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Una macchia sulla divisa

Tutti affermano che se un agende sbaglia deve pagare e questa è una cosa normale, ma se si vuole fare chiarezza, si deve andare all’origine del problema


02/03/2026

di Mario Pinzi


Giorgia Meloni afferma che Camillo Cinturino è un traditore della Patria.
Non usa mezzi termini e prende per il petto il caso del poliziotto imbecille che nel corso di una operazione anti-droga, ha ucciso uno spacciatore nel “boschetto della droga” di Rogoredo a Milano.
Ho definito Cinturino un povero ritardato, perché prima di depositare l’arma vicino al giovane portatore di morte, non ha pulito la pistola con un fazzoletto e non la fatta impugnare al morto per imprimere le sue impronte.
Non aver creato questa semplice difesa, dimostra di essere un poveretto, privo di intelletto che dovrebbe essere preso in cura da uno strizza cervelli.
Per continuare, desidero mettere in primo piano gli attori del fatto: “La vittima è uno spacciatore di morte che uccide i nostri figli ed è una fortuna che sia morto.
 Il poliziotto è un ritardato mentale che non può fare quel mestiere e chi lo ha assunto dovrebbe essere immediatamente arrestato”.
Fatta questa precisazione, per comprendere il comportamento del poliziotto “Pirla”, è importante andare all’origine del problema che nasce dal comportamento delle Toghe politicizzate.
Quando un distributore di morte viene arrestato, non fa un giorno di carcere, perché poverino, non è riuscito ad uccidere abbastanza giovani e questo è un comportamento inaccettabile.
Con questa condotta, un ritardato mentale come Carmelo Cinturino, con la divisa che non dovrebbe portare, diventa normale fargli nascere il desiderio di diventare un giustiziere della notte per salvare la Nazione e le sue necessità.
Faccio questa affermazione, perché è talmente evidente che una mente come quella di Carmelo Cinturino, non poteva indossare quella divisa e la prima persona che dovrebbe essere arrestata e chi lo ha accettato.
Il suo comportamento criminale da “Pirla” è stato un oltraggio ai suoi colleghi in divisa e la responsabilità ricade solo sul sistema delle assunzioni.
Detta questa verità, sentire Salvini che afferma: “Chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e fiducia nelle forze dell’ordine”.
Si rimane senza parole, perché non andare all’origine del problema, non si risolve nulla e come politico non fa auna bella figura… Povera Italia…..

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