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Ursula von der Leyen: «Per la ripresa si punta alla Next Generation»

Giovani, green economy, digitalizzazione: sono questi i punti cardine da dove ripartire attivando un piano europeo che abbia una visione decennale


30/11/2020

di Damiano Pignalosa


Tutto nasce da un intervento del Presidente della Commissione europea in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2020-2021 dell’Università Bocconi di Milano. In questa video call sono state affrontate varie tematiche che riguardano l’Europa ma soprattutto i giovani europei a cui «Stiamo chiedendo in prestito il futuro» per affrontare i danni provocati dalla pandemia e allo stesso tempo dare un impulso verso la green economy e una maggiore digitalizzazioni dei sistemi e dei servizi.
Secondo la von der Leyen l’Unione europea ha fatto tanto, all’Italia è destinata la fetta maggiore delle risorse messe a disposizione. «Fin dai primi giorni della crisi - ha ricordato la presidente - ho lavorato perché l’Europa venisse in soccorso dell’Italia». Ora tocca, nel rispetto delle sue prerogative, al Governo di Roma. «Abbiamo fornito delle linee guida», ha precisato la presidente: tocca ai singoli paesi dargli sostanza.
Al nostro Paese si chiede «la volontà di fare le riforme e un approccio strategico agli investimenti». Le riforme devono riguardare, per esempio, il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione: «È importante per attirare investimenti e dare fiducia all’economia». Soprattutto, devono mirare ai giovani: «Troppi giovani laureati - ha spiegato von der Leyen - scelgono di andare all’estero perché non trovano il lavoro che meritano, molti altri non hanno le competenze richieste dal mercato del lavoro», ma «l’Italia può essere il luogo dove ogni giovane ha le giuste competenze e trova il giusto lavoro».
Agli investimenti “ecologici”, la commissione ha destinato il 37% delle risorse: è importante diversificare le fonti energetiche, ma anche - e soprattutto in un paese con tante «antiche costruzioni» - rendere più confortevoli e più efficienti energeticamente gli edifici, in modo da far ripartire anche il settore edilizio. Il 20% di NextGeneration è poi dedicato alla digitalizzazione: «Può portare la banda larga nei più remoti villaggi alpini o nelle isole del mediterraneo. Può aiutare le piccole imprese a imparare come usare l’intelligenza artificiale nel loro lavoro quotidiano. Può creare spazi di dati sicuri e neutrali dove università e imprese possano condividere i dati». È un’opportunità ha spiegato von der Leyen: «NextGenerationEU può dar vita a un “decennio digitale” per l’Europa. Se sarà un decennio digitale per l’Italia, dipenderà interamente dagli italiani».
Insomma, ci potrà essere una ripresa ma solo se si seguiranno le vie indicate da Bruxelles, i soldi potranno essere investiti ma con destinazioni ben precise secondo quello già stabilito, la responsabilità del successo è solo nelle mani del Governo italiano e se non verranno raggiunti determinati obiettivi l’Europa avrà fatto tutto il possibile per aiutarci e gli errori saranno solo nostri per non aver gestito l’aiuto di Bruxelles nel modo migliore, il futuro sono i giovani ma nel frattempo si aumenta esponenzialmente il debito dei Paesi membri che dovrà essere ripagato indovinate da chi? Dai giovani.
Parlare di green economy, digitalizzazione, riforme, accende le luci dei problemi che ci sono ma non li risolve, soprattutto pensando alla forte pratica di indebitamento collettivo a cui ci stiamo affidando. Purtroppo i giovani si vedono sempre più stretti in una morsa che riguarda la mancanza di lavoro e nessuna prospettiva futura. Per quanto possano essere motivanti le parole espresse dalla von der Leyen sembrano prive di sostanza e lasciano spazio ad uno scaricabarile di responsabilità nei confronti di chi deve gestire questi fondi in maniera vincolata tra l’altro. Restiamo alla finestra sperando che dopo la pioggia spunti l’arcobaleno…

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