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Berlino teme la "hard Brexit" e prepara un piano B

Pur minimizzando ("C'è ancora tempo per concordare il processo di separazione") la Merkel si sta dando da fare per tutelare gli interessi tedeschi


25/02/2019

di Artemisia


L’hard Brexit, l’uscita non concordata della Gran Bretagna dall’Unione europea avrà ripercussioni soprattutto sulla Germania. La cancelliera Angela Merkel continua a minimizzare (“C’è ancora tempo per concordare il processo di separazione”, continua a ripetere) ma sta già pensando alla ridefinizione dei trattati bilaterali con Londra, di modo che siano vantaggiosi per gli interessi economici tedeschi. Anche se nella geopolitica spesso si fa riferimento all’asse tra Berlino e Parigi, la Germania ha rapporti commerciali più stretti con la Gran Bretagna. Più di 750.000 posti di lavoro in Germania dipendono dalle esportazioni verso la Gran Bretagna. Eric Schweitzer, capo delle Camere di commercio e industria tedesche (DIHK), ha avvertito che “la Brexit minaccia enormi conseguenze per l’economia tedesca”. Il 7% delle merci tedesche va verso il Regno Unito. 
Londra rappresenta per l’export tedesco, il ponte verso il mercato americano e i Paesi ex colonie di Sua Maestà. Questa corsia preferenziale però sarà bloccata con la Brexit. A questo si aggiunge la minaccia del presidente USA Trump di imporre dazi al 25% dal 2,5% attuali alle auto prodotte nella UE, cioè al settore in cui la Germania ha un ruolo trainante. 
Non a caso, il mancato accordo sulla Brexit e le nuove politiche doganali Oltreoceano, hanno causato un rallentamento dell’economia tedesca nell’ultime trimestre del 2018. 
Le previsioni non sono ottimistiche. 
Nel 2019, la più grande economia europea crescerà, probabilmente, dell'1,5% in linea con la crescita del 2018, ma ben al di sotto del 2,2% registratosi nel 2016 e nel 2017. Ma, rileva Kempf, presidente della Federazione delle industrie tedesche, l'incremento dell'1,5% si basava sull'assunto di una Brexit ordinata: l'uscita del Regno Unito dalla Ue senza un accordo potrebbe infliggere un ulteriore colpo alla Germania. "Se vi fossero forti elementi di disturbo nel commercio tra Regno Unito e Ue, nello scenario più favorevole, potremmo ancora vedere uno davanti al punto decimale. Una Brexit caotica sta diventando pericolosamente vicina". 
Le associazioni degli industriali tedeschi stanno premendo per un’uscita soft della Gran Bretagna ma non si fanno nemmeno grandi illusioni. Per evitare eccessivi contraccolpi, stanno dirottando l’export dal mercato britannico alla Cina, ormai primo partner commerciale, e verso i Paesi Bassi. Volkswagen e Opel hanno già ridotto gli investimenti Oltremanica e a catena le grandi banche, stanno spostando i capitali da Londra verso Francoforte. 
In assenza della sponda britannica, i tedeschi dovranno vedersela con le politiche protezionistiche francesi. Londra rappresentava un bilanciamento dell’asse con Parigi che i tedeschi hanno sempre percepito troppo vincolante. Furono proprio i tedeschi e non i francesi a spingere per l'ingresso del Regno Unito nella Cee nel 1973.

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