Cresce l’occupazione da fame
Lo stipendio medio italiano oscilla dai 27mila euro ai 31mila, nettamente al disotto dei 27 Paesi Ue e non possiamo meravigliarci se i nostri giovani fuggono all’estero
06/07/2026
di Mario Pinzi

L’Istat conferma una disoccupazione ai minimi storici e un aumento occupazionale di circa 228mila persone.
In sostanza la disoccupazione continua a calare per i dipendenti a termine, che si attestano sui (2milioni 388 mila unità) e quelli autonomi (5milioni 360mila) in netta crescita.
Con il governo Meloni stanno aumentando anche i contratti a tempo indeterminato che hanno raggiunto circa un milione di nuovi posti, da inizio legislatura.
Ma il vero problema è l’importo degli stipendi che oscillano tra i 27mila ai 31mila euro annui e si attestano tra i più bassi nei 27 Stati dell’Unione.
Va evidenziato che in Italia 3,8 milioni di famiglie vivano in affitto con un costo medio mensile di 530 euro (in città medie), mentre (nelle grandi Città) il costo si posiziona intorno ai 2mila euro mensili e le periferie (per colpa dell’emigrazione priva del rispetto della dignità umana), soni invivibili.
Ora se dall’importo annuo percepito di 27mila euro, togliamo il costo dell’affitto in una città medio piccola (che ammonta a 6.360 euro annui), quello che resta sono 14.640 euro, dalle quali vanno tolti i costi della spesa quotidiana, della sanità che non esiste più, dell’assistenza dei figli per chi ne ha e dell’auto con i suoi costi.
Purtroppo, un nucleo famigliare non può sopravvive e soprattutto non può risparmiare il famoso 10% che ha reso ricca l’Italia.
Non vale la pena citare i costi di chi vive nelle grandi città, perché con l’importo percepito di 31 mila euro annui, non può assolutamente sopravvivere e se i giovani fuggono all’estero è più che normale.
L’Istat conferma una disoccupazione ai minimi storici e un aumento occupazionale di circa 228mila persone.
In sostanza sembra che la disoccupazione continua a calare causata dai dipendenti a termine che si attestano sui (2milioni 388 mila) e dagli autonomi (5milioni 360mila) che continuano a crescere.
Rispetto al maggio 2025, si registra un aumento di 228mila occupati (+275mila) permanenti e degli autonomi (+198mila) e un calo sostanzioso dei dipendenti a termine (-244mila).
Con il governo Meloni sembra che stiano aumentando anche i contratti a tempo indeterminato che hanno raggiunto circa un milione da inizio legislatura.
Terminato l’elenco dei problemi, desidero fare un breve commento sul futuro.
L’avvento dell’IA, può diventare un problema serio, da non sottovalutare.
Da sempre l’invenzione è stata una leva di progresso, ma questa nuova scoperta se non verrà controllata, le sue capacità sostituiranno l’essere umano con dei robot senz’anima, ma simili all’uomo, da inserire nelle fabbriche per ridurre i costi.
La domanda che sorge è la seguente: “Se l’essere umano, verrà sostituito dai robot chi acquisterà i prodotti costruiti dalle aziende?
Annullato l’Homo Sapiens, lo spirito dell’umanità creato dal bon Dio sparirà e questa cosa dovrebbe terrorizzarci…
(riproduzione riservata)

