Nello stretto di Hormuz tornano i problemi
Nelle borse europee ricompare il rosso e il prezzo di gas e petrolio torna a salire danneggiando tutta l’economia
13/07/2026
di Mario Sutter

All’economia mondiale serve lo Stretto di Hormuz, come il sangue serve al corpo umano.
È una delle arterie principali attraverso cui scorre l’energia che alimenta industrie, commerci e mercati finanziari, ed è proprio per questo che sorge un sospetto inevitabile.
Se Donald Trump dispone del più potente arsenale militare del pianeta, perché continua a lanciare accuse contro i leader europei invece di porre fine a un conflitto che sta facendo perdere montagne di denaro a tutto il mondo?
Una ragione nascosta deve necessariamente esistere e sarebbe opportuno che venisse chiarita prima che sia troppo tardi.
Di fronte a questa situazione, non possiamo certo stupirci se le Borse europee precipitano e le materie prime energetiche prendono il volo.
Il greggio sale del 7%, il metano del 5%, mentre l’incertezza si diffonde come una nube oscura sopra i mercati.
A mio avviso, invece di limitarsi alle consuete dichiarazioni ostili nei confronti di Teheran, Donald Trump dovrebbe intervenire in modo risolutivo e mettere fine a questo infinito tira e molla sulla pace, che finora ha prodotto soltanto danni economici e instabilità.
Durante il summit di Ankara, Trump ha definito l’Iran un Paese “bugiardo e malato”, sostenendo che la tregua era terminata, promettendo che sarebbe stato colpito duramente.
Purtroppo, queste parole le abbiamo già sentite, forse, Troppe volte, e credere che ora possano trasformarsi in fatti, è molto difficile crederlo.
A trascinare verso il basso i listini europei, non sono stati soltanto gli eventi internazionali, ma anche una lunga sequenza di dichiarazioni che non hanno mai trovato una concreta attuazione.
Un gioco che appare sempre più assurdo e che dovrebbe terminare.
Annunciare colpi devastanti e poi non agire, produce un effetto opposto a quello dichiarato: “rafforza l’avversario, gli concede tempo prezioso per consolidare relazioni strategiche con Cina e Russia e costruire nuovi equilibri finalizzati al futuro”.
Questo comportamento in prospettiva, rappresenta un danno collettivo enorme.
Gli Stati Uniti possiedono una forza militare immensa e se davvero volessero liberare lo Stretto di Hormuz, potrebbero farlo in tempi rapidissimi.
Se non accade, è inevitabile pensare che esista qualcosa di molto importante che la maggior parte dell’opinione pubblica ignora.
Per questo motivo, quando Trump afferma: «Li colpiremo duramente», la frase oramai suscita più ironia che timore…
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