Share |

Procura europea, UCI: tutelare i fondi dell'Unione significa proteggere cittadini e servizi


02/11/2026

La tutela delle risorse europee riguarda direttamente i diritti dei cittadini, la qualità dei servizi e la correttezza del mercato. È questa la posizione espressa dall’UCI - Unione Consumatori Italiani, per voce del suo Segretario Federale, l’Avv. Massimiliano Albanese, intervenuto al convegno «EPPO, la Procura Europea: cooperazione giudiziaria o sovranità limitata?», tenutosi il 30 ottobre presso la SAA School of Management dell’Università di Torino, su iniziativa della Fondazione Baravalle in collaborazione con la sezione AIGA del capoluogo piemontese.
L’EPPO,
acronimo di European Public Prosecutor’s Office, è un organismo indipendente dell’Unione, operativo dal 1° giugno 2021, che indaga e sostiene l’accusa davanti ai giudici nazionali competenti per i reati che danneggiano gli interessi finanziari dell’UE: dalle frodi sui fondi europei alla corruzione e al riciclaggio connessi, fino alle gravi frodi transfrontaliere in materia di IVA.
Il convegno torinese ha rappresentato un’importante occasione per presentare la Procura Europea e fare un bilancio delle sue attività. Moderato dal condirettore di Libero, Dott. Pietro Senaldi, l’evento ha avuto quale relatore principale il Dott. Stefano Castellani, Procuratore europeo delegato presso la sede di Torino dell’EPPO.
Dopo l’introduzione, affidata al Dott. Luca Baravalle, presidente della Fondazione Baravalle, ed all’Avv. Gabriele Assenzi dell’AIGA, sono intervenuti per i saluti istituzionali l’On. Claudia Porchietto, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, e il Dott. Paolo Chiavarino, Assessore al Commercio del Comune di Torino. Il dibattito è stato animato, oltre che dall’intervento del Segretario Federale UCI, anche dai contributi dell’Avv. Mauro Anetrini, del notaio Dott. Andrea Ganelli e del manager Dott. Ubaldo Livolsi.
«Le frodi ai danni dei fondi europei sottraggono risorse a opere, sanità, trasporti e formazione, penalizzando gli utenti e le imprese che rispettano le regole», ha affermato l’Avv. Albanese. La cooperazione europea può rafforzare la capacità delle istituzioni di contrastare una criminalità economica che opera oltre i confini nazionali, nel rispetto della presunzione d’innocenza, del diritto di difesa e del controllo del giudice: «nello svolgimento di questo delicato compito occorre che legalità della spesa, trasparenza della gestione e qualità dei servizi ai cittadini siano un trinomio inscindibile di garanzie, da preservare e promuovere sempre congiuntamente, senza che un aspetto pregiudichi l’altro», ha sottolineato l’esponente UCI.
Vi è inoltre la necessità di distinguere tra frodi, sprechi ed inefficienze. All’azione penale devono affiancarsi controlli amministrativi e verifiche sui benefici effettivamente prodotti dagli investimenti: «i cittadini devono poter conoscere, attraverso informazioni accessibili e comprensibili, destinazione, costi, tempi e risultati dei progetti finanziati», ha evidenziato Albanese, «ma devono poter comprendere con altrettanta chiarezza anche cosa succede se il meccanismo s’inceppa a causa di illeciti e che fine fanno le risorse recuperate».
Quando, ad esempio, un finanziamento è destinato a sostenere un progetto d’innovazione che può migliorare la qualità della vita delle persone, si pone il problema di come assicurare che, dopo l’accertamento delle frodi e il recupero delle risorse, siano comunque perseguiti gli obiettivi di innovazione e miglioramento dei servizi originariamente previsti. Ed è proprio su questo aspetto che si è sviluppato, durante il convegno, uno stimolante confronto tra Albanese e Castellani, toccando la delicata questione della credibilità dell’EPPO e della fiducia dei cittadini nel suo lavoro ma, più in generale, nelle istituzioni europee.
Albanese ha infatti richiamato l’importanza di rendere comprensibile l’impatto concreto dell’azione europea sulla vita delle persone. Rispondendo, Castellani ha spiegato come la destinazione delle somme recuperate si differenzi a seconda del tipo di finanziamento e dei meccanismi di restituzione o confisca applicabili, potendo interessare il livello europeo oppure quello nazionale: in entrambi i casi, competerà poi al competente decisore politico come reimpiegare le risorse a beneficio dei cittadini, nel rispetto degli eventuali vincoli legali.
«Prestiamo molta attenzione alla nostra credibilità e al rapporto non solo istituzionale a livello europeo e nazionale, ma anche con i cittadini», ha quindi dichiarato il Procuratore, che ha anche illustrato il canale attraverso cui chiunque può segnalare potenziali reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione, accessibile tramite un modulo ufficiale sul sito, indicando nella crescita delle segnalazioni un segnale di fiducia e ribadendo l’attenzione al recupero dei profitti illeciti, nel rispetto delle garanzie delle persone sottoposte a indagine.
«Il dialogo tra amministrazioni, autorità competenti e associazioni rappresentative di cittadini ed imprese», ha concluso Albanese, «può rappresentare un efficace strumento per raccogliere segnalazioni documentate e individuare tempestivamente le criticità, con l’obiettivo di assicurare che le risorse pubbliche raggiungano la loro destinazione e si traducano in servizi concreti per la collettività».
Soddisfazione è stata espressa dall’organizzatore dell’evento, Dott. Luca Baravalle, che ha voluto ringraziare il Segretario Federale dell’UCI per aver stimolato il dibattito sull’importanza di una migliore conoscenza delle istituzioni europee da parte dei cittadini: «la Fondazione Baravalle considera la promozione della cultura giuridica e del dialogo istituzionale un impegno fondamentale. Con questo appuntamento abbiamo voluto contribuire a una riflessione su una delle istituzioni più significative del panorama europeo, favorendo il confronto tra competenze, esperienze e sensibilità diverse. Crediamo che la conoscenza del diritto sia il primo presidio della legalità»

(riproduzione riservata)