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La possibile pace fa volare le Speranze

Il probabile sblocco di Hormuz fa viaggiare in positivo le Borse e il costo del petrolio cala rapidamente


11/05/2026

di Carlo Deserti


Personalmente sono convinto che Trump riuscirà a ottenere lo sblocco di Hormuz e che, nel giro di poco tempo, il mondo possa finalmente imboccare la strada della pace.
I mercati, del resto, sembrano aver già colto il segnale.
Gli indici azionari corrono, mentre il prezzo del petrolio scivola rapidamente verso il basso.
Sono bastate alcune indiscrezioni positive, poche ore di speranza, per innescare una reazione immediata nei grandi centri della finanza mondiale.
Il Ftse Mib ha chiuso con un rialzo del 2,35%, toccando quota 49.000 punti e riportandosi sui livelli più alti dal marzo 2000.
A Wall Street il clima non è stato diverso: il Dow Jones ha guadagnato l’1,08%, il Nasdaq l’1,59% e l’S&P 500 l’1,16%.
Scendono i rendimenti dei titoli di Stato americani, mentre cresce l’aspettativa di un possibile taglio dei tassi da parte della Fed.
Nel frattempo il dollaro arretra, tornando sui livelli precedenti al conflitto, con l’euro scambiato a quota 1,17.
Sono segnali che parlano chiaro, ed è come se i mercati stessero ricordando ai leader del mondo una verità semplice: i conflitti devono cessare.
Solo così si possono creare le basi di uno sviluppo reale, fondato sulla qualità delle produzioni, sulla crescita industriale e sul ritorno dei posti di lavoro nelle proprie Nazioni.
Nel frattempo, sembra che Trump abbia chiesto un nuovo piano di disarmo per Hamas: un ultimatum destinato a riscrivere profondamente il progetto di pace per la Striscia di Gaza.
Secondo le indiscrezioni, tutti i Paesi coinvolti nella mediazione, dall’Egitto al Qatar, starebbero spingendo affinché Hamas risponda positivamente alla proposta avanzata dagli Stati Uniti.
l piano prevede il disarmo completo delle armi pesanti da parte di tutte le fazioni palestinesi presenti a Gaza, per evitare la ripresa di un’offensiva israeliana che nessuno, oggi, sembra voler vedere il ritorno.
Nell’attesa di una risposta concreta, le forze israeliane si sarebbero ritirate fino alla cosiddetta Linea Gialla, mentre i convogli umanitari continuano a entrare quotidianamente nella Striscia.
Il progetto Americano include lo smantellamento totale dei tunnel e la distruzione del 60% delle altre infrastrutture militari.
Parallelamente, l’esercito israeliano sembrerebbe in attesa della consegna dei razzi e degli ordigni esplosivi più potenti.
Chiudo con un dato positivo che, secondo molti, rappresenta uno dei punti centrali della strategia economica di Trump, contro la globalizzazione.
Negli Stati Uniti, nel solo mese di aprile, sono stati creati 109.000 posti di lavoro e questo è un risultato che deve far riflettere anche il Continente Europeo…

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