L’umiliazione dell’Europa
La globalizzazione e il suo calcolo economico di un’invasione mondiale di prodotti a basso prezzo e fallita e ora dobbiamo leccarci le ferite
22/12/2025
di Francesco Descalzi

L’Europa è stata umiliata dal braccio armato degli yes man della globalizzazione, che hanno pensato di invadere il mondo con prodotti a basso costo sfruttando la manodopera anche minorile.
La psicologia globalista che per indebolire la media borghesia ha puntato vero la divisione tra l’uomo e la donna, ha creato un disastro peggiore di un conflitto bellico ed è arrivata al capolinea.
La crisi che stiamo vivendo, se non verrà fermata, diventerà un disastro irrecuperabile.
Solo degli incompetenti potevano immaginare di sostituire degli imprenditori con dei burocrati yes man, che hanno pensato di eliminare i motori tradizionali rubando ai proprietari il valore delle auto possedute.
Un furto inaccettabile che ha innescato una deindustrializzazione inarrestabile e vi riporto cosa ha scritto il Wall Street Journal: nessuna delle previsioni fatte dagli economisti della globalizzazione è stata positiva, tutto quello che hanno pensato era sbagliato alla base.
La retromarcia europea su lauto elettrica rinunciando al furto sulle auto a benzina è una retromarcia intelligente che fa sperare a un ritorno del buonsenso.
Per fortuna le idee globaliste sono arrivate al termine e tutti hanno compreso che non erano degli statisti, ma degli imbecilli.
Va ricordato che la Germania con le idee globaliste ha creato 3milioni di disoccupati e come ha affermato il collega Mario Sechi, si sono ricreate le “due Germanie”, Est e Ovest e ora tutti tacciano.
Ancora Sechi afferma: Il presidente della Confindustria tedesca, Peter Leibinger, ha parlato chiaro: “Il Paese rischia una deindustrializzazione irreversibile.
Va evidenziato che i cittadini italiani con l’ingresso in Europa avevano già ricevuto un furto del 50% dei propri risparmi e ora non hanno accettato di ricevere un’ulteriore rapina sul valore delle proprie auto e hanno deciso di boicottare le stramberie degli ecologisti venduti ai leader della globalizzazione.
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