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Alcantara, ecco il Made in Italy che gioca da protagonista nella promozione dell'arte

Torna in scena a Milano una mostra emozionale e sensoriale che si rifà a una nuova interpretazione del rapporto fra industria e cultura


09/04/2019

di Fabrizio de' Marinis


Andrea Boragno, CEO Alcantara

Decodificare il reale per arrivare all’universale. Trasformare la fabbrica in volano di cultura mondiale. Macchine ludiche che portano il pubblico all’interazione partecipativa. Un invito sottile a contrastare la volatilità delle informazioni di oggi, a fermare l’impalpabilità di un vivere etereo e a volte inesistente. Lo spettatore è invitato a una forma attiva di fruizione, che innesca nuove associazioni di pensiero e di decodifica del reale, oltre a creare un’interazione fisica nella ricerca di correlazioni tattili e dunque esperienziali. 
Alcantara, uno dei grandi simboli del made in Italy nel mondo
, torna per il terzo anno a Palazzo Reale di Milano, con una nuova mostra emozionale e sensoriale – De/ Coding, dal 4 aprile al 12 maggio, promossa insieme al Comune di Milano e a Palazzo Reale – nelle Sale degli Arazzi, dove la Metamorfosi di Ovidio, simbolo dell’eterno divenire e trasmutarsi di dei, uomini e cose, diventa il filo conduttore di un linguaggio più complesso e misterico. 
«De Coding illustra il processo di decodifica – spiegano le curatrici Domitilla Dardi e Angela Rui - inteso come trasformazione di un determinato sistema di segni in base al mutare del supporto. Gli episodi degli arazzi vengono ri-narrati attraverso un vettore materico come Alcantara in grado di amplificare l’incisività del messaggio, permettendo, così, ricerche che fanno uso di differenti linguaggi espressivi». 
L’arte, quindi, torna al centro di un nuovo linguaggio universale che ri-trasforma la fabbrica e il fare industriale in un mezzo per tornare a fare cultura, a dialogare con il mondo e il pubblico attraverso il bello, l’emozionalità, il design, un nuovo umanesimo dell’economia. E Alcantara è al centro di tutto questo con una nuova visione antesignana iniziata nel 2011. 
«Siamo partiti dall’intuizione che fosse importante per una realtà come la nostra creare un rapporto diretto tra i protagonisti della creatività del nostro tempo e l’universo Alcantara, un materiale emozionale e innovativo, eccellenza del Made in Italy, frutto di una tecnologia unica, che offre una combinazione di sensorialità, estetica e funzionalità che non ha paragoni. Il punto di forza di questa nuova modalità è nella costruzione di un dialogo con gli artisti emergenti o già affermati e storicizzati, provenienti da pratiche artistiche contemporanee diverse. Una visione che ci ha portati a diventare dei veri protagonisti nella promozione delle Arti, in contatto con Teatri e Musei tra i più importanti del mondo. Abbiamo sublimato il nostro prodotto in un valore aggiunto di eccellenza che nobilita qualsiasi altro manufatto industriale e non solo in innumerevoli settori, moda, accessori, interior design e home décor, automotive e elettronica di consumo. Alcantara sceglie il dialogo con le Arti e gli artisti, fedele alla propria missione. E gli artisti scelgono il materiale Alcantara per la sua duttilità nell’adattarsi alle sfide della creatività, nuovo medium dalle valenze espressive sorprendenti». 
Arti visive, moda e industrial design, musicisti, registi, videomaker, architetti, designer, pittori e scultori sono diventati rutilanti ambasciatori internazionali Alcantara, con opere esposte nelle più prestigiose istituzioni museali e teatrali del mondo, come il Maxxi di Roma, il Victoria&Albert Museum di Londra, lo Yuz Museum di Shanghai e il Mori Museum di Tokyo, per citarne alcuni. Di eguale magnitudo gli artisti, dal design Nendo a Marcel Wanders, a Giulio Cappellini e Ingo Maurer, all’architetto Nanda Vigo, al videomaker italiano Yuri Ancarani, agli artisti calligrafi cinesi come Qin Feng e Qu Lei Lei. 
E il nuovo appuntamento, questa volta, è ancora a Milano. «Gli autori, Constance Guisset, Qu Lei Lei, Sabine Marcelis, Space Popular di Lara Lesmes e Fredrik Hellberg- spiegano le curatrici - sono stati chiamati a realizzare opere modellate e ispirate ai luoghi di Palazzo Reale, dialogando, quindi, con le sale di esposizione e reinterpretando il tema centrale degli arazzi che queste ospitano, dando vita, così, a una mostra unitaria, pensata come “tragitto esperienziale” in cui tutte e quattro le installazioni diventano strumenti ludici e immaginifici che spingono il pubblico all’interazione».

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