Share |

Cancellate le sanzioni sugli avvisi bonari per il 2017-2018

Il beneficio spetta solo ai contribuenti Iva che hanno subìto una riduzione maggiore del 30 per cento del volume d’affari dell’anno 2020 rispetto al 2019


12/04/2021

di Salvina Morina e Tonino Morina


Il cosiddetto decreto “sostegni” cancella le sanzioni e le somme aggiuntive sugli avvisi bonari che saranno emessi per gli anni 2017 e 2018. Le regole sono contenute nell’articolo 5 del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, in vigore dal 23 marzo. A beneficiare della cancellazione delle sanzioni e delle somme aggiuntive saranno solo i contribuenti Iva che hanno subìto una riduzione maggiore del 30% del volume d’affari dell’anno 2020 rispetto al 2019. 
La norma prevede quindi una definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni, richieste con le comunicazioni di irregolarità, i cosiddetti avvisi bonari, previste dagli articoli 36-bis del Dpr 600/1973, e 54-bis del decreto Iva, Dpr 633/1972, elaborate entro il 31 dicembre 2020 e non inviate per effetto della sospensione disposta a seguito dell’emergenza Covid 19, detto coronavirus, con riferimento alle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, nonché con le comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2021, con riferimento alle dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018. 
Controllo automatizzato - Per “controllo automatizzato” si intende la liquidazione, a norma degli articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e dell’articolo 54-bis del decreto Iva, Dpr 633/1972, delle dichiarazioni annuali dei redditi, modello Redditi (dal periodo d’imposta 2016), dell’Iva, dei sostituti d’imposta, modello 770, e dell’Irap. L’Agenzia delle entrate provvede alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei rimborsi spettanti, entro l’inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all’anno successivo. 
Definizione agevolata per gli anni 2017 e 2018 - La definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta 2017 e 2018 riguarda i contribuenti con partita Iva attiva al 23 marzo 2021, che hanno subito una riduzione maggiore del 30% del volume d’affari dell’anno 2020 rispetto al volume d’affari del 2019, come risultante dalle dichiarazioni annuali dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) presentate entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva per il periodo d’imposta 2020, in scadenza ordinaria il prossimo 30 aprile 2021. Per i contribuenti non tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale Iva, quali, ad esempio, i contribuenti con prestazioni esenti Iva o i contribuenti in regime forfetario, si considera l’ammontare dei ricavi o compensi risultante dalle dichiarazioni dei redditi per il periodo d’imposta 2020, presentate entro i termini, cioè, di norma, entro il 30 novembre 2021. In considerazione dei tempi necessari per la predisposizione delle comunicazioni e la gestione delle istanze di definizione, sono prorogati di un anno i termini di decadenza per la notifica delle cartelle di pagamento che riguardano le dichiarazioni presentate nel 2019. 
La proposta sarà inviata dal Fisco - È inoltre disposto che l’Agenzia delle entrate, in base ai dati risultanti dalle dichiarazioni presentate entro i termini, individuerà i contribuenti per i quali si è verificata la riduzione del volume d’affari o dei ricavi o compensi, e invierà agli stessi, unitamente alle comunicazioni di irregolarità, la proposta di definizione con l’indicazione dell’importo ridotto da pagare. Le comunicazioni e le proposte di definizione sono inviate mediante posta elettronica certificata o raccomandata con avviso di ricevimento. 
La definizione si perfeziona con il pagamento delle imposte, dei relativi interessi e dei contributi previdenziali, escluse le sanzioni e le somme aggiuntive. In caso di mancato pagamento, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, delle somme dovute, la definizione non produce effetti e si applicano le norme ordinarie in materia di sanzioni e riscossione. Di norma, le sanzioni che saranno cancellate sono quelle dovute nella misura del 10 per cento, che corrispondono alla sanzione ordinaria del 30 per cento, ridotta ad un terzo per i pagamenti eseguiti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. 
Il mancato pagamento della prima rata delle somme dovute a seguito dei controlli automatici, entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, o anche di una sola delle rate diverse dalla prima, entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dalla rateazione, e l’importo dovuto per imposte, interessi e sanzioni in misura piena, dedotto quanto versato, è iscritto a ruolo. 
Le somme versate fino a concorrenza dei debiti definibili restano definitivamente acquisite: non sono quindi rimborsabili, né utilizzabili in compensazione per il versamento del debito residuo.

(riproduzione riservata)