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La Santa Sede teme il dialogo tra Usa e Russia

Per il Papa i flussi migratori nel nostro Paese devono continuare, e il mondo cattolico entra in confusione  


17/07/2017

di Mario Pinzi


Il Pontefice ha confermato l’importanza dei flussi migratori e ha il timore che l’alleanza tra Stati Uniti e Russia avvenuta al G20 possa fermare la nostra invasione. Dopo la guerra fredda che poteva sfociare in un conflitto atomico avrebbe dovuto gioire tutto il mondo, ma non è stato così per Papa Francesco. Le sue strane e crude affermazioni hanno creato sconcerto e anche un’infinità di sospetti nelle inespugnabili certezze cattoliche e atee. Personalmente, non so cosa aggiungere a questo stupore, ma ne prendo atto con vero rammarico, dato che sono un cattolico praticante.
Anche i bimbi capiscono che questa invasione incontrollata ci annienterà economicamente, socialmente e intellettualmente, ed è strano che il Santo Padre faccia queste dichiarazioni quando 18 milioni di italiani sono piombati nell’abisso della povertà. L’autorità vaticana desidera che questa orda selvaggia continui a calpestare le nostre vite e non spende una sola parola contro chi sta rovinando l’esistenza della povera gente. Mi riferisco alla Germania, che nel proprio armadio greco ha talmente tanti scheletri da far gridare indignati tutti i Santi del Paradiso. Cari lettori, ve ne elenco alcuni: i prestiti a strozzinaggio alla Banca centrale greca che hanno superato i 400 miliardi, l’affare delle armi denunciate dal generale della difesa Antonis Kantàs ai magistrati, lo scandalo Siemens relativo alle forniture di servizi di comunicazione e security in occasione delle Olimpiadi e l’acquisizione dei 14 aeroporti della Fraport ad una cifra talmente ridicola che a tal proposito Totò avrebbe creato degli sketch memorabili.
Purtroppo, Francesco fa finta di non sapere che il nostro debito ha raggiunto la fatidica cifra di 2.275 miliardi, su cui ogni anno paghiamo mediamente 80 miliardi di interessi passivi, e che negli ultimi 12 mesi è aumentato di 362 miliardi. Dove sono finiti tutti questi soldi? Una gran parte negli interessi passivi e nell’accoglienza, il resto negli sprechi fatti dalla politica per mantenere il potere nelle mani della finanza speculativa. Questa vergogna, cari lettori, ci costa circa 30 miliardi al mese: una montagna di soldi che potrebbero essere impiegati per rimodernare l’Italia che sta cadendo a pezzi.
Ma torniamo alla domanda iniziale. Come mai il Papa si preoccupa del fermo dell’immigrazione e non di milioni di cittadini del sud Europa che muoiono di fame? L’incomprensibilità di questo comportamento crea un forte scompiglio nel mondo cattolico, così come in quello ateo. Ma la cosa più curiosa, amici miei, è che il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano un ateo come George Soros e che tiene in considerazione le sue convinzioni sul rapporto America-Russia. Ammetto il mio sconcerto nell’osservare che il Pontefice ascolta e fa propri i dettami di un messaggero della massoneria, e a questo punto, anche per me, la confusione diventa completa. Abbandonato lo stupore, credo che sia opportuno chiederci dove stiamo andando. Tutti i cittadini europei di buon senso dovrebbero tenere presente quanto sia pericoloso abbandonare la stabilità socio-economica del proprio Paese già messo alla prova dall’avvento dell’euro. Non decidere di combattere questa distruzione – anche sul piano culturale – voluta dalla finanza speculativa, cari lettori, è veramente difficile da sopportare…

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