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C'è un oscuro segreto che minaccia la felicità della famiglia Poldark e che sta per essere rivelato

Una nuova appassionante storia tiene banco nel quinto romanzo della saga, ambientata in Cornovaglia, uscita dalla penna di Winston Graham, l’autore tradotto in 40 Paesi che spopolò con Marnie, il thriller portato sul grande scherno da Alfred Hitchcock


22/10/2018

di Catone Assori


La scrittura di Winston Graham è un toccasana per la mente. Capace cioè di distrarci dal nostro quotidiano per riportarci nei tempi andati grazie ai romanzi d’avventura imbastiti sulla saga dei Poldark, la fortunata serie storica (un vero e proprio classico a livello mondiale, con milioni di copie vendute in una quarantina di Paesi e due adattamenti televisivi di successo prodotti dalla Bbc) ambientata fra il 1783 e il 1820 e pubblicata per la prima volta in Inghilterra a partire dal 1945. 
Una saga che ancora oggi non manca di catturare l’affetto e l’attenzione degli amanti di storie in bilico fra sentimenti e lotte sociali, antiche ruggini e pericolose faide, imbastite come meglio non si potrebbe sulla figura di un capitano gentiluomo, Ross Poldark appunto. Anche se, come aveva avuto modo di precisare lo stesso autore, rispetto ai libri precedenti, questo suo quinto lavoro si rifà ad ambientazioni più moderne. 
Un punto di svolta, a suo dire, dovuto al crescere degli anni. “Salvo poi riprendere il cammino intrapreso spinto dalla curiosità di scoprire cos’era successo ai suoi personaggi dopo il Natale del 1793”. Il che avrebbe “rappresentato una sfida stimolante quanto la ricerca di un qualcosa di diverso. E La luna nera è il risultato di tale scoperta”. Una vicenda ancora una volta infarcita di figure credibili e ben costruite, per non parlare delle ambientazioni mozzafiato che finiscono, senza a darlo vedere, per diventare patrimonio di chi legge. 
Ma di cosa stiamo parlando? Dei dodici volumi dei quali si sta facendo carico la Bompiani, che ha da poco portato sugli scaffali italiani un nuovo capitolo della saga dopo Ross Poldark, Demelza, Jeremy Poldark e Warleggan. Ovvero La luna nera (pagg. 488, euro 18,00, traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini), un lavoro edito per la prima volta nel 1973 e ancora una volta ambientato in Cornovaglia mentre sta divampando la guerra fra l’Inghilterra e la Francia. 
Nei precedenti lavori abbiamo assistito agli alti e bassi di Ross Poldark, che finalmente sembra aver trovato la strada giusta: gli affari prosperano, la miniera Wheal Grace si sta espandendo e il suo amore per Demelza, passato attraverso prove difficili, sembra aver ritrovato la serenità dopo che lei era stata sul punto di andar­sene. Lei che invece adesso vagheggia alla stregua di una follia la sua voglia matta di separarsi dall’uomo che aveva tanto amato. A fronte di un riavvicinamento portatore di una sensazione ine­briante. 
Sarà forse perché Elizabeth, la vecchia fiamma di Ross andata in sposa a George Warleggan (l’acerrimo nemico di Ross che amava collezionare donne), ha appena dato alla luce un bambino? Un bambino peraltro nato prematuramente in una notte di eclissi lunare. Vuoi vedere che questo evento finirà, superstizioni dei tempi andati, per portare fortuna sia al giovane nato che allo stesso Poldark? 
“Intorno a loro, però, le passioni avvampano, e nuovi personaggi entrano in scena. Come il giovane Drake, fratello di Demelza, affascinante e povero come lei, che suscita l’amore di Morwenna, sorella di Elizabeth, promessa a un ricco reverendo. Questo mentre Ross dovrà lanciarsi in nuove avventure per salvare l’amico Dwight, fatto prigioniero dai francesi. Ma la vera minaccia alla felicità dei Poldark è un oscuro segreto che sta per essere rivelato e rischia di distruggere ogni cosa...”. 
Che dire: ci troviamo di fronte a un’altra chicca vincente, di piacevole quanto intrigante lettura, uscita dal carnet narrativo di Winston Graham, l’autore che ha firmato anche il famoso thriller Marnie, portato sul grande schermo nel 1964 da Alfred Hitchcock. Un film che a sua volta ha lasciato il segno nella storia della cinematografia. 
Per la cronaca - repetita iuvant - Winston Graham era nato a Manchester il 30 giugno 1908 (figlio di un importatore di tè), per poi morire a Londra il 10 luglio 2003 dopo aver vissuto a lungo in Cornovaglia, proprio nei luoghi dove si era trasferito quando aveva diciassette anni e dove avrebbe ambientato la sua storica sequenza narrativa. Lui che da giovane, in seguito alla morte prematura del padre a causa di un ictus, aveva incontrato non poche difficoltà finanziarie, superate lavorando in campo editoriale, oltre che pubblicando racconti sul Windsor Magazine, un mensile di narrativa. 
E proprio la narrativa, strada facendo, lo avrebbe fatto diventare ricco e gli avrebbe spalancato le porte della presidenza dell’associazione Society of Authors d’Inghilterra e di quelle di membro della Royal Society of Literature. Oltre a essere insignito nel 1983 del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. 
Infine, a titolo di curiosità, ricordiamo che nel 1926 Graham aveva incontrato una ragazzina di 13 anni, di nome Jean Williamson, della quale si era perdutamente innamorato e che aveva poi sposato nel 1939. E sarebbe stata proprio lei a ispirarlo nel dare voce all’intrigante personaggio di Demelza.

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