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Che fare?


19/11/2023

di Andrea di Furia

Concordo con quei pensatori che, da decenni, affermano che l’uomo sta perdendo la propria creatività in cambio di una discesa nel sub-umano tecnologico (il trash-umanesimo involutivo del Word Economic Forum) da cui dobbiamo risalire: non rifiutando la tecnologia, che in sé è neutra, ma rifiutando di pensarla “morta, meccanica, immorale” (qual è ora) perché non al servizio dell’Umanità intera, ma di singoli e di gruppuscoli ostili all’Umanità: Elite economiche, politiche e culturali che usano i Popoli come utili gradini della loro scalata al potere.

I sintomi osservabili sono chiari, nonostante ci sia tutta una pseudo-pubblicità progresso (privata e governativa) che li neghi: accusando gli osservatori indipendenti di complottismo, dietrologia, negazionismo. Tuttavia tali slogan silenziatori non cambiano la realtà di un millimetro.

Prendiamo la creatività culturale umana: oggi è decisamente ostacolata dall’intervento indebito delle due dimensioni che meno creative possiamo immaginare (la dimensione del dialogo = la Politica, e la dimensione del soddisfacimento dei bisogni = l’Economia).

Sono le meno creative in quanto lavorano sull’esistente: sia la Politica (che nega un futuro umano alle Comunità amministrate, quindi già presenti, e dunque ostacola ogni possibile alternativa sociale all’esistente), sia l’Economia (che nega un futuro umano al Pianeta con la sua tecnologia trash-umana di elaborazione delle materie prime, quindi già presenti, e dunque ostacola ogni possibile diverso indirizzo alternativo al pensiero solo quantitativo-inerziale che la caratterizza).

Negli studi vediamo infatti aumentare di anno in anno l’ostacolo dei programmi ministeriali da rispettare (Politica che toglie spazio alla libera e innovativa creatività di Maestri e Professori, e di conseguenza dei futuri Genitori) e dei test “invalidi” (pardon, “invalsi”) il cui approccio quantitativo-statistico economico è evidente: con il conseguente abbandono degli studenti della Scuola (cartina di tornasole del disagio culturale involutivo della Persona singola), le liti tra Professori e Genitori (cartina di tornasole del disagio politico nelle Comunità), la fuga dei cervelli all’estero (disagio economico sul Territorio-ambiente).

Che fare? per risolvere una situazione sociale in cui questo disagio (della Persona singola, delle Comunità, del Territorio-ambiente) si ripropone tale e quale anche nella dimensione Politica e nella dimensione Economica?

Intanto cercare di evitare l’insulso e sterile problem solving emergenziale dei Progressisti o dei Conservatori, dei Rivoluzionari o dei Terroristi: al di là delle apparenze tutti loro la pensano nello stesso modo, anche dopo due secoli dalla Rivoluzione francese: che avrebbe dovuto portare “nuove teste pensanti” alla guida del sociale, non il taglio delle teste dei nobili per sostituirle con teste borghesi “vecchie” come quelle appena ghigliottinate.

L’esempio soprariportato dei tre disagi (di Persona, Comunità, Territorio-ambiente) ci deve portare a riconoscere qualcosa che non vediamo, ossia la relazione parassitaria tra le 3 dimensioni sociali: abbiamo visto quella della Politica sulla Cultura (programmi di studio imposti obbligatoriamente a Maestri e Professori), e quella dell’Economia sulla Cultura (test “invalisi” economici, ma educativamente invalidi).

Questa “relazione parassitaria” mira a diventare assoluta: pensiamo al dogma politico-ideologico del “grande balzo in avanti delle Democrazie-liberali europee di inizio del ‘900”; e ora al dogma economico-quantitativo della “crescita continua” nelle Econocrazie-liberiste mondiali di inizio terzo millennio.

Questa relazione dimensionale parassitaria mira a diventare UNIdimensionale: ad esempio mira a far diventare dominatore assoluto il Mercato-Economia, e suoi schiavi lo Stato-Politica e la Scuola-Cultura.

Questa relazione parassitaria UNIdimensionale oggi è osservabile sia geograficamente (es.: USA-Mercato, Russia-Stato, Afghanistan-Scuola) in tutti e 200 ca. gli Stati sovrani terrestri; sia storicamente (Chiesa medievale-Cultura; Paesi del Risorgimento europeo-Politica; Paesi dell’attuale globalizzazione mondiale-Economia).

Torniamo, dopo aver visto questo scenario, al momento presente e vediamo che il pensiero “vecchio” non è stato ghigliottinato assieme alle teste fisiche: adesso l’attenzione del pensiero mondiale è altrettanto UNIdimensionale quanto la struttura del sistema (la relazione parassitaria tra le 3 dimensioni sociali): sta solo pensando a chi tra USA, RUSSIA e CINA diventerà il padrone assoluto (ancora questa parola) del Pianeta.


Ma il pensiero innovativo deve andare in tutt’altra direzione, in quanto che vinca uno dei tre permanendo inalterata la relazione parassitaria UNIdimensionale tra le 3 dimensioni sociali ciò non porterà che ad una Umanità di parassiti (più o meno tecnologicamente avanzati a seconda che vincano gli USA o la CINA) in un sistema sociale che può solo dar loro miserie e dolori: non la felicità, la sicurezza e il benessere di cui parla la pseudo-pubblicità progresso attuale (privata e pubblica) che sta narcotizzando le coscienze e ostacolando la libera creatività che apre al futuro.

Che fare? diventa prima Che pensare? Occorre pensare, come priorità assoluta, di cambiare la relazione strutturale parassitaria UNIdimensionale del sistema. E come possiamo aprirci ad una relazione diversa da quella antisociale e opprimente attuale?

Possiamo osservare che la relazione intradimensionale sociale può essere ancora di due tipi: cosa che ci aiuta a scegliere il che fare successivo.

La prima relazione alternativa possibile alla parassitaria UNIdimensionale è quella conflittuale BIdimensionale: due dimensioni sociali confliggono per assicurarsi il potere assoluto (a esempio Economia e Politica: guerra in medio-Europa tra Economia-Usa e Politica-Russia; a esempio tra Cultura e Politica: guerra in medio-Oriente tra Palestina e Israele).

Due zone in “medio”, che invece di fare da “ponte” tra due posizioni diverse e spegnere nel dialogo i fuochi di guerra diventano ricettacolo di conflitti Bidimensionali che, invertendo entrambe la direzione centripeta di marcia, al posto di spegnerlo fanno deflagrare in direzione centrifuga il conflitto: da regionale mondiale.

Parassitismo e conflitto sono le nostre uniche possibili scelte? No, c’è una terza relazione tra le 3 dimensioni sociali: la relazione sinergica TRIdimensionale.

La relazione sinergica TRIdimensionale si ha quando risogni dimensione sociale rispetta la specifica funzione delle altre due: la Cultura si occupa di Scuola e della Persona singola, la Politica di Stato e della coesione nella Comunità, l’Economia di Mercato e del Territorio-ambiente. Con ciò il sistema da “antisociale” diventa davvero “sociale”.

Notiamo una cosa: mentre sulle migliaia di problematiche sociali sostanziali (precarietà, povertà, disoccupazione, migrazioni, disuguaglianze economiche, inflazione ecc.) non troviamo mai la possibilità di un accordo, sulla questione della relazione tra le 3 dimensioni è invece possibile trovarlo perché le migliaia di priorità si riducono ad una: la scelta tra vivere in un sistema a struttura UNIdimensionale parassitaria, o a struttura BIdimensionale conflittuale o a struttura TRIdimensionale sinergica.

Le prime due (parassitaria e conflittuale) sono antisociali e disumane, la terza (sinergica) è l’unica relazione armonica e sociale; le prime due ostacolano qualsiasi iniziativa sociale umana culturale, politica ed economica mentre la terza ne favorisce lo sviluppo autonomo.

Tutti possiamo essere d’accordo che solo la terza forma di struttura del sistema sociale (quella che nasce dalla relazione sinergica TRIdimensionale) è quella da scegliere: per logica sociale e di pensiero.

Ora si può rispondere alla domanda “Che fare?” con cognizione di causa.

Non serve tentare di risolvere problemi sociali (economici, politici, culturali) se la relazione strutturale tra le 3 dimensioni sociali rimane parassitaria o conflittuale, ovvero ostacolante tali iniziative e distruttiva persino del loro potersi porre in essere.

Serve invece attivare la relazione sinergica TRIdimensionale, il sistema davvero “sociale” che abbiamo indicato come Società calorica sinergica equilibrata (per distinguerla dalle 3 Società umane antisociali oggi attive sul nostro Pianeta: solida-culturale, liquida-politica, gassosa -economica).

Serve che nasca nel maggior numero di donne e uomini del presente la comprensione della “relazione parassitaria” tra le 3 dimensioni sociali, quale causa originaria di quasi tutti i problemi sociali, conflitti compresi, da cui ci troviamo costantemente sommersi e soffocati.

Se la conosci, la eviti.

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