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La Von der Leyen è preoccupata

La guerra procurerà nuove migrazioni e non avendo ancora sistemato quelle naturali promosse dai trafficanti di esseri umani, il problema stà diventando molto pericoloso


23/03/2026

di Carlo Caruso


Israele ha intensificato i bombardamenti e le operazioni militari verso Beirut, mentre Hezbollah continua a colpire lo Stato ebraico con razzi e droni.
Il conflitto regionale tra Israele e Iran non conosce tregua e, nelle ultime ore, la tensione è cresciuta ulteriormente.
Tre pattuglie della missione delle Nazioni Unite nel sud del Libano sono state colpite da colpi di arma da fuoco provenienti dalle basi di Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah.
Secondo le prime informazioni, gli spari sarebbero stati esplosi da gruppi di terroristi.
Nel caos della guerra, però, la confusione è tale che spesso diventa quasi impossibile capire da dove sia partito il proiettile che ti ha colpito.
I Caschi Blu, presi di mira, avrebbero risposto al fuoco per autodifesa prima di riprendere le attività di pattugliamento.
Fortunatamente, secondo le informazioni disponibili, nessun militare sarebbe rimasto ferito.
La realtà è che il sud del Libano è ormai saturo di gruppi armati che continuano a violare la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quella che dopo il conflitto del 2006 avrebbe dovuto garantire una fascia smilitarizzata lungo il confine con Israele.
Sulla carta, quella risoluzione rappresentava una soluzione.
Nella realtà dei conflitti, però, queste regole finiscono quasi sempre per essere ignorate.
Nel frattempo, mentre il fronte militare si infiamma, arrivano anche le reazioni politiche.
Sentire Ursula von der Leyen esprimere preoccupazione per le possibili ondate migratorie causate dal conflitto fa nascere più di un’amara ironia, soprattutto se si considera che l’Europa non è ancora riuscita a fermare i flussi migratori alimentati dai trafficanti di esseri umani.
Intanto il conflitto sta già producendo una grave emergenza umanitaria.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, migliaia di civili hanno abbandonato le loro case.
Beirut fatica ad accogliere chi fugge dalle bombe, e molte persone si ritrovano improvvisamente senza un luogo sicuro dove andare.
È probabile che una parte di questi disperati cerchi rifugio nell’Unione Europea, un continente che da anni fatica a controllare i propri confini e che rischia di trovarsi ancora una volta di fronte a una nuova ondata migratoria.
Nel frattempo Hezbollah continua a lanciare razzi e droni verso il nord di Israele, mentre lo Stato ebraico starebbe valutando l’invio di nuove truppe nel sud del Libano.
La combinazione tra conflitti regionali e dinamiche migratorie globali hanno già prodotto numerosi disastri negli ultimi anni.
Se a queste tensioni si aggiungesse anche una nuova crisi generata dalla guerra, le conseguenze potrebbero essere ancora più profonde.
Non resta che augurarsi che chi governa oggi in Italia sia in grado di evitare che questa spirale di crisi porti a nuovi scenari ancora più destabilizzanti.

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