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La crisi dei Bitcoin

La cripto valuta che non poggia su un valore concreto, ma solo sulla speculazione, è in calo del 52% e sembra che i suoi capitali si spostino sull’IA


22/06/2026

di Alessandro Citterio


Prima di entrare nel merito di ciò che sta accadendo attorno al Bitcoin, desidero fare una premessa.
Una moneta che non poggia su un valore concreto, a mio avviso, non dovrebbe nemmeno esistere.
Questa riflessione nasce da un confronto con quanto accadde durante il boom delle Criptovalute, in quel tempo venne creata la moneta “Rocati”.
In quel caso, il suo utilizzo era legato al recupero degli sconti degli esercizi commerciali e rispondeva a una logica economica con una reale utilità per la collettività.
Oggi, invece, il Bitcoin attraversa una fase molto pericolosa.
La sua azione ribassista ha raggiunto un calo del 52% e, secondo diverse interpretazioni, una delle cause potrebbe essere lo spostamento dell’interesse speculativo verso l’Intelligenza Artificiale, un settore che offre applicazioni concrete e prospettive di sviluppo economico tangibili.
A rafforzare il clima di incertezza contribuiscono alcune notizie provenienti dal mercato.
Sembra che il cofondatore e presidente di Strategy abbia ceduto 32 Bitcoin per finanziare i dividendi promessi agli azionisti privilegiati.
Si tratta di una quantità minima rispetto agli oltre 840 mila token detenuti dalla società, ma l’episodio ha comunque alimentato interrogativi e preoccupazioni tra gli investitori.
Sul mercato pesa inoltre il timore che la Federal Reserve possa trovarsi costretta a declassare la monta.
Uno scenario che renderebbe ancora più complessa una rapida inversione di tendenza.
Se in passato le fasi ribassiste venivano considerate quasi fisiologiche, oggi cresce la sensazione che ci si possa trovare di fronte a qualcosa di più profondo e strutturale.
D’altronde, una moneta che non poggia su un valore concreto difficilmente può contare su una prospettiva di lungo periodo.
Al momento il mercato delle Criptovalute attraversa una fase negativa e, dall’inizio dell’anno, il settore registra un calo del 28%, con valutazioni che in molti casi si sono più che dimezzate.
L’impressione è che, con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, il Bitcoin stia progressivamente perdendo parte del fascino che aveva esercitato negli anni passati.
Il suo futuro appare sempre più complesso e ricco di incognite.
Sempre più investitori sembrano orientarsi verso progetti legati all’IA, preferendo puntare su tecnologie percepite come produttive e innovative, piuttosto che sulla speculazione che ha caratterizzato gran parte del mondo Cripto.
Un settore che, non di rado, è stato anche associato a utilizzi opachi e attività illecite.
Per questo motivo ritengo che, nel tempo, i capitali tenderanno a dirigersi verso attività economiche trasparenti, verificabili e maggiormente sicure, privilegiando business capaci di generare valore reale.
Eppure, il quadro non è del tutto lineare, lo scoppio dei conflitti internazionali, sembra aver offerto alle Criptovalute una nuova spinta speculativa, alimentando una domanda che ha riportato il settore a lavorare intensamente per soddisfare la clientela.
Nonostante ciò, il calo del Bitcoin appare oggi più contenuto rispetto alle grandi cadute del passato, ma a mio parere, qualcosa è cambiato nella percezione degli investitori.
Molti hanno ormai aperto gli occhi e stanno cercando di mettere al sicuro il proprio denaro, preferendo rifugiarsi in opportunità che offrono maggiore concretezza e prospettive più solide…

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