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Tensioni USA-Iran: Pechino avverte Washington, rischio escalation globale

Tra avvertimenti diplomatici e interessi strategici, la Cina alza il tono contro Washington ma punta a contenere il conflitto e a scongiurare uno scontro diretto tra superpotenze


12/01/2026

di Giuseppe Rizzo


L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentata da possibili opzioni militari statunitensi contro Teheran, ha fatto scattare un allarme diplomatico a livello globale, con la Cina che invita apertamente al “rispetto della sovranità” e alla non interferenza.
Le autorità
iraniane hanno già avvertito che qualsiasi attacco militare americano — considerato come possibile nel contesto dell’ondata di proteste e repressioni interne — sarebbe seguito da ritorsioni contro obiettivi statunitensi e israeliani nella regione.
Da parte sua, la Cina ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in cui ribadisce che si oppone all’uso della forza o alla minaccia di forza nelle relazioni internazionali e condanna qualsiasi “interferenza” esterna negli affari interni dell’Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino ha espresso la speranza che tutte le parti contribuiscano alla pace e alla stabilità in Medio Oriente.
Tali posizioni, sebbene ferme nei toni, non rappresentano al momento una minaccia militare diretta da parte della Cina contro gli Stati Uniti, ma sottolineano una netta divergenza di interessi strategici rispetto a Washington. Esperti di geopolitica osservano che Pechino preferisce soluzioni diplomatiche e si concentra sul mantenimento dei propri legami economici e di approvvigionamento energetico, piuttosto che su confronti diretti.
Perché Pechino parla forte — ma evita l’escalation diretta
La Cina ha storicamente condannato gli attacchi americani che ritiene violino il diritto internazionale, come nel caso di operazioni precedenti contro siti nucleari iraniani. All’epoca, Pechino definì tali azioni una violazione della Carta delle Nazioni Unite e un atto che potrebbe aggravare la crisi regionale.
Tuttavia, esperti di strategia militare e relazioni internazionali sottolineano che Pechino non ha una dottrina di impegno diretto militare per difendere l’Iran contro gli Stati Uniti, né dispone di una presenza militare comparabile in Medio Oriente. La sua influenza è soprattutto economica e diplomatica.
Le tensioni sono aumentate ulteriormente dopo le azioni statunitensi in Venezuela, che secondo alcuni osservatori avevano anche un messaggio strategico diretto alla Cina, sottolineando la volontà americana di limitare l’influenza di Pechino nelle Americhe.
Scenario di rischio ma non di guerra diretta
Sebbene alcuni commentatori — soprattutto in ambienti di analisi strategica occidentali — abbiano ipotizzato che un conflitto USA-Iran possa “coinvolgere” la Cina, tali prospettive rientrano più nel dibattito speculativo che in segnali concreti di alleanza militare. L’impegno di Pechino rimane quello di evitare un conflitto diretto, promuovere il dialogo e richiamare al rispetto delle norme internazionali.
In un mondo sempre più interconnesso, esperti avvertono che qualsiasi scontro armato tra superpotenze avrebbe costi e rischi enormi, con impatti globali sulla sicurezza, l’economia e gli equilibri diplomatici. Per ora, dunque, la Cina resta su una linea di forte disapprovazione verbale e di richiesta di de-escalation, non di mobilitazione militare.

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