L’Italia paradiso delle ingiustizie
Sequestrano i bimbi della “famiglia del bosco” e liberano uno stupratore di minorenni
15/09/2026
di Alessandro Traversi

Un extracomunitario viene accusato di aver violentato una minorenne in un supermercato e, dopo appena due giorni, viene rimesso in libertà sulla base del suo pentimento.
Intanto, i bambini della cosiddetta “famiglia del Bosco” vivono in semilibertà, come piccoli carcerati, lontani dai propri genitori.
Di fronte a una decisione che appare assurda, ascoltare il ministro della Giustizia Carlo Nordio affermare che la risoluzione del gip rientra nell’ambito dell’autonomia della magistratura, sulla quale il Governo non può intervenire, lascia senza parole, perché, in un momento come questo, quelle parole rischiano di suonare ai cittadini come una presa in giro.
E allora, presa in giro per presa in giro, viene quasi da pensare: “Non paghiamo più le avide tasse e, fingendoci pentiti, non verremo multati”.
Cari lettori, ciò che è accaduto è talmente paradossale da imporre una domanda precisa: “il Governo non dovrebbe reagire concretamente per dimostrare ai propri elettori che è arrivato il momento di mettere fine a queste assurdità?”
Prendiamo atto della decisione della magistratura. Ma prendiamo atto anche di un’altra cosa: in questo modo non si può continuare.
Se la destra vuole vincere le prossime elezioni politiche del 2027, dovrà trovare il coraggio di affrontare questa situazione e di dare una risposta a cittadini che si sentono umiliati, disorientati e sempre più lontani dalle istituzioni.
Ripercorriamo allora ciò che è accaduto.
Una tredicenne esce di casa per andare al supermercato, è un gesto normale, quotidiano, ma da quel supermercato ne esce umiliata e profondamente spaventata.
Un extracomunitario viene arrestato con l’accusa di essere responsabile dell’aggressione e il pubblico ministero chiede per lui la custodia in carcere.
Poi arriva la decisione del giudice.
Dopo appena due giorni, l’uomo viene rimesso in libertà e tra le motivazioni viene indicato il fatto che fosse incensurato con un sincero pentimento.
Parallelamente, c’è l’altro caso che ha scosso l’opinione pubblica: quello dei figli della coppia della “famiglia del Bosco”.
I bambini potranno vedere i genitori dopo la scuola, ma dovranno tornare a dormire in comunità e soltanto gli assistenti sociali potranno dare il via libera per trascorrere un intero weekend con mamma e papà.
È qui che nasce la domanda che molti cittadini si stanno ponendo.
Possibile che, attraverso decisioni di questo tipo, la “famiglia del Bosco” finisca per essere considerata più pericolosa di chi è accusato di aver aggredito una minorenne?
Se questa è la realtà che ci viene consegnata, allora, prima di tornare alle urne, sarà inevitabile fare riflessioni serie e profonde.
Perché il cittadino comune, quello che paga le tasse, manda i propri figli a scuola e pretende semplicemente di vivere in sicurezza, davanti a scenari simili rischia di non capire più dove siano il buon senso e la proporzione.
Il grande palpeggiatore bengalese, intanto, se la ride sotto i baffi, perché, nella narrazione proposta da queste vicende, potrebbe aver avuto la sensazione di essere protetto proprio da quella magistratura che, secondo una parte crescente dell’opinione pubblica, sembra essere diventata l’unico vero potere capace di governare il Paese.
E allora, alla luce di tutto questo, una cosa appare evidente.
Se la cara Giorgia Meloni vuole davvero conquistare la fiducia degli elettori e vincere le prossime elezioni politiche, dovrà assumersi una responsabilità precisa: garantire che, una volta al Governo con un mandato ancora più forte, situazioni come queste non vengano più percepite dai cittadini come normali.
Perché la pazienza degli italiani può essere lunga, ma anche la pazienza, prima o poi, arriva al suo limite…
(riproduzione riservata)

