Acqua potabile, nuovo quadro UE: più controlli e gestione del rischio lungo la filiera
06/07/2026

Cambia il quadro delle regole per la gestione e il controllo dell’acqua potabile in Italia. Il sistema normativo viene aggiornato in attuazione della Direttiva (UE) 2020/2184, recepita con il D.Lgs. 18/2023 e successivamente integrata dal D.Lgs. 102/2025, che rafforza l’impianto dei controlli e delle responsabilità lungo l’intera filiera idrica.
Il monitoraggio della qualità dell’acqua viene così esteso dalla rete di distribuzione fino agli impianti interni degli edifici, con un approccio sempre più orientato alla prevenzione e alla gestione del rischio.
In un contesto europeo caratterizzato da crescente attenzione ai contaminanti emergenti, alla sicurezza sanitaria e alla resilienza delle infrastrutture idriche, il nuovo impianto normativo consolida il principio “from source to tap”, estendendo le responsabilità di controllo fino al punto di utilizzo finale, inclusi edifici sanitari, scolastici e ricettivi.
Tra le principali misure introdotte si evidenzia il rafforzamento dei limiti per i PFAS, con soglia pari a 0,10 µg/L per la somma totale e 0,02 µg/L per la somma dei quattro PFAS prioritari (PFOA, PFOS, PFNA, PFHxS). Parallelamente viene introdotto il monitoraggio dell’acido trifluoroacetico (TFA), con valore di riferimento pari a 10 µg/L a partire dal 2027, in linea con il crescente focus europeo sugli inquinanti persistenti.
Il D.Lgs. 102/2025 rafforza la vigilanza sui parametri critici quali cloriti, clorati e cromo, consolidando un approccio sempre più basato sul rischio. Centrale è inoltre il rafforzamento delle strategie di prevenzione della legionella, integrata nei Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA). Il decreto, infatti, rende cogenti le linee guida nazionali e impone l'obbligo di nominare il Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI) negli edifici prioritari, quali strutture sanitarie, scolastiche e ricettive.
L’attenzione verso la Legionella si inserisce in un contesto epidemiologico che conferma la rilevanza del tema a livello europeo. Secondo l’ultimo report dell’ECDC, l’Italia registra il più alto tasso di casi notificati di legionellosi in Europa (3,4 casi ogni 100.000 abitanti) e, insieme a Francia, Germania e Spagna, concentra il 71% delle segnalazioni europee.Un ulteriore elemento di rilievo è l’introduzione del sistema europeo ReMaF per la valutazione e l’autorizzazione dei materiali a contatto con l’acqua potabile, con impatti diretti su reagenti chimici, materiali filtranti e componenti impiantistici, in un’ottica di maggiore controllo sulla qualità lungo tutta la catena idrica.
In questo scenario, i laboratori accreditati svolgono attività di campionamento, analisi chimiche e microbiologiche e monitoraggio della qualità dell’acqua, nell’ambito dei sistemi di gestione del rischio e dei percorsi di conformità normativa. Il loro contributo si estende oltre l’esecuzione analitica e comprende la validazione dei dati, il supporto alla loro interpretazione e l’affiancamento tecnico ai gestori e ai responsabili degli impianti.
I laboratori diventeranno quindi partner strategici per le aziende, che non potranno più limitarsi a leggere un referto, ma dovranno mappare ogni potenziale pericolo della propria rete.
In questo contesto opera pH Labs, laboratorio del gruppo TÜV Italia, con attività di analisi e monitoraggio delle acque a supporto dei processi di adeguamento ai requisiti normativi.
Le attività comprendono analisi chimiche e microbiologiche, il monitoraggio di contaminanti emergenti quali Bisfenolo A, PFAS e TFA, il controllo della Legionella e il supporto tecnico all’attuazione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua.
“Stiamo assistendo a un cambio di paradigma: la sicurezza dell’acqua non si misura più solo in termini di conformità, ma nella capacità di prevenire il rischio lungo tutta la filiera idrica.”
- Claudia Battistini, Environmental Senior Technical Assistance ENV Staff, TÜV SÜD - pH Labs.
L’evoluzione normativa conferma così il passaggio verso un sistema strutturato di gestione del rischio, in cui la qualità dell’acqua diventa un elemento strategico per salute pubblica, resilienza infrastrutturale e governance ambientale.
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