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Povera Italia siamo alla canna del gas

In Italia ci sono stati più di cento fusioni di Comuni che hanno prodotto più di 7mila strade con lo stesso nome e per non aver modificato i nomi c’è scappato il morto


07/09/2026

di Mario Sutter


Faccio un piccolo elenco dei Comuni che si sono fusi fra loro e tra questi 7.000 municipi italiani, in Italia si sono registrate oltre cento fusioni tra Comuni.
Un processo amministrativo che avrebbe dovuto semplificare la gestione del territorio ma che, in molti casi, ha lasciato irrisolto un problema tanto evidente quanto pericoloso.
Eppure la legge parla con assoluta chiarezza. L'articolo 41 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1989, che disciplina il regolamento anagrafico, stabilisce infatti che: «Ogni area di circolazione deve avere una propria distinta denominazione nell'ambito del territorio comunale.
Non può essere attribuita la stessa denominazione ad aree di circolazione dello stesso tipo, anche se comprese in frazioni amministrative diverse.»
Una norma precisa, nata proprio per evitare equivoci che, in situazioni di emergenza, possono trasformarsi in tragedie.
E invece l'efficienza italiana ha mostrato il suo lato più fragile.
In numerosi Comuni esistono ancora più vie Roma, più vie Vittorio Emanuele II, più vie Marconi, più vie Monte Grappa e molte altre strade con la stessa identica denominazione.
Una situazione che non rappresenta soltanto un'anomalia burocratica, ma un rischio concreto per la vita delle persone.
Quel rischio, purtroppo, si è già trasformato in realtà.
La vicenda è drammatica nella sua semplicità; un uomo di 75 anni viene colpito da un infarto e scatta immediatamente la richiesta di soccorso.
L'ambulanza parte a sirene spiegate e inserisce nel navigatore l'indirizzo ricevuto: Via Marconi.
I sanitari arrivano sul posto, ma del paziente non c'è alcuna traccia.
Solo allora comprendono l'errore: esiste un'altra Via Marconi nello stesso Comune.
Ripartono senza perdere un secondo, raggiungono finalmente l'indirizzo corretto e tentano una corsa disperata verso l'ospedale, ma il tempo perduto è irreversibile. Non riescono a salvargli la vita.
Alla luce di quanto accaduto, secondo questa ricostruzione, non è difficile individuare le responsabilità.
Quando due strade con lo stesso nome convivono nello stesso Comune, nonostante una norma lo vieti espressamente, la causa della confusione appare evidente.
In questa prospettiva, attribuire ogni valutazione esclusivamente agli accertamenti giudiziari e medico-legali rischia di essere percepito come una perdita di tempo e come un'ulteriore sofferenza per i familiari della vittima.
Due strade quasi identiche, nello stesso territorio comunale, rappresentano un pericolo che non avrebbe mai dovuto esistere.
È proprio questa situazione a rendere evidente, dove si annida l'origine della tragedia.
Basta osservare ciò che è accaduto negli ultimi anni.
Tra i circa 7.000 Comuni italiani, si contano migliaia di strade con le stesse denominazioni: circa 7.000 piazze e vie Roma, oltre 5.470 vie Garibaldi, quasi 5.000 vie Marconi, circa 4.000 vie Mazzini e altrettante vie Dante.
Numeri che dovrebbero far riflettere chi ha il compito di amministrare il proprio territorio e desidero sottolineare che le elezioni politiche sono molto vicine e sarà meglio che la destra si svegli…
Se davvero si vogliono evitare altre vittime innocenti, il consiglio che posso rivolgere al Governo è semplice: intervenire affinché tutti i Sindaci rispettino rigorosamente le disposizioni previste dalla legge, eliminando ogni duplicazione delle denominazioni stradali che possa mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini con 7 mila piazze o vie Roma, 5. 470 vie Garibaldi, circa 5.000 via Marconi, circa 4.000 vie Mazzini e circa 4.000 via Dante.
Se non vogliamo altri morti innocenti, il consiglio che posso fornire al governo è quello di intervenire sui Sindaci che non rispettano i propri elettori…

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