Il Made in Italy della famiglia Ferrarini
Una società agricola che ha saputo trasformare l’intuizione in applicazione concreta facendo ottenere al fondatore, Lauro Ferrarini, il conferimento della Laurea Honoris Causa in Medicina Veterinaria dall’Università di Parma
02/02/2026
di Mario Pinzi

Ci sono aziende che producono eccellenze e aziende che incarnano una cultura.
La Società Agricola Ferrarini, appartiene senza dubbio alla seconda categoria: una realtà italiana del Made in Italy che merita essere comunicata e spiegata.
Fondata da Guglielmo Ferrarini nei primi del “900”, l’azienda nasce come impresa agricola basata sulla coltivazione dei foraggi e sull’allevamento bovino.
Un mondo rurale fatto di collaborazione, fatica condivisa e profondo legame con il territorio.
E’ con Bruno Ferrarini che la filiera si arricchisce della trasformazione, grazie alla produzione di Parmigiano Reggiano nel caseificio di famiglia, ma è Lauro Ferrarini a imprimere la svolta decisiva, portando l’azienda a coniugare tradizione agricola e visione industriale, senza mai sacrificare l’eredità del lavoro e la qualità assoluta.
Per il nuovo leader, innovare non ha mai significato inseguire la tecnologia fine a sé stessa, ma migliorare il lavoro, la qualità e il futuro dell’agricoltura.
Lo racconta lui stesso nel suo scritto “Arare nei nostri campi” dove descrive un’agricoltura vissuta come vocazione, rischio e passione, capace di trasformare l’intuizione in applicazione concreta.
Va evidenziato che attraverso questa visione si posizionano scelte pionieristiche come l’introduzione in Italia dell’Embryo Transfer e, nel 1983, l’importazione delle vacche Jersey dall’isola della Manica, direttamente dalla mandria reale inglese.
Una scelta controcorrente: meno latte, una qualità straordinaria, ricca di grassi e proteine, destinata a ridefinire gli standard del Parmigiano Reggiano di alta gamma.
Un percorso estremamente innovativo che ha portato a Lauro Ferrarini il conferimento della Laurea Honoris Causa in Medicina Veterinaria dall’Università di Parma, un riconoscimento che ha inciso in modo strutturale sull’evoluzione della zootecnia e della trasformazione alimentare in Italia.
Oggi accanto al Parmigiano Reggiano certificato da oltre vent’anni da Alimentazione NON OGM l’AD Lisa Ferrarini, che ha dovuto superare una crisi finanziaria difficilissima, in diretta correlazione al fallimento delle Banche venete, dove il sistema Paese non ha difeso i correntisti, ha ridato nuovo vigore ad un patrimonio di eccellenza: l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia Dop ed è doveroso evidenziare che le acetaie dell’Agricola Ferrarini, sono tra le più grandi ed antiche e conservano batterie di botti risalenti alla fine del Settecento.
Un tesoro liquido che ha ottenuto il riconoscimento di miglior Aceto Tradizionale DOP di Reggio Emilia.
Oggi, tutta la produzione del gruppo guidato da l’AD Lisa Ferrarini, è venduta per il 70% in Italia e il 30% all’estero e conferma che per merito della qualità prodotta, i dazi Americani non hanno diminuito gli acquisti.
Questa è un’eccellenza del nostro Made in Italy che non è esagerato definirlo un vero “Tesoro Italiano” dal quale dobbiamo esserne tutti orgogliosi….
(riproduzione riservata)

