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Un sorso di verità

Dove ci porterà la svolta autoritaria di questa Europa ermafrodita?


18/10/2021

di Mario Pinzi


Tutto prosegue secondo le norme imposte dalla Ue e questo comportamento ci porta verso una democrazia illiberale. 
Il Covid, ha fatto nascere parecchi sospetti, perché attraverso la “sfida ecologica” è stato possibile imporre delle regole utili a limitare le libertà personali per comprenderne i comportamenti. 
Questa verifica è una leva di conoscenza formidabile per poter legiferare delle leggi tout court, senza avere il permesso dei partiti che, svincolati dal comportamento delle masse che gli danno il voto, sono ben lieti di incanalarsi verso una passiva ubbidienza per ottenere dei concreti vantaggi sulla propria carriera politica
Tutti sono convinti che questo “governo di alto profilo” non votato dai cittadini per l’avvento pandemico sia casuale, ma è molto probabile che tutto sia stato pensato per attuare delle leggi illiberali utili a consolidare il globalismo. 
Purtroppo, ci stanno abituando a non votare ed essere amministrati da “governi tecnici” imposti dall’Europa. 
Questa trasformazione finalizzata a collocare al potere la tecnocrazia fondata sulla competenza di parte, ha umiliato il voto nato da un principio democratico e questo comportamento autoritario, cari lettori, si chiama dittatura.  
In questa situazione, si può ipotizzare la nascita di un nuovo leader capace di ricostruire quelle regole democratiche che la nostra Costituzione ha tratteggiato, perché preferire la competenza di parte al voto è un atto anticostituzionale spaventoso. 
Quando lo Stato diventa partito e annulla la volontà del popolo per risolvere i conflitti internazionali del globalismo, vuol dire che siamo tornati al medioevo. 
Se siamo onesti, dobbiamo confermare che non è Draghi a sostenere il superamento democratico, ma siamo noi con il nostro silenzio a legittimarlo e rinforzarlo.   
La strada per far risplendere l’Italia, passa anche attraverso le elezioni del nuovo presidente della Repubblica, ma come afferma il collega Vittorio Feltri, il nostro Parlamento è delegittimato. 
Tutti sanno che i nostri politici sono degli abituali voltagabbana e vi offro alcuni dati sorprendenti. 
Durante questa legislatura 350 parlamentari hanno cambiato partito, ed è un record mondiale che viene sottaciuto per vergogna. 
Questo esercito di “traditori” ostinatamente attaccati alla poltrona, venderebbero la madre per ottenere una consistente pensione e un’aureola di gloria.   
Feltri ha scritto che qualche parlamentare ha proposto di impedire per legge questi bruschi passaggi da un gruppo politico all’altro, ma nessuno ci è mai riuscito, perché la Costituzione precisa che il mandato parlamentare è vincolato alla persona e non al Partito. 
Il caos prodotto dall’Unione ha creato tra i parlamentari una confusione latente dove è diventato impossibile capire cosa accadrà per le elezioni del nuovo presidente della Repubblica. 
L’Europa dovrebbe chiedere scusa, ma non lo fa, perché il potere globalista gli ha imposto di continuare a umiliare la democrazia italiana e con questa consapevolezza dovremmo scatenare una ribellione utile a stupire il mondo intero. 
Se l’Italia vuole rinascere, dovrà restituire al popolo il potere del voto donandogli anche la facoltà di eleggere il capo dello Stato. 
Può sembrare una proposta audace, ma se vogliamo bene al nostro Paese dobbiamo muoverci senza indugi in difesa della Costituzione, perché se non lo faremo questa Europa ermafrodita, per mantenere il potere, sarebbe capace di scoparsi da sola e di mettere al mondo un mostro a tre teste che ci annienti…

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