La violenza giovanile non può sorprendere
La continua aggressione dei giovani e il frutto della filosofia globalista che ha voluto distruggere il nucleo famigliare per ottenere il controllo della collettività
22/06/2026
di Marco Sutter

Aggressioni con coltelli, spaccio di droga e violenze contro i docenti, sono il frutto della filosofia globalista che ha distrutto il nucleo famigliare per ottenere il massimo controllo della collettività.
Tutta la brutalità che stiamo vivendo deriva da questa strategia promossa da un potere che non mostra il proprio volto.
Secondo il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, la violenza che vediamo è figlia del permissivismo e le aggressioni contro i professori compresi i propri compagni derivano dal fatto che il concetto di famiglia è stato distrutto e l’educazione di base non esiste più.
Il ministro afferma che abbiamo dimenticato che un giovane diventa un adulto responsabile solo quando comprende che la libertà ha delle precise regole che vanno rispettate, ma con la distruzione della coppia, il “No” non esiste più e il caos è totale.
Purtroppo, nessuno si è opposto alla nuova filosofia e ora raccogliamo i frutti del nostro silenzio, afferma apertamente il ministro.
Personalmente attesto che per troppo tempo non abbiamo guardato con sospetto al cambiamento in atto e non abbiamo compreso il disastro che stavamo percorrendo.
Il ministro Valditara afferma: “Per troppo tempo abbiamo guardato con sospetto a qualsiasi forma di autorità e si è messo in discussione il ruolo degli insegnanti, dei genitori e delle istituzioni.
La figura importante del “maestro”, si è dissolta e nelle finte famiglie è nato il desiderio che il proprio figlio vada sempre giustificato, dimenticando che per educare occorre trasmettere valori e saper dire “NO”.
Cari lettori, purtroppo, se non torniamo al passato il futuro delle nuove generazioni sarà molto triste.
Dobbiamo ricomporre i valori tradizionali della famiglia e allontanare i concetti globalisti che sono i veri responsabili del disastro.
I giovani oggi aggrediscono con coltelli, fanno spaccio di droga comprese le violenze contro i docenti e questo è il risultato dell’abbandono.
Questi sono episodi che un tempo non esistevano, ma oggi, sempre più spesso, occupano le cronache quotidiane.
Secondo la mia visione, tutto ciò sarebbe il risultato di una filosofia globalista che, nel corso degli anni, ha progressivamente indebolito il nucleo familiare, rendendo la società più fragile e quindi più facilmente controllabile.
La violenza che vediamo emergere nelle scuole, nelle strade e nei luoghi di aggregazione è il frutto di una strategia promossa da un potere che agisce senza mostrare il proprio volto.
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara attribuisce l'aumento delle aggressioni al permissivismo che si è diffuso nella società.
Gli attentati contro i professori e compagni di scuola, secondo il ministro, derivano dalla crisi del concetto di famiglia e dalla progressiva scomparsa di quell'educazione di base che per generazioni ha rappresentato il primo riferimento nella formazione dei giovani.
Valditara, sostiene che abbiamo dimenticato un principio fondamentale: un ragazzo diventa un adulto responsabile soltanto quando comprende che la libertà non è assenza di limiti, ma rispetto di regole precise.
In questa prospettiva, con l'indebolimento della coppia e dell'autorità educativa, il valore del "No" sarebbe stato progressivamente cancellato, lasciando spazio a una crescente confusione.
Per troppo tempo, afferma il ministro, nessuno si è opposto a questa nuova filosofia culturale, e oggi la società si trova a raccogliere i frutti del proprio silenzio.
Personalmente, ritengo che per anni non si sia guardato con sufficiente attenzione ai cambiamenti in atto, molti hanno accolto tali trasformazioni senza interrogarsi sulle possibili conseguenze, senza immaginare la direzione verso cui ci stavamo incamminando.
Come afferma lo stesso ministro Valditara: «Per troppo tempo abbiamo guardato con sospetto a qualsiasi forma di autorità.
Si è messo in discussione il ruolo degli insegnanti, dei genitori e delle istituzioni.
Cari lettori, il quadro che emerge è preoccupante, se non si recuperano i principi che per decenni hanno rappresentato le fondamenta della società, il futuro delle nuove generazioni rischia di essere sempre più incerto.
Secondo questa visione, è necessario tornare ai valori tradizionali della famiglia e prendere le distanze da quei concetti globalisti ritenuti responsabili dell'attuale crisi sociale.
I giovani hanno bisogno di crescere respirando l'amore della famiglia, ma anche di confrontarsi con regole chiare e punti di riferimento solidi.
Questa prospettiva, è possibile soltanto quando la coppia è unita da valori forti e condivisi.
Purtroppo oggi, molti ragazzi percepiscono un sistema incapace di garantire giustizia e responsabilità e in questo contesto, il fenomeno del bullismo trova terreno fertile, alimentato dalla convinzione che determinate azioni possano rimanere prive di conseguenze.
Le nuove generazioni si sono così trovate a vivere in una realtà profondamente diversa da quella del passato e la diffusione delle famiglie allargate ha consolidato una cultura sempre più individualista che ha contribuito a mettere in secondo piano il senso di responsabilità collettiva.
Oggi, secondo molti critici, la società si troverebbe a fare i conti con le conseguenze di questa trasformazione e anche l'Unione Europea, progressivamente ha smarrito la propria identità originaria.
Per questo motivo, le nazioni dovrebbero recuperare principi e regole del passato, riscoprendo il valore della complementarità tra uomo e donna, sintetizzato nella frase proposta dal nostro direttore: «L'uomo e la donna sono stati creati per completarsi come l'acqua e la sete. Soli non siamo niente, uniti siamo tutto.»
Una riflessione che, al di là delle diverse sensibilità e opinioni, invita a interrogarsi sui valori che una società sceglie di trasmettere alle nuove generazioni.
“L’amore della famiglia, con regole da rispettare si raggiunge solo se la coppia è unita da valori forti”.
I giovani sanno che in Italia la giustizia non esiste ed essendo minorenni, il concetto del bullismo prevale.
Purtroppo, le nuove generazioni si sono trovate difronte a famiglie allargate, dove l’egoismo prevale e il loro futuro non sarà facile.
Sfortunatamente, l’Unione Europea ha rinnegato le proprie origini e le Nazioni che la compongono, dovranno ritornare in fretta alle regole del passato …
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