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Joseph Stiglitz, Charlie Hebdo e il ventre molle della Democrazia

Nel sociale, anche i migliori equivocano sulla parola "strutturale"


19/01/2015

di Andrea di Furia

Le parole che riporteremo più sotto, tratte da un'intervista al Guardian del premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz, e il massacro parigino al Charlie Hebdo convergono a denunciare un identica dinamica "strutturale" negativa inosservata del sistema sociale moderno.

Il paradosso salta agli occhi quando si osserva nel contesto sociale attuale tanto l'arroganza dei Banchieri internazionali quanto quella dei Terroristi islamici. Entrambi si stanno avvantaggiando del ventre molle della Democrazia europea: aggirando spregiudicatamente le regole della Democrazia a proprio vantaggio. Entrambi!

Come questo attacco in Europa alla Democrazia, alla dimensione politica, possa indifferentemente avvenire dai Banchieri Internazionali - FMI+BCE ecc. - dalla dimensione economica, o dai Terroristi islamici, dalla dimensione culturale, dipende proprio dall'attuale strutturazione sociale inosservata - monodimensionale - dell'Europa.



Ma procediamo con ordine e ascoltiamo le parole del premio Nobel 2001 per l'Economia Joseph Stiglitz - nell'essenza assolutamente condivisibili, peraltro - circa la bizzarra scomparsa della Democrazia nell'apparentemente ultrademocratica Europa:

«I dirigenti europei restano convinti che una riforma strutturale deve stare in cima alle loro priorità. Ma i problemi che essi indicano erano visibili negli anni precedenti alla crisi, ed allora non impedivano di crescere.

Quello di cui l'Europa ha bisogno, più che di una riforma strutturale all'interno dei singoli paesi, è una riforma della struttura stessa della Zona-euro, e una inversione delle politiche di austerità, che più di una volta non sono riuscite a riavviare la crescita economica.

Coloro che pensavano che l'euro non avrebbe potuto sopravvivere hanno ripetutamente avuto torto. Ma su una cosa i critici hanno avuto ragione: senza un riforma della struttura della Zona-euro, e senza una inversione dell'austerità, l'Europa non si riprenderà.
Il dramma dell'Europa è lungi dall'essere superato. Uno dei punti di forza dell'Unione Europea è la vitalità delle sue democrazie, ma l'euro ha tolto ai cittadini
- specialmente nei paesi in crisi - la possibilità di pronunciarsi sui loro destini economici.

Ripetutamente gli elettori si sono liberati di coloro che erano in carica, insoddisfatti per l'indirizzo dell'economia - con il risultato di ritrovarsi con nuovi governi che hanno proseguito sullo stesso indirizzo imposto da Bruxelles, Francoforte e Berlino. Ma quanto a lungo si può continuare in questo modo? E come reagiranno gli elettori?».


Lasciando da parte la reazione e i più che legittimi sogni degli elettori, due sono qui le considerazioni: la prima sull'austerity, la seconda sulle riforme strutturali invocate da Joseph Stiglitz - dove potremo oggettivamente rilevare l'altissima afabetizzazione di chi parla nella propria materia specifica (austerity = economia) e l'inevitabile analfabetismo sociale quando se ne esce fuori (riforma strutturale = strutturazione sociale).

Cominciando dall'austerity il Premio Nobel 2001 per l'Economia nota come ripetutamente i Popoli europei abbiano esercitato le regole della Democrazia per liberarsi da Dirigenti perlomeno incapaci dal punto di vista dell'economia, purtroppo «...con il risultato di ritrovarsi con nuovi governi che hanno proseguito sullo stesso indirizzo imposto da Bruxelles, Francoforte e Berlino».

Stiglitz poi approfondisce, osservando che «Uno dei punti di forza dell'Unione Europea è la vitalità delle sue democrazie. Ma l'euro ha tolto ai cittadini - specialmente nei paesi in crisi - la possibilità di pronunciarsi sui loro destini economici».

Tuttavia, come tutte le osservazioni degli specialisti anche questa è un'osservazione incompleta... dato che, parafrasando Stiglitz, l'euro ha pure tolto ai cittadini - specialmente nei paesi in crisi - anche la possibilità di pronunciarsi sui loro destini "democratici"

Lo dimostra il fatto che vengono su come funghi rappresentanti del Popolo con lo stesso stampino pro-austerity economica. Dunque, il volere democratico dei Popoli viene astutamente by-passato dal volere dei Banchieri Internazionali (FMI, BCE ecc.) attraverso i rappresentanti eletti dal popolo o se volete in gergo calcistico: Sistema bancario vince su Democrazia... 7 a 0! Ossia 1 secco nella schedina sociale moderna.

Ora, sono antidemocratici questi Banchieri internazionali? Formalmente no. Fanno eleggere i propri impiegati occulti come Segretari di Partito di ogni tendenza politica - perché questo favorisce dialogo e convergenze, altrimenti paralizzate dalla litigiosità partitica; li mettono a capo di Università e Scuole o delle Fondazioni più prestigiose; determinano se un tizio può essere o meno Capo dello Stato, Generale dell'Esercito, Presidente del tribunale o del Sistema previdenziale e sanitario; coltivano con attenzione i pluripoltronati Burocrati a vita nello Stato e nelle più note Business School ecc.

Formalmente, Banchieri e Banche sono assolutamente più democratici di chiunque altro, ma con le loro politiche e burocratiche "mani" possono "utilizzare" le regole delle Democrazia contro la Democrazia stessa... per un problema strutturale inosservato.

Come quello della lobbistica Europa di oggi - per la quale la madre di tutti i problemi attuali è la sua inosservata struttura monodimensionale "economica" prevaricante sulle altre due - che richiede davvero una "riforma strutturale" che faccia respirare autonomamente davvero le dimensioni politica e cuturale.

Riforma strutturale "tridimensionale" dunque, che però non è quella astratta e "decorativa" che intende chiunque parli di riforme - compreso il nostro Nobel. Riforma preliminare dell'hardware sociale dunque, non del software sociale!

O se volete tradurre in linguaggio alimentare, che ci è più familiare: se il bicchiere che ho in mano è bucato [l'Europa dell'Austerity] e l'acqua cola per terra, non farò una riforma strutturale versando in quel bicchiere del Vino (le riforme strutturali decorative di cui sopra) invece che acqua. Farò la riforma strutturale che serve a tappare il buco sostituendo il bicchiere rotto con un bicchiere senza buchi.

Per questa anelata riforma strutturale "vera", infatti, l'attuale comportamento dei nostri ineffabili Banchieri internazionali (FMI, BCE, ecc.) è triplicemente lesivo della società e dell'uomo moderno.

È infatti  immorale sul piano dei valori della Persona, illecito su quello del diritto dei Popoli e - beffardamente per di più - è antieconomico sul piano Territoriale, come fa notare lo stesso Joseph Eugene Stigliz richiedendo «...una inversione delle politiche di austerità, che più di una volta non sono riuscite a riavviare la crescita economica» nei Paesi in crisi.

 


Dinamica antisociale - questo dell'approfittarsi delle regole della Democrazia, per comportamenti antidemocratici nell'essenza, ma non nella forma - che ritroviamo utilizzata spregiudicatamente dal punto di vista dei Terroristi islamici. Non sempre sono delinquenti comuni, a volte sono cittadini e democratici modello, ma ciò che chiarisce la strategia di fondo è quando dai loro supporter viene detto qualcosa che suona così: "Vi conquisteremo con le vostre leggi e imporremo la nostra Legge" - intendendo la Sharia.

Che questo poi avvenga "democraticamente" - come in certi quartieri del centro e nord Europa in cui chi vi si avventura deve essere in regola con le indicazioni della Sharia (es.: donne obbligate al velo ecc.) - ebbene, ciò rivela il ventre molle della Democrazia.

Nello stesso tempo, tuttavia, ci mostra anche la fotocopia della strategia "democratica" dei Banchieri internazionali da parte di un'entità eminentemente "culturale", ma strutturalmente "monodimensionale" prevaricante... proprio come il Sistema bancario mondiale, peraltro più pervasivo in àmbito planetario.

Quindi, stesso utilizzo delle regole democratiche per imporre un dogma culturale (la Sharia), invece che un dogma economico (l'austerity)

Abbiamo dunque la Democrazia politica della Comunità civica come "strumento" sia della Dittatura economica della Comunità bancaria sia della Dittatura culturale di una Comunità religiosa.

Due fenomeni negativi - che da due direzioni sociali opposte si approfittano unilateralmente delle regole dell'imbolsita ed esàusta Democrazia odierna - per i quali necessita certamente una riforma strutturale urgente onde evitare/contenere/minimizzare/riequilibrare il fenomeno.

Ma quando si parla di riforme strutturali astratte senza conoscere qual è la concreta tipologia oggi in atto [monodimensionale prevalente - bidimensionale conflittuale - tridimensionale armonica] nella strutturazione sociale europea... qui casca l'asino! Pardon, dal punto di vista strutturale sociale qui casca l'analfabeta di ritorno moderno, indipendentemente dal suo specialistico livello.

 

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