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Se Draghi salirà al Colle la fumata bianca sarà il segnale della dittatura

Silvio Berlusconi, ha ritirato la sua candidatura e questa decisione fa svanire la possibilità che, attraverso l’aiuto del buon Dio, trovasse la forza di diventare il Gorbachev italiano capace di far crollare il muro della globalizzazione.


24/01/2022

di Mario Pinzi


Se Draghi salirà al Colle, era già stato deciso dai vertici di Bruxelles e vi assicuro che questa mia convinzione non è errata. 
  Lo sanno tutti, compreso Mattarella che, salutando il Csm, ha fatto trapelare (senza dire il nome di Draghi) che nei prossimi mesi la loro attività dovrà essere svolta con il nuovo presidente.   
Chi è addentro alle leve del potere romano, sa che è già stato tutto stabilito e le cose potrebbero cambiare solo se in Europa arrivassero ordini diversi.   
La sceneggiata di alcuni “grandi elettori” che fanno finta di lavorare per mandare Draghi sul Colle, affermando che per ottenere la sua nomina tutto deve essere fatto in modo perfetto, fa veramente sorridere e questa è una presa in giro che non vale la pena commentare.  
I 690 parlamentari neo eletti sono abbastanza tranquilli, perché sanno che esiste un divieto europeo al voto e sono certi che verrà creato un governo tecnico dove Draghi sceglierà il leader per bloccare il Paese alle sue decisioni.  
Il teatrino politico avrà il compito di convincere le masse che questa dittatura è necessaria per le sorti dell’Italia e, prendendolo in quel posto, tutti saranno felici e contenti. 
Il desiderio di Silvio Berlusconi di coronare la sua carriera politica salendo al Colle era un regalo troppo umiliante per la sinistra italiana e Letta, che fa parte del Gruppo Bilderberg, ha fatto comprendere che non era proprio il caso.   
Purtroppo, il Cavaliere si è ritirato, ma la sua decisione era inevitabile. 
Alla soglia delle votazioni, Silvio ha rinunciato al suo sogno affermando che non c’erano i numeri per la sua candidatura, ma la vera motivazione è che non aveva il permesso del potere internazionale.   
 Il tempo che manca per completare la dittatura è molto vicino e il motivo dell’agitazione del momento è il solito teatrino utile a non far trapelare alle masse che tutto è già stato deciso. 
La cosa che irrita maggiormente è il comportamento di Salvini che vuol fa credere ai suoi elettori l’importanza di Berlusconi nel decidere un altro nome al suo posto, quanto sa perfettamente che tutti loro non contano nulla, perché da tempo si sono venduti al globalismo. 
L’irritazione aumenta quando il leghista afferma che se Draghi verrà eletto alla presidenza della repubblica, servirà un governo efficace per le sfide dei prossimi mesi, senza aggiungere che il governo tecnico sarà guidato da un leader scelto dal nuovo presidente.    
Il teatrino continua con l’asse Toti-Renzi che, attraverso l’abbandono di Berlusconi, possono far pesare il loro pacchetto di 80 grandi elettori su un nome condiviso dalla sinistra. 
A urne aperte, si capirà immediatamente se il comportamento di Berlusconi verrà onorato dal potere con un altro nome. 
L’unica cosa che interessa ai nostri politici è la poltrona in parlamento e sulla legge elettorale dove in molti vorrebbero una modifica in senso proporzionale, lo si capirà dopo le elezioni presidenziali.     
La rinuncia del Cavaliere ha innescato la possibilità di mandare sul Colle un nome favorevole alla globalizzazione che non sia Draghi, dando così al teatrino della politica la giusta regia per far comprendere agli italiani che non ci sono interferenze straniere sulle sorti del Paese.   
La Meloni, che non è una stupida, nell’eventualità che Draghi salga al Colle, ha chiesto di convocare un vertice del centrodestra affinché Lega e FI escano dalla compagine governativa per andare alle urne e contrapporre al presidente un leader determinato a salvare il Paese. 
Cari lettori, questa settimana capiremo se l’Italia avrà un’ancora di salvezza, ma ammetto la mia delusione, perché speravo nella candidatura di Berlusconi al Colle che, con l’aiuto del buon Dio, trovasse la forza di diventare il Gorbachev italiano capace di far crollare il muro della dittatura globalista…

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