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Abbiamo scoperto che Belzebù è italiano e si chiama... Salvini

Fra le pieghe del gioco cattocomunista contro chi osa rompere le uova nel paniere


30/07/2018

di Sandro Vacchi


Il direttore di Famiglia Cristiana, Don Antonio Rizzolo

Abbiamo scoperto che Satana, alias Belzebù, è italiano. E che - incredibile! - difende i bambini. E da chi? Dai preti pedofili. Il nome italiano del diavolo? Matteo Salvini, ministro dell'Interno.
Don Paolo Glaentzer opera e lavora per il bene delle anime (meno per quello dei corpi) a Calenzano, dalle parti di Firenze. Ha settant'anni ed è stato sorpreso in macchina, mezzo nudo, con una bimbetta di dieci anni. <Ma credevo ne avesse quindici> (e se anche fosse?) si è giustificato il porco, mentendo spudoratamente, in quanto conosce la bambina da quando era poco più che neonata. Ha aggiunto che in una decina di anni avrebbe allungato sette od ottomila euro alla sua famiglia disagiata.
Tralasciamo per un momento il porcellone e saliamo nell'empireo della filosofia, vale a dire ad Aristotele. Negli Analitici Primi, parte integrante dell'Organon, lo stagirita propone il sillogismo perfetto.
“Tutti gli uomini sono mortali. Tutti i greci sono uomini. Tutti i greci sono dunque mortali.”
Il pretone fiorentino ha detto che Satana gli ha fatto uno sgambetto prima che una folla rumorosa minacciasse di linciarlo. Satana, parole di Famiglia Cristiana, settimanale caro ai sacerdoti, risponde al nome di Matteo Salvini. Se ha fatto uno sgambetto al porcello in tonaca, prima che consumasse pienamente la violenza, significa che Satana protegge i bambini secondo l'ineccepibile logica aristotelica. O no?
Credo che ad Aristotele sarebbe importato ben poco del miserevole prete, e anche della miseranda rivista che se la prende con il cattivissimo titolare del Viminale. Fatto sta che la povera Famiglia Anticristiana questa volta si è fatta male da sola, grazie alla sua ormai indefessa mania di attaccare il Matteo Ruspa qualsiasi cosa egli faccia. Respinge profughi e naviganti, che dopo anni e anni di politica italiana da pecoroni infine si accomodano in Spagna, come se prima non fosse stato possibile? E' Satana. Chiude i campi Rom, come aveva detto e ripetuto nella campagna elettorale? E' di nuovo il diavolo, e i sedicenti intellettuali di Capalbio, capitanati dal guru Roberto Saviano e dalla veterofemminista Michela Murgia, lo additano come simbolo del male. Il gomorrista lo definisce ministro della malavita e si cucca una querela. Nina Zilli, di professione cantante, ergo intellettuale anch'ella nell'universo taroccato italiano, sfanculeggia il ministro leghista e poi un po' si pente. La rivista Rolling Stone fa un maldestro tentativo di chiamata alle armi del popolo della sinistra, vale a dire di un'entità inesistente. Il consiglio comunale dell'isola di Maiorca, nelle Baleari, dichiara Salvini persona non gradita, e lui se ne fa una ragione, in quanto passa le vacanze in Italia.
Guarda un po' che cosa succede a non accogliere più le navi degli scafisti, che da un po' di tempo attraccano in Spagna, dopo che per anni tutti i telegiornali ci hanno riempito di immagini di Lampedusa, dei poveracci che fuggono da guerre inesistenti, dei presunti angeli che li accudiscono, delle ONG che si credeva lavorassero per conquistarsi l'aureola. Poi si mobilitano le Brigate Rolex (copyright Maurizio Belpietro) con le loro magliette scarlatte, capitanate da Gad Lerner, e allora tutta la credibilità buonista va a farsi benedire.
E anche quella delle istituzioni. Abbiamo un presidente della Repubblica espressione del Partito Defunto, alias PD, il quale più che giustamente si indigna di fronte ai casi ricorrenti di razzisti con la carabina che feriscono immigrati più o meno scuri. Sergio Mattarella ammonisce severo i connazionali che minacciano di trasformare l'Italia in un Far West, ma dov'era quando una gang di africani faceva a pezzi una diciottenne italiana a Macerata? E quando un ospite, sempre africano, del Cara di Mineo, nella sua Sicilia, uccise due anziani coniugi, non senza aver prima stuprato la donna? E quando un altro gruppo di fenomeni neri “fece la festa” a una turista polacca sulla spiaggia di Rimini? Mi fermo qui perché l'elenco di questi episodi prenderebbe tutto l'articolo.
E' vero, siamo nel Far West e il razzismo dilaga, ma principalmente contro gli italiani. Il lavoro scompare e quel poco che c'è ha il colore degli immigrati, spesso clandestini, e dell'evasione fiscale; la legge Fornero ha creato una categoria unica al mondo, quella degli “esodati”, gente senza lavoro né pensione; e la pensione chi ce l'ha se la vede rimpicciolire e minacciare di ulteriori tagli se considerata “d'oro”, solo perché costruita con decenni di tiro della carretta in posti di responsabilità. Se i sacrifici di una vita rischiano di essere resi vani dal reddito di cittadinanza, e comunque si vede che vanno a beneficio di chi non ha mai versato un contributo, credete che a qualcuno non girino le scatole fino a imbracciare la carabina?
Non è per giustificare azioni ingiustificabili che dico questo, ma per non giustificare le altrettanto assurde manovre che le provocano, mascherate troppo spesso da iniziative benefiche dai portabandiera a oltranza del multiculturalismo, del buonismo ad ogni costo, del “loro ci manterranno”.
Il cattocomunismo è la più micidiale malattia politica italiana, un frullato di cinismo e ipocrisia, prediche di professorini e guru da strapazzo contro la reazione di gente che, a guardar bene, è spesso molto più a sinistra di loro. Un articolo di Carlo Cambi su “La Verità” di domenica 29 luglio spiega alcune cose interessanti sulla Chiesa bergogliana che, travolta dalla crescita esponenziale della pedofilia, tenta di dirottare l'attenzione sulla missione umanitaria e la “cultura dell'accoglienza”. Accoglienza che, tra parentesi, il Vaticano si guarda bene dal praticare, ma non certo dal predicare.
E allora ecco il nemico Salvini che non vuole più far attraccare in Italia le navi delle ONG e di George Soros, il multimiliardario ungaro-americano, unico privato al mondo con una propria politica estera. Non passa giorno senza che una nave non proprio fantasma carica di poveracci che spesso tali non sono, incroci qua e là nel Mediterraneo in cerca di approdi. Fino a poche settimane fa era scontato che avrebbe attraccato in Italia, ma oggi Salvini spara ad alzo zero sui marpioni al timone. Ugualmente, non passa giorno senza che un prete o un frate o intere diocesi siano accusati di pedofilia.
Lo stesso cattivone Salvini, un tipo sbrigativo, propone la castrazione chimica, che non farebbe piacere nemmeno a chi ha fatto voto di castità.
L'indignazione di “Famiglia Cristiana” con il suo “Vade retro” al ministro dell'Interno ha avuto grande riscontro, vista la diffusione popolare della rivista che, anche se ha perduto il 40 per cento della diffusione negli ultimi otto anni, è molto nota. Il vero botto è stato però quello della “Civiltà Cattolica”, quindicinale dei gesuiti, l'ordine di papa Bergoglio. Se un ministro della Repubblica, e Salvini lo ha fatto, proponesse di rimettere il crocifisso in tutti gli uffici pubblici, non credete che la Chiesa approverebbe gaudiosa? No, invece, se lo fa il Capolega. Il direttore della “Civiltà Cattolica”, Antonio Spadaro, si sente in dovere di adirarsi. <Usare il crocifisso come un Big Jim qualunque è blasfemo. La croce è segno di protesta contro peccato, violenza, ingiustizia e morte. Non è mai un segno identitario. Grida l'amore al nemico e l'accoglienza incondizionata.
E' l'abbraccio di Dio senza difese. Giù le mani!>
In base a questa “logica”, quando tempo addietro si spostavano i crocifissi, la Chiesa avrebbe dovuto esultare, invece non ricordo affatto che sia stato così.
Roba da matti! Commenteranno i più. Ma l'ottimo Cambi ci obbliga a cambiare punto di vista. <A molti sfugge che è competenza del dicastero guidato da Matteo Salvini la gestione dei rapporti con la Chiesa e che tutti gli atti compiuti dalla Chiesa passano al vaglio del Viminale>. Per quanto riguarda i preti pedofili, in Italia ci sono più di duecento procedimenti aperti.
La cosa non piace affatto ai fedeli, come è comprensibile. <In Vaticano hanno una paura matta che l'8 per mille si asciughi> scrive Cambi, e ricorda come la Corte dei Conti abbia chiesto più trasparenza nella gestione dei fondi da parte della Chiesa cattolica, che quest'anno ha ricevuto quasi un miliardo di euro dalla ripartizione delle dichiarazioni dei redditi del 2015, ma solamente 275 milioni sono andati a interventi caritativi e 367 per sostentamento del clero.
<Molti italiani in aperta contestazione di papa Bergoglio hanno cominciato a destinare altrove i soldi del fisco. E allora c'è bisogno come il pane che lo Stato continui a versare i soldi dell'assistenza ai migranti>. Matteo Salvini ha però incaricato i tecnici del ministero di fare una ricognizione sui soldi che la Caritas e le cooperative cattoliche ricevono per l'assistenza ai migranti. Capito perché Matteo La Ruspa è ivisto come il diavolo negli uffici vaticani?
In appoggio alle gerarchie cattoliche, messe alle strette anche dall'emorragia delle vocazioni, ecco i comunisti e i loro eredi con un piede nella tomba. Il business dell'accoglienza, denunciato senza mezze misure non dal solo Salvini, ma da tutti i leader “populisti” e sovranisti da Donald Trump in giù, comincia così a trovare spiegazioni meno patetiche della “cultura dell'accoglienza” condita dagli evangelici inviti a sfamare gli affamati e vestire gli ignudi: qui ci sono di mezzo i quattrini, e tanti, come insegna il massimo esperto del commercio di carne umana, il compagno Salvatore Buzzi della premiata confraternita di Mafia Capitale.Se il business, altroché la beneficenza, dell'accoglienza non muovesse navi di denaro, credete che un uomo come George Soros sarebbe lì in prima fila? Lui che di mestiere fa lo speculatore e che ha guadagnato milioni di dollari sulle crisi di Paesi fra i quali l'Italia? Il ragazzo di 88 anni è nemico giurato di Trump e del leader ungherese Viktor Orban, capi dei sovranisti in America e in Europa. Soros conta sulla fedeltà della bellezza di 226 deputati al Parlamento europeo, fra i quali 14 italiani. Tutti i sinistra. I più noti sono Sergio Cofferati, Cecile Kyenge, Roberto Gualtieri, Gianni Pittella, Barbara Spinelli. La Open Foundation del magnate teorizza la necessità di far accettare agli europei i migranti e la scomparsa delle frontiere. In questo programma ha investito la bellezza di diciotto miliardi di dollari che servono anche a finanziare le Organizzazioni non governative che hanno portato in Italia decine di migliaia di sconosciuti (i più sono clandestini) che <pagheranno le nostre pensioni di qui ai decenni futuri>: parola di Tito Boeri, presidente dell'Inps.
Ma adesso quel diavolo di Matteo Salvini sta facendogli lo sgambetto.
Come ai preti pedofili.

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