Share |

Le radici del nostro passato? Una illuminante palestra di vita

Le storie e i personaggi di Leonardo Lacava, il “bolognese terrone”, ci insegnano che la conoscenza rappresenta la conditio sine qua non alla libertà di giudizio e di valutazione


19/10/2020

di Mario Pinzi


Una famiglia del Sud che emigra nella “civilissima” Bologna degli anni Cinquanta per trovare un riscatto sociale e per migliorare la condizione di vita propria e dei propri figli. Una famiglia che è “palestra” di vita per abbracciare la differenza, fonte di ispirazione e veicolo di trasmissione di storie e di tradizioni, ma anche e soprattutto spunto di riflessione per tematiche più ampie, che si possono riassumere nel sottotitolo: il pregiudizio che può essere vinto. 
E’ questo il fil rouge del romanzo - arricchito da belle immagini in bianco e nero e da interessanti documenti storici - Un bolognese terrone (Epigraphia Edizioni, pagg. 200, euro 13,00) di Leonardo Lacava, executive manager d’azienda classe 1955, nato a Bologna da padre lucano e madre istriana, secondo di cinque figli. 
Si può considerare questo suo libro una sorta di “biografa allargata”, dove l’autore descrive se stesso e illustra il suo pensiero attraverso gli episodi più significativi della sua vita ma, soprattutto, attraverso le vite di alcuni membri della sua famiglia, in particolare i nonni, lo zio e i suoi genitori. Sono storie dal sapore antico che parlano di accettazione del diverso, di scelte non sempre facili da compiere e di valori come l’onestà, il dovere, l’armonia, la tolleranza che sembrano ormai perduti. 
Avventurandosi nella lettura di questo romanzo si incontreranno storie e personaggi nei quali è facile identificarsi ritrovando i tratti tipici della socialità di un tempo. C’è il racconto del nonno al fronte orientale russo e del suo grave ferimento su fiume Don; della nonna, esempio di tolleranza, distacco e leggerezza; delle difficoltà di un padre nel trasferirsi da un piccolo paese della Lucania al Nord; dell’acquisto della prima Fiat 500 e della prima casa di proprietà; dello zio scienziato, assistente di Guglielmo Marconi; e infine, più in generale, c’è il racconto del nomadismo dei popoli e delle migrazioni, che hanno sempre contraddistinto l’agire dell’uomo sociale, e il tema del Sud, inteso come Meridione del mondo più povero, escluso, respinto. Istantanee di vita famigliare di un’epoca passata, condite con interessanti informazioni storiche, spesso ignote ai più, che correlano e contestualizzano le storie. 
Al termine dei racconti l’autore ha inserito una dozzina di poesie scritte nel tempo, che ben rappresentano lo svolgersi di un lungo e intenso percorso di vite. 
La mentalità dell’autore e i suoi valori sono il frutto di queste vite che ci regalano, tra le altre cose, un’occasione per riflettere su tematiche più attuali, quasi a voler dire, per restare in tema, che il presente è figlio del passato e genitore del futuro. E’ infatti grazie alla comprensione profonda delle proprie radici e all’incontro con l’altro che il pregiudizio, apparentemente inossidabile, può essere vinto e scardinato, presupponendo la libertà di ognuno di noi di poter migliorare e di poter evolvere. Basta guardare alla vita dell’autore di questo avvincente romanzo autobiografico per avere prova di tutto questo. 
Leonardo Lacava, sociologo di formazione, ha lavorato come executive manager in diverse imprese internazionali, viaggiando molto e incontrando culture e realtà diverse e lontane, che hanno concorso in modo importante alla formazione del suo modo di pensare e di agire. Viene però colpito da una grave e invalidante patologia che lo obbliga sulla sedia a rotelle e alla quasi cecità. Condizione che però non lo scoraggia, ma che anzi lo fa dedicare completamente all’attività letteraria. Ha già pubblicato il suo primo libro intitolato Egregora, l’organizzazione con un po’ d’umanità, dove usa teorie socio-antropologiche per dimostrare l’efficacia di creare un ambiente lavorativo stabile e sicuro, ma al contempo motivante e in grado di liberare la spinta creativa presente in ogni uomo. Con l’aggravamento dello stato di salute, ha accelerato la propria produzione letteraria, ultimando Un bolognese terrone, il pregiudizio che può essere vinto, la sua opera più recente.
Giova evidenziare che, per volere dell’autore, l’ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita del libro sarà interamente devoluto al Comitato della Croce Rossa Italiana di Bologna. Motivo in più per non farsene mancare l’acquisto e la lettura.

(riproduzione riservata)