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Salviamo l'Italia

Riformiamo con determinazione questo fantastico Paese


18/04/2017

di Mario Pinzi


Il mio desiderio è quello di vedere al comando del Tricolore un leader che abbia la predisposizione al cambiamento e che riporti alle urne chi ha rinunciato al voto. Riunendo gli scontenti - che hanno raggiunto il 60% dell’elettorato - si otterrebbe la maggioranza assoluta, utile per la realizzazione di un progetto di rinascita.
Prima di ridurre la spesa pubblica - fondamentale per portare la pressione fiscale sotto il 20% e recuperare gran parte dell’evasione - occorrerebbe emanare una legge che per i prossimi cent’anni proibisca qualsiasi tipo di tassazione sulle abitazioni, unica leva capace di far ripartire immediatamente l’industria manifatturiera e i consumi interni.
In caso di vittoria del nostro immaginario leader, fin dal primo giorno della sua presidenza dovrà proporre alla Germania e ai principali partner europei un’iniziativa comune, guidata dall’Italia, che preveda di unire il debito statale di tutti i Paesi dell’Unione, in modo da realizzare una politica monetaria costruttiva che abbia un senso a livello mondiale, abbandonando il rigore europeo, che potrà essere ripreso solo quando i consumi interni di tutta la Ue saranno forti e consolidati.
Conquistare il potere senza avere alle spalle un partito può sembrare impossibile, ma non è così. Se il nostro immaginario leader capirà che esiste uno spazio politico incontaminato costituito da chi ha smesso di votare - ma che è pronto a tornare alle urne se intravede un progetto finalizzato a svincolarsi da questa Europa truffaldina - il gioco è fatto.
Per di più, se il nostro leader immaginario farà comprendere che non serve una sovvenzione pubblica per affrontare una campagna elettorale, ma è sufficiente finanziarsi con i versamenti dei simpatizzanti, il successo, cari lettori, è assicurato.
In estrema sintesi: se due milioni di persone gli versano un euro, il nostro leader avrà a disposizione per la sua campagna elettorale due milioni. Se poi gli euro versati sono cinquanta, i milioni diventano 100, ma qui il mio consiglio è quello di fermarsi per non essere ricattato.
Il nostro leader dovrà essere giudicato sulla base del programma che presenterà e dovrà convincere chi non vota più che l’alternativa di un futuro migliore è possibile.
Ripartiti i consumi interni, potrà iniziare a ridurre il debito statale licenziando il personale in sovrannumero negli uffici pubblici imposto dalla politica per garantirsi il voto, inserendolo in una cooperativa esentasse dove gli verrà pagato dallo Stato lo stipendio solo nel primo anno di riqualificazione professionale, consegnando alla direzione del nuovo ente il patrimonio culturale italiano con l’obbligo di tenere aperti i musei 24 ore su 24. Questa è una iniziativa che ha la forza di portare ingenti risparmi sulla spesa pubblica perché è un progetto che può essere esteso a tutti i settori dello Stato che ne hanno bisogno. Non è vero che riforme di questo tipo sono impossibili.
Gli italiani che hanno rinunciato al voto sono disponibili, ma chiedono fermezza e coraggio. La paralisi degli ultimi anni è stata voluta da chi si è venduto alla finanza speculativa, ma un uomo determinato può ribaltare la situazione. Non sarà facile, ma con delle riforme chiare e giuste il successo è assicurato.
Se alla prossima tornata elettorale si presenterà qualcuno con le caratteristiche del mio leader immaginario, sono certo che tutti andranno a votare per dargli la maggioranza assoluta in Parlamento.
Cari lettori, ho iniziato a costruire questo sogno perché ho la profonda convinzione che i responsabili di questo disastro economico non siano in grado di risolvere i problemi che hanno creato, e prima che scoppi un conflitto mondiale che annienterà l’umanità dobbiamo intervenire con determinazione sullo scacchiere internazionale per scongiurare una possibile guerra atomica…

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