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Sta nascendo un nuovo potere mondiale

I Paesi del gruppo Brics hanno deciso di creare una nuova moneta capace di sostituire il dollaro e questa alleanza potrebbe far scoppiare un conflitto estremamente pericoloso.


27/06/2022

di Mario Pinzi


Non tira una buona aria per l’economia mondiale e i Paesi del gruppo Brics che criticano le sanzioni imposte alla Russia, stanno pensando di sostituire il dollaro con una nuova moneta. 
Le Nazioni che hanno deciso di togliersi dal dominio americano, possiedono circa il 50% della popolazione del pianeta e producono un quarto del prodotto interno lodo mondiale. 
I loro nomi sono noti, ma per l’importanza di quello che stanno facendo credo sia opportuno elencarli: Cina, Russia. Brasile, India e sud Africa stanno studiando la creazione di una nuova moneta di riserva internazionale e la decisione è nata perché ritengono ingiusto essere ricattati dagli Stati Uniti quando le visioni politiche internazionali divergono dalle loro. 
In sostanza, i paesi della nuova alleanza internazionale capeggiati da Cina e Russia, hanno deciso che l’America deve smetterla di strumentalizzare, attraverso la propria moneta, la visione del mondo e armare l’economia per ripagare alle lobby delle armi i favori ricevuti. 
In sostanza, i Paesi del gruppo Brics, hanno deciso che in futuro Il mondo dovrà adottare delle politiche economiche responsabili e le imposizioni americane non devono più esistere. 
Proprio per questo motivo, stanno studiando una nuova leva economica utile a blindare la propria sicurezza e questa decisione creerà sicuramente delle forti tensioni internazionali. 
Secondo la loro visione, a fronte di quello che sta accadendo con questa guerra, sentano la necessità di garantirsi un futuro di pace attraverso un area commerciale che rispetti i confini dei singoli Paesi e per la creazione di questo ambito desiderio hanno pensato di sostituire il dollaro con una nuova banconota. 
La nuova moneta verrà costruita su un “paniere” che comprenderà tutte le carte monete dei Paesi coinvolti e rappresenterà anche le riserve dei singoli Stati. 
Questa decisione produrrà dei forti problemi al mondo occidentale e creerà delle ripercussioni economiche difficili da ipotizzare. 
Quando l’economia soffre, la tranquillità viene sostituita dalla rabbia verso le istituzioni che hanno fatto delle scelte sbagliate (come quella del globalismo economico) e se non vengono posti dei rimedi, la rabbia quasi sempre si tramuta in rivolta. 
La guerra, la carenza energetica, la mancanza di materie prime e la nuova moneta, sono degli eventi di forte malessere sociale che se non vengono risolti con soluzioni intelligenti, potrebbero creare delle tensioni molto pericolose. 
In questo periodo Piazza Affari ha perso 165 miliardi, il 25% della propria capitalizzazione e per questo dobbiamo ringraziare il globalismo che ha voluto accerchiare la Russia. 
I risparmi delle famiglie italiane sono investiti in tutto il mondo e siccome la guerra a bruciato settemila miliardi di dollari, siamo diventati tutti più poveri e questa situazione può accendere una miccia esplosiva pericolosa. 
Gli stipendi hanno avuto un calo del 3%, mentre il costo della vita, per ogni famiglia, è aumentata di circa 14mila euro annue e questa situazione colpisce la media borghesia che è il motore di una economia basata sul consumo. 
Questa aggressione non può essere presa sottogamba dal governo Draghi, perché produce fallimenti, disoccupazione e innesca proteste di piazza estremamente pericolose. 
Quando una crisi economica mette in primo piano gli sprechi degli Stati e i cittadini capiscono che i loro rappresentanti politici non contano nulla, accadono imprevisti disastrosi che sarebbe meglio evitare. 
Purtroppo, il globalismo ha creato una situazione tragica che ci sta portando verso scontri sanguinosi simili a quelli della rivoluzione francese e, proprio per questo motivo, lottiamo per non avere altri governi tecnici che hanno appoggiato questa visone economica disastrosa…

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