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Rocca Calascio: un set cinematografico sul Gran Sasso


30/07/2018

di Valentina Zirpoli


All’interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in provincia dell’Aquila, sorge un piccolo borgo medioevale, ancor oggi abitato, sormontato da un castello, uno dei più elevati d’Italia (1.460 metri sul livello del mare): Rocca Calascio.

Questo luogo, a dir poco suggestivo, è stato scelto da numerosi registi come set cinematografico per diversi film a livello nazionale e internazionale, per diverse serie televisive e persino per un documentario.

La storia

La fondazione della Rocca si fa risalire all’anno 1000, anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380. 
La fondazione della rocca è dovuta probabilmente alla volontà di re Ruggero d'Altavilla dopo la conquista normanna con prevalente funzione di avvistamento. 
Fece parte con Calascio, Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio e Santo Stefano di Sessanio della celebre Baronia di Carapelle, della quale seguì le vicende storiche fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità. 
Nei secoli si susseguirono nel dominio le famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Celano, Caldora, Accrocciamuro, Todeschini Piccolomini, Del Pezzo, Cattaneo, Medici, Borbone. 
In particolare, nel 1463, venne concessa da re Ferdinando ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini, che modificò la fortificazione dotandola di una cerchia muraria in ciottolame e quattro torri di forma cilindrica a uso militare, con una merlatura ghibellina. 
Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l'area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio. 
Nel XX secolo anche le ultime famiglie rimaste abbandonarono il borgo e la rocca rimase disabitata. Sul finire del secolo però, anche sull'onda del successo derivato dall'ambientazione di alcuni film, alcune abitazioni sono state recuperate e altre sono state convertite a strutture ricettive; il castello, inoltre, ha subito un'importante operazione di restauro e consolidamento ed è oggi una delle principali attrazioni turistiche della zona, grazie al lavoro di due coniugi e della loro famiglia, che hanno aperto un albergo diffuso poco sotto il castello.


Il castello

Il castello, che domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli, a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, è situato su un crinale a 1.460 metri d'altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo, ed era utilizzato come punto d'osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all'Adriatico. 
La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale di antica origine e di una cerchia muraria in pietra e quattro torri d'angolo a base circolare fortemente scarpate, costruite a partire dal 1480. L'accesso avveniva attraverso un'apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accedeva attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile, poggiata su mensole in pietra. 
Il castello, danneggiato dai terremoti, è stato soggetto a una serie di restauri conservativi tra il 1986 e il 1989 volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale, ed è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori. 
Da esso si gode di un'ampia veduta, tra le più suggestive d'Abruzzo, con vista dei principali gruppi montuosi dell'Appennino abruzzese, dal Gran Sasso a nord (Corno Grande, Pizzo Cefalone, Monte Prena, Monte Camicia, Monte Bolza, Monte Ruzza), al Velino-Sirente, alla Maiella, ai Monti Marsicani, la sottostante Valle del Tirino, l'Altopiano di Navelli e in lontananza la Conca Peligna.

Il borgo

Il borgo, situato a sud-ovest rispetto al castello, lungo il sentiero che sale dall'abitato di Calascio, compone con esso un unico organismo fortificato. 
Il suo sviluppo è legato alle modeste dimensioni del castello e all'esiguità di uomini che riusciva a ospitare, oltre che alla necessità di salvaguardare la popolazione dagli assalti di invasori. 
Il collegamento con il castello avveniva attraverso un ponte levatoio in legno, oggi sostituito da una semplice rampa. 
Può essere distinto in due parti, una originaria adiacente al castello e una posta più a valle e più recente. La parte alta venne praticamente abbandonata già in seguito alle distruzioni causate dai terremoti del 1348/49 e del 1461 ed è oggi in forma di rudere; la parte bassa era invece abitata sino al primissimo dopoguerra ed è stata sottoposta negli anni a numerosi restauri conservativi. Accanto a forme di restauro, per così dire "pubbliche", vanno segnalati anche interventi di semplici appassionati della montagna abruzzese che hanno contribuito con i loro interventi al recupero del sito, stabilendosi come residenti nel borgo.


La chiesa di Santa Maria della Pietà

Nelle vicinanze della rocca, sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, un tempietto eretto nel 1596 sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti. 
La chiesa, probabilmente fondata su una preesistente edicola rinascimentale[6], presenta una struttura esterna a pianta ottagonale con un ambiente adibito a sacrestia appoggiato a una delle facciate e una cupola a otto spicchi. L'interno, articolato su un sistema di paraste tuscaniche, presenta un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa e una scultura di San Michele armato. 
La chiesa, oggi adibita a semplice oratorio, è meta di fedeli e devoti.


Rocca Calascio nel cinema

A partire dal 1980 il comprensorio aquilano del Gran Sasso, in particolare la rocca di Calascio, sono stati utilizzati come ambientazione per numerosi film. 
Il primo lungometraggio che ha reso celebri questi luoghi è Amici miei - Atto IIº, nel 1982. 
Poi è stata la volta di Lady Hawke (USA, 1985), in cui la rocca (allora non ancora restaurata) era il rifugio dell'eremita impersonato da Leo McKern. 
Nel 1986 ospitò il cast de Il nome della rosa, vincitore di numerosi premi internazionali. Successivamente sono stati ambientati qui Il viaggio della sposa (ITA, 1997) e L'orizzonte degli eventi (ITA, 2005). 
Rocca Calascio è stato anche il set per diverse serie televisive come La Piovra 7 - Indagine sulla morte del commissario Cattani (ITA, 1995) e, più recentemente, Padre Pio della RAI (ITA, 2006). 
La rocca è visibile anche in alcune scene del film The American (USA, 2010) con George Clooney, interamente girato nella provincia dell'Aquila, in particolare tra Sulmona, Castel del Monte, Capestrano, Calascio e Castelvecchio Calvisio. 
Nel 1968 il regista Romano Scavolini ha diretto un documentario dal titolo Nel silenzio dei sassi sullo spopolamento di Rocca Calascio.


Fonti: 
http://www.roccacalascio.info/

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