L’ANALISI DI CENTRO REP SUI COMUNI CAPOLUOGO
19/10/2026

I Comuni capoluogo mostrano nel 2025 un primo segnale di miglioramento nella gestione dell’indebitamento finanziario, mentre resta più stabile il livello dei debiti verso i fornitori. È quanto emerge dall’analisi del Centro di Ricerca sugli Enti Pubblici (Centro REP), spin-off tecnico-scientifico di Fondazione Etica, sui rendiconti economici 2025 dei Comuni capoluogo di provincia.
Nel confronto tra i 106 Comuni presenti in entrambe le annualità, il debito medio da finanziamento è passato da 740,22 euro pro capite nel 2024 a 712,97 euro nel 2025, segnando una riduzione di circa il 4%. Un andamento che riflette gli interventi di riduzione dell’esposizione realizzati da diversi Enti: tra questi, Cagliari ha portato il proprio debito finanziario pro capite da 314 euro a zero, mentre Chieti (-284€), Reggio Calabria (-175€), Alessandria (-156€) e Napoli (-155€) hanno registrato riduzioni significative.
Il quadro è diverso per i debiti commerciali, dove non si registra ancora un analogo miglioramento. Sullo stesso perimetro di Comuni, il valore medio è passato infatti da 490 a 492,53 euro pro capite, rimanendo sostanzialmente stabile. Emblematico il caso di Cosenza che in un solo anno ha ridotto le proprie pendenze commerciali di ben 1,190€ pro capite, tagli di debito anche per Frosinone (-512€), Lucca (-306€) e Rieti (-289€). È soprattutto su questo fronte che emerge un margine per rafforzare ulteriormente l’efficienza della gestione finanziaria, accelerando i processi di liquidazione e pagamento e migliorando la gestione dei flussi di cassa.
Le differenze territoriali restano significative e cambiano a seconda della tipologia di debito. Sul fronte finanziario, il Nord registra il valore medio più contenuto, pari a una media di 564€ pro capite e mediana di 373,8€, mentre il Sud si assesta su una media di 811,04€ e mediana di 558,66€. Il Centro presenta una criticità più elevata, con una media di 871,7€ e una mediana di 817,1€. Con riferimento ai debiti commerciali, il valore medio più elevato si registra nel Sud e nelle Isole con 887€ pro capite, contro i 293,5€ del Nord e i 331,8€ del Centro.
«Il debito non rappresenta di per sé un elemento negativo per un’Amministrazione: può costituire uno strumento per finanziare investimenti e sostenere lo sviluppo del territorio. L’obiettivo, però, è saperlo governare nel tempo, mantenendo risorse e flessibilità sufficienti per garantire i servizi ai cittadini», osserva Paola Caporossi, co-fondatrice del Centro REP e di Fondazione Etica. «È cruciale che un Ente sappia prevedere la propria capacità di rimborsare le rate, senza accumulare esposizioni debitorie tali da generare costi non sostenibili. Su questo i dati mostrano situazioni molto diverse tra i Comuni italiani, per i quali gli indicatori aggiornati di REP possono offrire uno strumento di diagnosi e supporto mirato».
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