Share |

Comunicazioni Iva: ecco la bussola per potersi orientare al meglio tra le varie scadenze

Uno strano Paese il nostro: più si parla di semplificazioni, più aumentano le complicazioni


12/06/2017

di Salvina Morina e Tonino Morina


Contribuenti Iva in preda a una continua crisi di nervi, anche perché più si parla di semplificazioni, più aumentano le complicazioni. Tra nuovi adempimenti e nuovi regimi, l’agenda fiscale del 2017 è spesso soggetta a continui cambiamenti. Il rischio è di “saltare” qualche adempimento e subire delle sanzioni. Poi, quasi sempre, il giorno di scadenza dell’adempimento arriva l’agognato comunicato-legge che posticipa il termine. Si vive, insomma, con il fiato sul collo per le scadenze che inseguono e si susseguono e alla fine la beffa di una proroga last-minute che non si nega mai a nessuno.

Dichiarazione Iva in anticipo - Tra le novità meno “ansiogene”, dopo 19 anni, è scomparsa la denominazione di Unico. Dal 2017 è perciò iniziata l’era della modulistica Redditi. Le dichiarazioni dei redditi relative all’anno 2016, da presentare nel 2017, si chiamano infatti semplicemente Redditi, con l’aggiunta delle varie sigle, quali PF per le persone fisiche, SP per le società di persone e SC per le società di capitali. Restano confermate le altre denominazioni per le dichiarazioni annuali, modello 730, Iva, Irap e modello 770, ordinario o semplificato. Perciò, da quest’anno non ci sarà più la dichiarazione unificata, cioè il modello Unico, che stava per “modello unificato compensativo”, chiamato così perché consentiva l’unificazione di più dichiarazioni, in quanto poteva comprendere l’Iva e i redditi, e di compensare debiti e crediti di vari tributi, contributi e premi. In verità, la denominazione Unico era già superata, in quanto, mentre fino a qualche anno fa poteva comprendere i redditi, l’Iva, l’Irap e il modello 770, già dal 2009 l’Unico comprendeva solo l’Iva e i redditi, perché, dalla modulistica del 2009, si era “separato” il modello Irap. Inoltre, dallo scorso anno, per i redditi del 2015, le dichiarazioni Iva dovevano essere presentate nel mese di febbraio, con ciò escludendo definitivamente la possibilità di presentare i conti Iva con il modello Unico.

L’Iva 2017, per l’anno 2016, regolare fino al 3 marzo 2017 - Per la dichiarazione annuale Iva 2017, relativa al 2016, il termine ordinario per la presentazione telematica è scaduto il 28 febbraio 2017. Comunque, con un comunicato-legge dell’Agenzia delle Entrate, le dichiarazioni trasmesse entro il 3 marzo 2017 sono presentate nei termini. Dal 2018, la dichiarazione annuale Iva relativa al 2017 si potrà presentare tra il primo di febbraio ed il 30 aprile 2018.

Dichiarazione Iva presentata entro 90 giorni dalla scadenza - Se entro il 28 febbraio 2017 non è stata inviata telematicamente la dichiarazione Iva 2017, relativa al 2016, il contribuente può sempre inviare il modello in ritardo. Se lo fa entro 90 giorni dalla scadenza (calcolo dei 90 giorni: 31 di marzo, 30 di aprile e 29 del mese di maggio), cioè entro il 29 maggio 2017, si è in presenza di una dichiarazione tardiva, quindi non omessa. In questo caso si applica la sanzione fissa di 250 euro, ridotta a 1/10 con ravvedimento operoso. Invece, se l’invio avviene dopo il 29 maggio 2017, la dichiarazione viene considerata omessa e si applica la sanzione amministrativa dal 120 al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da 250 a 1.000 euro. Se la dichiarazione omessa è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione dal 60 al 120% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di 200 euro. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da 150 a 500 euro.

Comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva trimestrali - Dal 12 giugno 2017 è scaduto il termine per comunicare al Fisco i dati della liquidazione Iva del primo trimestre 2017. L’obbligo riguarda sia i contribuenti mensili, sia quelli trimestrali. Per ogni trimestre, di norma, l’invio dovrà essere fatto entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre. La comunicazione relativa al secondo trimestre è effettuata entro il 16 settembre, che slitta a lunedì 18 settembre; entro il 30 novembre 2017 si devono comunicare al Fisco i dati della liquidazione Iva del terzo trimestre 2017 e quelli relativi all’ultimo trimestre entro il mese di febbraio dell’anno 2018.

Pausa estiva dal 1° agosto al 4 settembre - Dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per inviare documenti e informazioni agli uffici dell’Agenzia delle Entrate o ad altri enti impositori. È anche sospeso, sempre dal 1° agosto al 4 settembre, il termine di 30 giorni per pagare le somme dovute a seguito di controlli automatici, formali e della liquidazione delle imposte sui redditi a tassazione separata. La sospensione non opera per le richieste fatte nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché per le procedure di rimborso Iva.

Comunicazione dati fatture emesse e ricevute - Entro il 16 settembre 2017, che slitta a lunedì 18 settembre, si devono comunicare al Fisco i dati delle fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2017. L’obbligo riguarda sia i contribuenti mensili, sia quelli trimestrali. Per il secondo semestre, la comunicazione dei dati sarà fatta entro il 28 febbraio 2018. Dal 2018, la scadenza sarà trimestrale. Cioè, per ogni trimestre l’invio dovrà essere fatto entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre.

(riproduzione riservata)