiche europee, quella latina occidentale e quella postbizantina. Invece oggi ancora una volta la storia è richiamata e usata a fini geopolitici: ma come si giunge ai confini tra Est e Ovest? E quanto possono pesare adesso e in futuro?

 

«Studiare e capire i confini e le differenze serve per comprendere la ricchezza dell’Europa. L’omologazione di superfice e la fuga dalla complessità storica non possono essere soluzioni ai problemi che possono sorgere»

 

Egidio Ivetic insegna Storia moderna, Storia del Mediterraneo e Storia dell’Europa orientale nell’Università di Padova. Con il Mulino ha pubblicato Le guerre balcaniche (nuova ed. 2016), Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà (2019), I Balcani. Civiltà, confini, popoli (1453-1912)

(2020), Italia e Balcani. Storia di una prossimità (con A. Basciani, 2021). Vive a Thiene (Vi).

 

 

 

Mario Avagliano, Marco Palmieri

Il dissenso al fascismo
Gli italiani che si ribellarono a Mussolini 1925-1943

Il Mulino, pagg. 536, euro 30,00

In libreria dal 30 settembre

Storie di quotidiano antifascismo

 

Stretti nella morsa fra repressione e consenso, i reduci dei partiti messi al bando e gli oppositori militanti del fascismo, ma anche coloro che erano semplicemente scettici, poco allineati o scontenti furono emarginati, incarcerati, inviati al confino, costretti all’emigrazione e sottoposti al controllo occhiuto della famigerata Ovra. Gli spazi per esprimere dissenso – anche con forme non organizzate e in ambito privato – erano limitati, ed era rischiosissimo lasciarsi sfuggire anche solo un improperio o una battuta di spirito, a causa delle spie e delle delazioni. Gli autori interrogano i rapporti delle prefetture, delle questure e dei carabinieri, le relazioni della censura, del Pnf e dell’Ovra, i giornali, i diari e le lettere dell’epoca, per ricostruire le storie di una minoranza di italiani che, all’indomani del delitto Matteotti e fino alla caduta del regime, continuò a esercitare il dissenso spesso pagando a caro prezzo le opinioni, le critiche, il dileggio.


Mario Avagliano e Marco Palmieri, giornalisti e storici, con il Mulino hanno pubblicato Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte (2014), L’Italia di Salò (2016), 1948. Gli italiani nell’anno della svolta (2018, Premio Fiuggi Storia), Dopoguerra. Gli italiani tra speranze e disillusioni (2019), I militari italiani nei lager nazisti (20212),  Paisà, sciuscià e segnorine. Il Sud e Roma dallo sbarco in Sicilia al 25 aprile (2021). Entrambi vivono a Roma.

 

Carlo Trigilia

Il grande esodo

Declino della sinistra e crescita delle disuguaglianze

Il Mulino, pagg. 240, euro 19,00

In libreria dal 30 settembre

 

Quali sono le sfide che la sinistra di oggi deve affrontare per mantenere fede al suo mandato?

Un’analisi lucida e senza sconti di uno dei più autorevoli esperti in materia.

 

Nell’ultimo trentennio l’aumento delle disuguaglianze ha segnato profondamente le democrazie occidentali. A questo fenomeno ha contribuito in misura significativa l’indebolimento dei maggiori partiti di sinistra e della loro capacità di rappresentare i gruppi sociali più a rischio. Quote consistenti di quel che è rimasto della classe operaia in declino, del lavoro autonomo, ma anche dei nuovi impieghi a bassa qualificazione nei servizi – che sono invece in crescita –, si sono avvicinati alla nuova destra radicale e populista; altri invece preferiscono astenersi e non votare. Come spiegare un cambiamento così eclatante? Tesi centrale di questo libro è che se la sinistra non riesce a dare voce e rappresentanza alle classi deboli – vecchie e nuove – non solo non si risolleverà, ma contribuirà all’aumento delle disuguaglianze e all’indebolimento della democrazia.

 

Carlo Trigilia è professore emerito di Sociologia economica dell’Università di Firenze ed è membro dell’Accademia dei Lincei. Tra i suoi lavori pubblicati per il Mulino: Non c’è Nord senza Sud. Perché la crescita dell’Italia si decide nel Mezzogiorno (2012), Max Weber oggi. Ripensando politica e capitalismo (curato con D. D’Andrea, 2018), Capitalismi e democrazie (a cura di, 2020). Vive a Firenze.

 

 

 

Maurizio Ambrosini, Anna Cossetta

Il nuovo servizio civile

Il Mulino, pagg. 160, € 12,00

In libreria dal 30 settembre

 

Il servizio civile risponde a molteplici finalità che nel tempo sono state variamente enfatizzate in risposta a esigenze sociali e politiche di volta in volta emergenti. Originariamente introdotto come alternativa militante al servizio di leva, è via via diventato un prolungamento dell’impegno volontaristico e solidale, uno strumento di transizione verso il mondo del lavoro, spesso declinato concretamente in termini di tamponamento della disoccupazione nei territori più fragili, e un dispositivo di educazione alla cittadinanza attiva. In questo libro ne vedremo l’evoluzione, alcune delle sperimentazioni più efficaci, capiremo che cosa accade all’estero e quali sono le nuove tendenze: sarà universale? Funzionerà come acceleratore dell’occupabilità e da ascensore sociale, livellando le disuguaglianze legate alla provenienza familiare e geografica?

Non mancheranno le storie di buone pratiche e dei giovani partecipanti.

 

Maurizio Ambrosini insegna Sociologia dei processi migratori e Politiche migratorie nell’Università degli Studi di Milano. Tra i suoi libri per il Mulino: Sociologia delle migrazioni (20112), Immigrazione irregolare e welfare invisibile (2013), Il Dio dei migranti (curato con P. Naso e C. Paravati, 2019) e Famiglie nonostante (2019). Vive a Milano.

 

Anna Cossetta dirige la Fondazione De Mari. Si occupa di tematiche relative al dono, all’innovazione sociale, alla cooperazione allo sviluppo. Per Einaudi ha pubblicato, con Marco Aime, Il dono al tempo di Internet (2010). Vive a Genova.

 

 

 

Andrea Goldstein

Il potere del pallone

Economia e politica del calcio

Il Mulino, pagg. 160, 12 euro

In libreria dal 30 settembre

 

Come tutte le frasi fatte, quella secondo cui il calcio è un gioco troppo importante per lasciarlo a qualche miliardo di spettatori che assistono con passione alle partite, ha un fondo di verità. Dai giocatori che guadagnano centinaia di milioni, alle squadre che simbolizzano i valori del proprio territorio, dai ragazzini africani che alimentano il proletariato del pallone ai dirigenti di federazione più influenti di ministri, dai miliardari che si regalano club per ingraziarsi l’opinione pubblica agli stadi che cambiano il paesaggio urbano, questo libro analizza attori, istituzioni e luoghi del calcio. Combinando cifre, aneddoti e analisi, vedremo come lo sport più amato non sia immune dai mali della contemporaneità, ma resti sempre il gioco più bello del mondo.

 

Andrea Goldstein è senior economist all’Ocse e socio fondatore di M&M Idee per un Paese migliore. Tra le sue pubblicazioni con il Mulino ricordiamo, BRIC (2011), L’economia del Brasile (2012), Il miracolo coreano (2013) e Agenda Italia 2023 (a cura di, 2018). Vive a Parigi.

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