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Pietrabbondante e il Santuario sannita, ricchezza del Molise


15/11/2017

di Valentina Zirpoli

Nell'Alto Molise, a 1027 metri sul livello del mare, incastonato fra enormi massi, detti "Morge", ai piedi del monte Caraceno, sorge il piccolo borgo medioevale di Pietrabbondante (IS).


Le origini di Pietrabbondante sono antichissime, forse appartengono addirittura alla preistoria, e i primi abitanti, tuttora sconosciuti, furono sottomessi nel VI secolo a.C. dal popolo guerriero dei Sanniti. Iniziò quindi in queste zone la storia di uno dei popoli più potenti dell'Italia centrale che fu sconfitto solo dalla grande espansione romana.

Il Santuario Sannita

Il territorio di Pietrabbondante è caratterizzato da emergenze archeologiche di notevole interesse. 
Sul pendio di Monte Saraceno i Sanniti edificarono un maestoso complesso di culto, detto il Santuario, costituito da un teatro, un tempio e due edifici porticati ai lati di quest'ultimo. I lavori iniziarono alla fine del II secolo a. C. e terminarono nel 95 a. C. L'edificio, così articolato, era destinato sia al culto che alle attività istituzionale, perché, se nel grande tempio si svolgevano riti religiosi, nel tetro si riuniva il senato per adottare deliberazioni importanti nell'interesse dello Stato. 
Il teatro e i due santuari furono frequentati fino alla fine dell'impero romano, nonostante i decreti di Teodosio che proibì il culto pagano. 
Con le invasioni longobarde e normanne i templi furono saccheggiati e usati per la costruzione del nuovo abitato di Pietrabbondante, sotto le “Morge” della montagna. Successivamente vari cataclismi naturali seppellirono l'area sacra sannita, e solo nel 1858 fu riscoperto il teatro per via di alcuni frammenti sporgenti dall'erba. 
Oggi il teatro è uno dei più rappresentativi dell'archeologica romana del Molise. Adriano la Regina, Presidente dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma, che dagli anni settanta si occupa degli scavi archeologici di Pietrabbondante, ha individuato la domus publica, edificio che rappresenta un vero e proprio unicum in Italia ed ha recentemente definito il sito come "luogo fulcro di religiosità e di politica del Sannio". 


Il tempio A è costruito su una piccola terrazza che si affaccia, con un prospetto architettonico, sul piano di calpestio antistante. L’accesso avviene lateralmente dalla terrazza sulla sua sinistra e forse da una rampa sistemata sulla destra. Il tempio sorge su un podio, è ad unica cella con pronao, probabilmente tetrastilo, a cui si accede attraverso una rampa posta al centro della fronte. L’edificio templare è circondato da un ambulacro, delimitato da un muro di contenimento in opera poligonale, e preceduto da un’area lastricata in cui è sistemato l’altare in asse con il tempio. Successiva è la struttura che si addossa al lato occidentale del santuario che risponde probabilmente ad esigenze di culto. 
La terrazza dei porticati è caratterizzata da una serie di ambienti indicati convenzionalmente come “botteghe” che si aprono su un portico di cui resta la parte inferiore delle colonne. 
Il teatro viene realizzato costruendo un terrapieno artificiale contenuto da strutture architettoniche. La parte superiore della cavea doveva essere sistemata con sedili mobili e prevede un accesso attraverso una scaletta nella parte posteriore del teatro. La parte inferiore è invece suddivisa in sei settori da brevi scale che conducono alla parte superiore della cavea e caratterizzata da tre ordini di sedili, con spalliere sagomate e braccioli scolpiti in forma di zampe di leoni alate. L’accesso agli ordini inferiori dei sedili avviene dall’orchestra attraverso le due scalette semicircolari che si addossano agli analèmmata (muri di sostegno della cavea) caratterizzati, nella parte inferiore, da una figura di telamone. L’orchestra è a ferro di cavallo; la scena è un edificio rettangolare con una facciata lineare in cui si aprono tre porte e con una serie di ambienti di servizio alle spalle.


Il tempio B è su alto podio, preceduto da un colonnato, con triplice cella. È costruito all’interno di un recinto rettangolare, fiancheggiato da porticati e preceduto dalla terrazza con gli altari. Nel lato occidentale del podio si conserva un’iscrizione in osco che ricorda il finanziatore della costruzione del podio stesso; si tratta di L. Staatis Klarun personaggio sannita, probabilmente un magistrato, che si schiera dalla parte di Silla dopo l’inizio della guerra civile. Della decorazione del tempio rimangono vari elementi del fregio dorico a metope lisce della parete delle celle e del cornicione che lo sormontava; due serie di lastre fittili di rivestimento con teste di satiri e menadi tra elementi vegetali e con il motivo della donna-fiore ed infine le antefisse raffiguranti una divinità femminile tra due cani affrontati. 
La domus publica è realizzata, verso la fine del II secolo a.C., sulla terrazza che si estende sul versante occidentale del santuario. L’edificio si sviluppa attorno al nucleo composto da atrio, alae, tablino e la grande aula in cui si deve riconoscere probabilmente la curia sacerdotale, destinata all’attività del collegio sacerdotale e ai conviti rituali in occasione di festività religiose.
La parte posteriore della domus è caratterizzata da un portico a due navate, dalla cucina e dagli alloggi degli schiavi. Il portico era usato per lo svolgimento di attività religiose, sono infatti stati rinvenuti altari, dediche e doni votivi nella navata interna che si caratterizzava anche per la presenza di un ambiente dedicato al culto di Ops Consiva. È probabile che la domus fosse la sede del meddís túvtíks, sommo magistrato dello stato sannitico, quando esercitava sul posto le proprie funzioni pubbliche. Dopo l'abbandono del santuario, la domus sarà trasformata nella residenza della gens Socellia e nei secoli successivi venne ancora ristrutturata per potervi svolgere attività produttive.


La chiesa di Santa Maria Assunta

Il centro storico di Pietrabbondante, di tipologia insediativa medievale, venne edificato con l'utilizzo di pietre e massi provenienti dal vicino sito archeologico. In particolare, vi si trova la chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, che presenta frammenti di lapidi osche. 
La chiesa sorge su una sommità dalla quale si può godere un magico e spettacolare panorama costituito da monti, boschi, paesi e vallate. Essa si staglia perfettamente contro la nuda roccia nella "Morgia della Croce" troneggia nella sua semplicità al di sopra del paese, sfidando i venti e le intemperie, richiama con il suono delle campane, che riecheggiano lontane gli abitanti di Pietrabbondante. 
L’edificio ha una struttura lineare, con il campanile a tre celle campanarie ed al centro un bellissimo portone costruito in stile barocco. Nella navata sinistra si trovano delle statue del Sacro Cuore e di San Antonio, opere dell'artista Domenico Cirulli.


Fonti:

http://www.comune.pietrabbondante.is.it 
http://www.archeologicamolise.beniculturali.it 
http://www.pietrabbondante.com

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