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L’arresto vergognoso di Messina Denaro

Un boss preso dopo trent’anni che ha vissuto indisturbato nella sua Palermo, fa nascere mille sospetti e il suo arresto non può essere applaudito


23/01/2023

di Mario Pinzi


Applaudire all’arresto di un boss che per trent’anni ha vissuto indisturbato nella propria citta “Palermo” è una vergogna talmente grande che gli applausi fanno nascere sconcerto e rabbia.
Ringraziare gli uomini dello Stato per avergli messo i ferri ai polsi seguendo le sue cartelle cliniche è una presa in giro che grida vendetta.
Matteo Messina Denaro, è un mafioso della vecchia guardia e sembra che sia anche un uomo d’onore.
Ho fatto questa precisazione del boss, perché ultimamente le sue condizioni di salute si erano fortemente aggravate e non si può escludere che qualcuno gli abbia chiesto di farsi arrestare per spargere mangime ai polli “che siamo tutti noi” per distrarci sui comportamenti quasi legali della nuova mafia.
Prima di proseguire su questo sospetto, desidero evidenziare un colloquio che ho avuto con un ex carabiniere: “L’arma dei carabinieri è l’unica istituzione militare italiana che sa e conosce vizi e pregi di ogni singolo cittadino e le divise di Palermo, sono certo, che conoscevano dove soggiornava Messina Denaro.”
Quando ho chiesto al mio informatore il motivo del mancato arresto, non voleva rispondermi, ma attraverso la mia decisa insistenza ha ceduto facendomi promettere che anche sotto tortura non avrei rivelato il suo nome.
“Sicuramente avevano l’ordine di non disturbarlo, ma non chiedermi le motivazioni, perché non posso saperle”.
Con questa certezza, ogni ipotesi può essere vera e chi la contesta è un poveretto.
Hanno confermato che le sue condizioni sono molto gravi e negli ultimi mesi la sua malattia ha avuto una forte accelerazione.
Il responsabile del reparto di Oncologia Vittorio Gebbia della clinica La Maddalena di Palermo, dove Matteo Messina è stato arrestato, ha fatto capire che le sue condizioni sono molo gravi e presto accadrà quello che deve accadere.
Anche questa conferma fa pensare che il super-boss si sia sacrificato per coprire la nuova mafia che da tempo ha spostato il proprio business verso lidi “legali” (Finanza speculativa, uccisioni di capi di Stato disubbidienti alle strategie internazionali, conquista di aziende strategiche di un Paese che danneggiano i big mondiali di alcuni settori specifici e sostegno alle correnti politiche di uno stato in cambio di favori fiscali e protezione).
Con questa analisi si arriva per forza alla strana combinazione che dopo l’arresto del super latitante, Panzeri ha deciso di confessare le mazzette prese per distruggere l’Italia e in cambio ottenere i domiciliari con uno sconto di pena.
Sembra che debba fornire dichiarazioni sostanziose, rivelatrici, sincere e complete.
A fronte di queste richieste, prima di proseguire, occorre tornare con la mente ai pentiti di mafia e ricordarci quante falsità hanno raccontato e quanti bidoni hanno rifilato alla giustizia.
Cari lettori, sono pronto a scommettere una vagonata di bottiglie di champagne Ferrari che Panzeri non nominerà (neanche sotto tortura) i veri responsabili europei del Quatargate (Fonte economica per l’invasione extracomunitaria italiana) dove la prima sospettata potrebbe essere la Von der Layen per il ruolo che ricopre nella Ue.
Il caro Panzeri con il suo pentimento fasullo se la caverà con un anno di carcere ai domiciliari e il super mangime targato Messina Denaro forse è servito per distrarre le masse sulla responsabilità Europea della truffa perpetrata verso l’Italia.
Vedere che tutte le istituzione Statali del nostro Paese hanno applaudito all’arresto del super-boss, senza menzionare nulla sul colossale ritardo, ferisce profondamente l’anima di chi vuole veramente bene al proprio Paese……

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