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Festeggiato da centinaia di persone, è tornato in sede il vaso di amarene extra-large della "Fabbri 1905" di Bologna


15/02/2019

Nicola Fabbri e i dipendenti Fabbri

Un evento che rappresenta un abbraccio con la storia: a Bologna è stato festeggiato il ritorno in azienda del vaso “extra large” che per decenni ha accolto gli ospiti della Fabbri 1905 in via Emilia Ponente. Per la cronaca, questo vaso era stato rimosso sei mesi fa per essere restaurato e ora è stato nuovamente issato sul tetto della portineria, salutato dagli applausi di centinaia di spettatori. 
Una cerimonia che si è rapportata con una data significativa: quella che è oggi l’headquarter di Fabbri 1905 a Borgo Panigale, sorto attorno a una villa preesistente. La costruzione dello stabilimento era infatti cominciata nel 1914, ma sarebbe entrata in funzione esattamente 100 anni fa al termine della prima guerra mondiale. Il vaso, per contro, venne collocato soltanto pochi anni dopo. 
Anche per questa storicità la cerimonia è diventata una festa partecipata, in primo luogo da tutto il quartiere di Borgo Panigale, rappresentato dal suo presidente Vincenzo Naldi. “Del resto molti degli abitanti del quartiere - come ha ricordato Nicola Fabbri, amministratore di Fabbri 1905 - sono stati impiegati nella fabbrica o hanno avuto i loro parenti in azienda”. 
Presenti ovviamente, oltre ai dipendenti, autorità civili e religiose e semplici cittadini, uniti in una cerimonia che ha ribadito il legame profondo tra la Fabbri, la sua città e i suoi abitanti, i quali considerano lo stesso vaso realizzato nel 1915 dal ceramista Riccardo Gatti di Faenza una vera icona. “Non a caso la scritta Bologna compare su questo vaso gigante e sui milioni di piccoli vasi di amarene diffusi in cinque continenti”. 
Durante la cerimonia Nicola Fabbri, puntando sul futuro, ha voluto presentare due giovani: Carlotta Fabbri e Giovanni Quattocchi, due dei cinque rappresentanti della quinta generazione della famiglia Fabbri, che peraltro hanno già fatto il loro ingresso in azienda.

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