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Punta sui voli di linea il rilancio del turismo nell'Isola d'Elba

Spronati da Massimo De Ferrari le autorità toscane di settore hanno discusso su cultura e sicurezza, abusivismo e piani regolatori, biodiversità e problemi portuali


22/10/2018

Quando si parla dell’Isola d’Elba, terza in Italia per dimensioni, la maggior parte di noi pensa a un piccolo paradiso dove trascorrere qualche giorno di vacanza. Niente da eccepire. Il luogo è un incanto, la natura la fa da padrone in abbinata alle biodiversità, il santuario delle balene è pronto a strizzare l’occhio ai naturalisti e non solo, la cultura (in primis i trascorsi napoleonici e medicei) trasuda da tutte le parti. Come mai allora, pur a fronte di un picco ferragostiano di trecentomila presenze rispetto ai trentamila residenti scarsi, quest’anno il turismo ha segnato una lieve battuta d’arresto? 
Una inezia, certo (meno dell’1,5 per cento rispetto al calo del tre per cento registrato a livello nazionale), ma anche un campanello d’allarme del quale si è fatto carico il presidente dell’Associazione albergatori, Massimo De Ferrari, il quale ha chiamato a raccolta le maggiori autorità toscane per discutere, analizzare e approfondire una serie di importanti tematiche che, per un verso o per l’altro, finiscono per incidere, a volte anche in maniera rilevante, sul futuro turistico di questo angolo di terra battezzato come Patrimonio Unesco. 
A tenere banco, in particolare, una chiave di lettura allargata a diverse tematiche: la mancanza di una struttura aeroportuale operativa (seguita al fallimento della Skywork), le difficoltà legate ai collegamenti con i traghetti dal porto di Piombino (la nascita della Port autority Piombino-Livorno ha forse creato più problemi che vantaggi), un’offerta culturale (e museale in particolare) che lascia a desiderare in termini di comunicazione e anche di gestione. 
Problematiche che si sommano a quelle della sicurezza, dell’abusivismo e del lavoro in nero, dei troppi piani regolatori (i Comuni sono attualmente sette), all’istituzione del Piano regionale per il territorio (una apprezzabile iniziativa che a volte si scontra con le realtà economiche e sociali in essere), alla necessità di allargare la stagione da cinque ai sei mesi, se non addirittura a sette (una possibilità concreta, a patto che vengano portate avanti iniziative di richiamo, delle quali si è parlato a lungo, trovando anche alcuni punti di incontro). 
Parimenti sono state sottolineate con favore alcuni iniziative vincenti: come l’albergo didattico (unico in Italia) volto a formare figure professionali di livello, in abbinata ad altri progetti che ruotano attorno agli Ecohotel, alle certificazioni ambientali, all’Elba plastic free, all’utilizzo delle energie alternative e, soprattutto, a una adeguata promozione del territorio che, per dirla chiara, non ha ancora raggiunto quella unitarietà di intenti, di azioni e di comunicazione che oggi è richiesta dalla competizione  internazionale. “Perché è soprattutto la componente culturale e artistica che movimenta gran parte dell’offerta turistica. Ecco quindi la necessità - secondo Massimo De Ferrari - di un grande progetto unitario”. 
Batti e ribatti, comunque, è stato il tema dei collegamenti aerei a tenere banco in quasi tutti gli interventi. Con la necessità di allungare la pista di duecento metri, in modo da consentire atterraggi ad aerei da cento posti (indispensabili a livello internazionale, suscitando così l’interesse dei grandi tour operator), mentre sinora l’abilitazione era legata soltanto a velivoli da 30-40. Di fatto un primo stanziamento è già a disposizione. Stanziamento, tuttavia, sufficiente sì e no per le esigenze operative “interne”.  Ma bisogna tenere conto anche della necessità di rivedere gli accessi esterni alla struttura, come la viabilità. 
Detto questo, rimangono sul tappeto un paio di interrogativi: si riuscirà a trovare una compagnia aerea disponibile? E, soprattutto, si riusciranno a portare a termine i lavori in tempo per la prossima stagione? “Noi ce la metteremo tutta - ha tenuto a precisare il responsabile della struttura, Boccardo - ma non sarà impresa facile. Anzi, ci vorrebbe un miracolo. Ma anche per questo - ha ironizzato - ci stiamo attrezzando…”.

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