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La giustizia fantasma dell’Italia

La separazione delle carriere è un primo passo verso la normalità perché chi manda in galera un innocente deve rimborsare l’errore commesso


19/01/2026

di Mario Pinzi


Noi pensiamo di essere un Paese civile, ma non è così.
Non lo siamo, perché in Italia la giustizia è assente da parecchio tempo e i dati correnti lo dimostrano: ogni anno vengono ingiustamente incarcerati circa mille persone e nessuno rimborsa il danno ricevuto.
Faccio questa affermazione, perché una persona che viene umiliata in quel modo, la sua vita è rovinata per sempre e il minimo che si può fare è rimborsarlo in modo adeguato che non diventi un’ulteriore umiliazione.
Ora cari lettori vi presento un caso reale scritto dal collega Fausto Carioti di Libero che mi ha scioccato: Angelo Massaro, arrestato senza alcun movente, ha trascorso 21 anni della sua vita in carcere da innocente e questa tragedia è avvenuta per una trascrizione sbagliata. Insomma, senza l’arma del delitto, senza il corpo di reato, il poveretto si è preso 24 anni di carcere, dove lo sfortunato aveva due figli, uno di un anno e mezzo e l’altro di 45 giorni.
La vita di questa persona è stata rovinata per sempre e il rimborso non può diventare un’ulteriore umiliazione.
Lo Stato dovrà rimborsarlo con qualche milione di ero e il giudice che per menefreghismo gli ha rovinato la vita, dovrà ripagare il danno attraverso il 50% del proprio stipendio.
In questo modo, cari lettori, sono certo che senza l’arma del delitto e una vera motivazione, prima di arrestare qualcuno ci penseranno con maggiore serietà e l’arresto di innocenti diminuirà sensibilmente.
Attraverso una ricerca, si conferma che due italiani su tre non hanno fiducia nel sistema giudiziario italiano e auguriamoci che attraverso Il referendum che probabilmente si terrà quasi sicuramente entro il 22-23 marzo ci sia un vittoria netta in favore del cambiamento.
Insomma, cari lettori, auguriamoci che questi benedetti giudici non abbiano più vuoti di memoria e riacquistino la saggezza: Meglio un colpevole libero che un innocente in prigione…

(riproduzione riservata)