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Il nostro turismo va difeso con decisioni concrete

Chiedere alla Ue di graziare i nostri balneari è un segno di debolezza che va evitata


23/01/2023

di Marco Sereni


Il nostro governo vuole che le concessioni balneari vengano rinnovate oltre il 2023 quando sarà completata la riforma e prima di proseguire su questo delicato argomento, credo che sia importante fare alcune precisazioni.
La nostra offerta turistica balneare, composta anche dall’accoglienza sulla spiaggia del turista, dove il “Bagnino” titolare della concessione, è una delle poche professioni che ancora possiedono un concreto passaggio generazionale tra padre e figlio, fondamentale per non perdere il know-how costruito negli anni, che ha qualificato la nostra offerta turistica al top, non può essere cambiata.
Il dossier degli stabilimenti balneari, sembra che sia stato inondato di richieste di proroga arrivate da più parti, senza comprendere che la sbagliata legge nata con il Globalismo, non va prorogata, ma abolita per sempre, perché dannosa per la nostra offerta turistica.
La norma sulla concorrenza, confermata in modo sbagliato anche dal Consiglio di Stato, chiede alla Ue che venga applicata solo dopo l’approvazione definitiva della legge.
In sostanza, la Meloni sta cercando di prendere tempo con l’Unione europea, perché ha compreso l’errore che il precedente governo ha commesso.
In sostanza, sta facendo di tutto per fermarla, perché metterebbe sull’lastrico un settore vitale della nostra offerta turistica.
In pratica si sta cercando di prorogare una legge dannosa, senza affrontare con decisione il problema che dovrebbe essere quello di un completo rifiuto.
La leva della proroga fa prendere tempo per formulare una nuova proposta, ma è una tecnica che non può essere utilizzata per troppo tempo, perché diventerebbe ridicola e bloccherebbe qualsiasi alta soluzione.
Chiudo con un'altra grande preoccupazione che è quella del costo “green”.
Il sondaggio diffuso dall’Tspi, l’istituto di Politica Internazionale, che ha chiesto agli italiani quale sarà secondo loro la minaccia più grande del nuovo anno?
La Risposta è stata l’invasione russa dell’Ucraina, che ha creato una crisi economica energetica (bollette e caro vita), ma c’è anche un altro timore che assilla gli italiani: il continuo allontanamento dalla Ue generato per la mancanza di fiducia che ultimamente è aumentata per lo scandalo Quatargate dove si è evidenziata la truffa contro l’Italia.
Il sondaggio Ispi realizzato da Ipsoia, finalizzato a rivolgere domande chiave sulla politica internazionale, ha raggiunto il nono anno e la sua attendibilità dovrebbe far riflettere attentamente l’attuale governo…

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