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"Ho visto uccidere un bambino…". E l'investigatore privato Cormoran Strike, già veterano in Afghanistan, torna a indagare

A reggere le fila di una trama ben congegnata, sofisticata quanto elegante, il collaudato Robert Galbraith. Il quale altro non è se non J.K. Rowling, la mamma di Harry Potter


14/02/2019

di Valentina Zirpoli


A volte, nella vita, anche raggiungere vertici assoluti, a qualcuno può non bastare. Vai a capire cosa ti porta a intraprendere nuove sfide. E se nel campo dell’economia risulta più comprensibile, in quello della narrativa un po’ meno, in quanto cambiando genere il rischio di incappare in un passo falso non è da sottovalutare. Viene quindi da domandarsi cosa sia scattato nella testa di una numero uno come J.K. Rowling (nom de plume a metà di Joanne Rowling, dove quel K sta per Kathleen, nome della nonna paterna) quando ha deciso di intraprendere un secondo binario narrativo distante anni luce dal primo. 
Lei scrittrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica britannica (è nata a Yate il 31 luglio 1965) che, grazie al successo planetario incassato dai sette libri della saga di Harry Potter, è diventata la donna più ricca (e anche più influente) del Regno Unito. Lei che in seguito avrebbe così giustificato questo anonimo cambio di passo: “Volevo essere giudicata per quello che sapevo fare e non per quello che avevo fatto. Fermo restando il desiderio di impegnarmi in un nuovo filone narrativo, il genere crime appunto, che mi aveva sempre intrigato come lettrice. Per questo, nel 2012, ritenni giunto il momento di dedicarmi alla scrittura di una serie di thriller che beneficiassero, fra l’altro, anche di una solida ambientazione”. 
Entrando in questo modo nel mondo degli adulti e “firmando i miei lavori con uno pseudonimo maschile, quello di Robert Galbraith, che in prima battuta venne spacciato per un autore debuttante”. A fronte di un romanzo, Il richiamo del cuculo, che in ogni caso non passò del tutto inosservato: ad esempio lo scrittore Peter James ipotizzò la penna di un uomo maturo, mentre Mark Billingham confessò di essere rimasto a bocca aperta per la portata di quell’esordio. 
Tutto scontato, allora? Non proprio. Se infatti si trattava di una strada percorribile, non era certo che la Rowling sotto mentite spoglie fosse stata baciata completamente dal successo. In quanto, dopo aver dato vita a una esperienza letteraria ed editoriale unica (facendo convergere, cosa non da poco, sia il plauso del pubblico che quello della critica), un altro exploit del genere poteva risultare difficilmente ripetibile. Se non impossibile. 
Ma bastò che nel luglio 2013 l’inghippo venisse scoperto dal Sunday Times (secondo la Bbc la Rowling avrebbe preferito restare ancora un po’ nell’ombra per evitare “pressioni da aspettativa”) che i lettori si moltiplicassero. Secondo Amazon, nella sola mattinata successiva alla notizia sulla reale identità dell’autore, le vendite decollarono a fronte di percentuali stellari. Logico quindi che, dopo Il richiamo del cuculo, le cose sarebbero andate ancora meglio con Il baco da seta e La via del male. Tutti incentrati sul rude quanto intrigante investigatore privato Cormoran Strike, veterano della guerra in Afghanistan. 
Un protagonista che ora la Rowling, o Robert Galbraith che dir si voglia, rimette in scena in un romanzone - allacciatevi le cinture in quanto vi dovrete confrontare con 782 pagine - che si legge che è un piacere. Ovvero Bianco letale (Salani, euro 24,00, traduzione a otto mani di Valentina Daniele, Barbara Ronca, Laura Serra e Loredana Serratore), un lavoro, stando alla recensione del The Times, “ambizioso, sofisticato ed elegante”, peraltro supportato da robusti colpi di scena, da una narrazione aspra e intrigante che non lascia nulla al caso nonché da personaggi che interagiscono a fronte di una ingegnosa bravura. Il tutto supportato da un epilogo violento quanto inaspettato. 
Ma veniamo a questo nuovo thriller - che, secondo diversi critici, si propone come il romanzo “più epico” della serie - imbastito su un’altra appassionante storia incentrata su “quel grosso e brutto casinista” di Cormoran Strike, affiancato ancora una volta dalla signora Cunliffe, o Robin Ellacott, come si chiamava prima del matrimonio che tiene banco nel prologo. Con Cormoran a entrare in scena nel bel mezzo della cerimonia - dopo aver risolto uno dei casi più difficili ed emotivamente faticosi della sua vita - rovesciando i fiori e mettendo in dubbio il della povera Robin. La quale si riterrebbe davvero “una idiota del cazzo” a rimettersi a lavorare per lui. Anche se in cuor suo… 
Detto questo spazio a una breve sinossi, che si rapporta a una drammatica affermazione: “Ho visto uccidere un bambino…”. E cosa è successo, succede e succederà è presto detto. “Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero”. Ma prima che possa essere interrogato più a fondo, Billy si spaventa e scappa. 
Cercando di scoprire la verità sulla sua storia, Strike e Robin Ellacott - una volta sua assistente, ora sua socia - seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più segrete del Parlamento, sino a una suggestiva quanto inquietante tenuta di campagna. 
“E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce infatti di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin risulta più teso che mai. In quanto lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di troppi sottintesi e di cose non dette…”. Chi vuole intendere, intenda. 
Che altro? La serie proseguirà il prossimo anno con il quinto romanzo, in quanto la stessa Rowling, su Twitter, ha già annunciato di stare lavorando ad una nuova storia legata al suo riuscito quanto scostante personaggio. Serie che è già stata travasata in una fiction di successo prodotta dalla Brontë Film and Television per la Bbc One, con Tom Burke nel ruolo di Strike, il detective senza una gamba dalla grande capacità investigativa, e Holliday Grainger in quello di Robin, la sua capace e volitiva assistente. Per la cronaca, sinora sono state prodotte e trasmesse sette puntate, che saranno però seguite da altre quattro tratte appunto dall’enciclopedico Bianco letale.

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