Share |

La qualità paga sempre

Si vendono undici Ferrari per ogni 500 elettrica che rappresenta il flop del secolo


10/06/2024

di Antonio Severi


Qualcuno dovrebbe informare John Elkann che i posti di lavoro si garantiscono solo con la qualità.
L’elettrico non funziona, ma a parte questa verità, se una piccalo auto avesse il giusto prezzo e fosse costruita con criteri di qualità, se ne venderebbero dei milioni al giorno facendo diventare straricco il produttore.
La Ferrari e la 500 sono due simboli del Made in Italy e i dati sopra indicati dovrebbero far riflettere tutta l’industria manifatturiera italiana del gravissimo errore predatorio condotto da Carlo Stavares di origini portoghesi che annualmente percepisce uno stipendio di 13,5milioni di euro per vendere meno auto di Maranello.
In questi dati c’è qualcosa che non quadra: “Una piccola auto di qualità dovrebbe percepisce il proprio utile dalla quantità di vendite, mentre una sportiva come il Cavallino Rampante dal prestigio”.
Queste dovrebbero essere le caratteristiche di vendita dei due simboli del Made in Italy e se le cose si sono invertite, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona.
Avidità e cecità sono due cancri malefici nella guida di una impresa che dovrebbero essere immediatamente estirpati.
Se poi a queste due malformazioni, aggiungiamo anche l’imbecillità di Bruxelles sull’elettrico, siamo alla canna del gas.
Va ricordato che negli anni del boom economico l’automobile fece la fortuna di casa Agnelli, ma a quell’epoca l’Avvocato, ci teneva a far vedere che le auto Fiat erano le migliori.
Qualche anno fa, sono stato invitato a visitare un museo della auto d’epoca e ho visto delle Fiat sportive e non, che erano di una bellezza senza eguali.
Uscendo dal museo, sentivi che era giusto che gli Agnelli fossero la famiglia più ricca d’Italia.
La situazione ora è la seguente: le utilitarie elettriche costano una fortuna, non sono eccezionali e Stellantis si è trasformata nel cavallo di Troia per farci invadere dalla Cina.
Per essere sicuro di guadagnarci, da questo nobile comportamento, si è comprato il 20% della Zhejiang la società cinese dell’auto elettrica assemblata in Italia, che distruggerà il nostro settore automobilistico.
Un dato che desidero evidenziare e quello di Maranello, dove si vede che il Cavallino macina utili e vendite.
Il titolo, negli ultimi cinque anni, è cresciuto del 193% e del 38% nei primi cinque mesi del 2024.
Evidenziamo qualche comportamento per comprendere gli errori Europei: La Cina sono anni che investe in tutti i settori convolti nel ciclo produttivo dell’auto elettrica (La boiata del secolo), come litio, cobalto terre rare, batterie e incentivi per gli acquisti e in questo modo il suo vantaggio competitivo è enorme.
La Cina, possiede il 90% della raffinazione di materie prime e il 50% delle miniere di metalli rari e l’America si difende con dazi stellari.
Insomma, questo stato delle cose, impone che l’Europa cambi completamente e disegni la propria linea difensiva di qualità…

(riproduzione riservata)