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Cosa fare per vincere le elezioni

Difendere i consumi, aumentare gli stipendi, ridurre le tasse alle imprese, invitare le banche a dare credito agevolato ai giovani che desiderano avviare una propria attività, riportare il debito internamente e ridare forza all’unione famigliare


26/10/2026

di Andrea Sarti


L’Italia è davanti ad un bivio che se sbaglia a prendere la retta via non si rialzerà mai più.
I leader della globalizzazione che controllano le multinazionali, per ridurre i costi di produzione, hanno portato le produzioni in Cina, obbligando indirettamente i 27 Paesi dell’Unione a fare la stessa cosa per non perdere in competitività.
Una strategia perdente che ha dimostrando tutta la sua pochezza.
Ora, per non fallire, dobbiamo tornare immediatamente alle cose concrete del passato che ci avevano fatto diventare un Paese ricco e solvibile.
Occorre cambiare le cose in profondità anche se l’Europa non accetterebbe la nostra indipendenza decisionale.
Per salvarci occorre far crescere il nostro Pil e attirare l’attenzione degli altri Paesi dell’Unione per cambiare questa Europa negativa.
Dobbiamo tornare ai valori del passato e far rinascere la media borghesia composta dalle partite Iva che sono la leva più produttiva di un Paese.
In sostanza, serve un cambiamento veloce e per farlo occorre riportare in patria il nostro debito pubblico per spostare gli interessi passivi dalle tasche delle finanza internazionale in quelle delle nostre famiglie che possiedono 12mila miliardi di euro.
In questo modo i consumi interni ripartirebbero, liberandoci dalla dipendenza internazionale.
L’assistenzialismo addormenta i popoli ed è profondamente dannoso.
Occorre eliminare gli enormi sprechi Statali per ridurre sensibilmente le tasse e ridare vita al Paese.
In concreto, occorre mettere più soldi nelle tasche delle famiglie per far aumentare i consumi e in questo modo gli incassi fiscali aumenterebbero sensibilmente.
Un rilancio economico, passa solo attraverso una crescente liberalizzazione dei permessi produttivi e chi vuole aprire un’impresa o ampliare una attività, deve poterlo fare in brevissimo tempo.
Queste misure favorirebbero chi ha voglia di fare e in questo modo aumenterebbero gli incassi della macchina statale.
L’errore è sempre stato quello di comperare il voto: “La Dc lo faceva favorendo le assunzioni che hanno mandato in fallimento la compagnia Aerea dello Stato e la sinistra con l’assegno di cittadinanza”; due cancri che hanno prodotto solo stagnazione e disastri.
Questi risultati impongono una revisione completa del settore pubblico, capace di eliminare gli enormi sprechi e lo si può fare solo nominando un manager con poteri superiori a quelli del Parlamento.
In sintesi è urgente eliminare gli sprechi per ridurre in modo concreto le tasse alle imprese che aumentano concretamente gli stipendi dei propri dipendenti e smettere di considerare un cittadino come un suddito da tassare e umiliare come avveniva nel periodo Monarchico.
Se chi è al governo, deciderà di non umiliare il proprio elettore, quella scelta diventerà vincente per raggiungere il potere e verrà premiato con una profonda gratitudine…

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