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Gli introiti dell’autovelox sono in calo

Nel 2025 le principali città hanno incassato 56,5 milioni, quasi sei milioni in meno rispetto il 2024


08/06/2026

di Alberto Alessandri


Sembra che il grande business della strada stia attraversando un momento difficile.
Nel 2025, infatti, gli incassi derivanti dalle sanzioni sono crollati: a Roma si registra un calo del 52%, mentre a Milano la diminuzione si attesta intorno al 35%.
In altre parole, le entrate diminuiscono e le amministrazioni locali iniziano a lamentarsene.
Il caos generato dalla vicenda delle omologazioni ha portato alla scomparsa di numerosi dispositivi utilizzati per il controllo della velocità e, parallelamente, una maggiore consapevolezza dei cittadini ha contribuito a una riduzione delle sanzioni a doppia cifra, mettendo in difficoltà molti enti locali.
Secondo numerosi cittadini, questi strumenti erano stati trasformati soprattutto in strumenti per fare cassa e alimentare una spesa pubblica già gravata da sprechi e inefficienze.
La reazione non si è fatta attendere: sempre più automobilisti hanno contestato multe ritenute ingiustificate, contribuendo a ridurre gli incassi.
Dopo anni di eccessi, sembra che le sanzioni rilevate tramite autovelox siano in diminuzione in gran parte del Paese.
L'auspicio, ora, è che non venga ideato un nuovo sistema capace di trasformarsi nell'ennesima macchina mangia-soldi.
Nei venti capoluoghi monitorati, gli introiti derivanti dalle multe per eccesso di velocità sarebbero scesi a circa 56,6 milioni di euro, segnando una contrazione significativa rispetto agli anni precedenti.
In un Paese dove, tra imposte dirette e indirette, il peso fiscale viene percepito da molti come sempre più gravoso, l'aggiunta delle multe da autovelox è stata vissuta da una parte della popolazione come un ulteriore aggravio.
Per molti cittadini, la misura è apparsa eccessiva.
Gli automobilisti di città come Milano, Roma, Firenze e Rimini hanno versato complessivamente quasi 30 milioni di euro in sanzioni, ma oggi si assiste a un'inversione di tendenza, con una riduzione che in alcuni casi raggiunge il 35%.
C'è chi sottolinea inoltre come regioni quali Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana abbiano registrato nel 2025 oltre 20 milioni di euro di introiti derivanti dalle multe.
Al contrario, Trieste, Bolzano e Bari risultano tra le realtà meno colpite da questo fenomeno.
Il malcontento cresce soprattutto in un contesto economico sempre più difficile.
Gli stipendi, per molte famiglie, non sembrano più tenere il passo con l'aumento del costo della vita e la capacità di risparmio, che per decenni ha rappresentato uno dei punti di forza del tessuto sociale italiano, appare sempre più ridotta.
In questo scenario, la questione degli autovelox non correttamente omologati è stata percepita da molti come l'ennesima ingiustizia.
Una tensione che, secondo alcuni osservatori, rischia di alimentare proteste sempre più forti.
Ma i problemi non finiscono qui.
Mentre il dibattito sugli autovelox continua ad animare l'opinione pubblica, emerge una nuova e preoccupante vicenda: quella del cosiddetto "Miele da sballo".
È bastato un gesto compiuto per curiosità.
Tre ragazzi di 19, 22 e 17 anni hanno assunto alcuni cucchiaini di questo prodotto acquistato su internet e, nel giro di poco tempo, si sono ritrovati in ospedale in stato di alterazione.
Il più giovane, una volta rientrato a casa, ha accusato una grave crisi respiratoria sotto gli occhi dei genitori.
Spaventati dalla rapidità con cui la situazione stava peggiorando, lo hanno accompagnato immediatamente al pronto soccorso.
Attualmente il ragazzo si trova ricoverato in prognosi riservata.
Episodi come questo alimentano la sensazione, diffusa in una parte dell'opinione pubblica, di vivere in una fase di profonda crisi sociale e culturale.
Una decadenza che alcuni attribuiscono a modelli ideologici e culturali considerati responsabili dell'indebolimento dei valori tradizionali e della coesione sociale.

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