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Che fine ha fatto il cadavere dello sconosciuto morto presso gli uffici della Questura di Milano nell’aprile 1949?

A indagare su questa storia - che attinge da un fatto di cronaca - è l’intrigante commissario Maugeri. Con l’autore a raccontarci di come abbia voluto inquadrare il suo personaggio seriale in un periodo storico che per lui non ha segreti. Anticipandoci peraltro di aver già dato voce…


13/01/2021

di Fulvio Capezzuoli


In una bella mattina di aprile del 1949 un uomo si presenta negli uffici della Questura di Milano, rivolgendosi ai funzionari in una lingua sconosciuta e senza capire l’italiano. È evidentemente sofferente e quando si accascia al suolo esanime, un medico indica come possibili cause di morte un insulto cardiaco o un avvelenamento; solo l’autopsia potrà chiarirlo. Ma non vi sarà alcuna autopsia perché il furgone che trasporta il corpo verso l’Istituto di Medicina Legale, non giungerà mai a destinazione e verrà ritrovato il giorno successivo, il cadavere scomparso e i due dipendenti dell’Istituto, assassinati. 
Maugeri si accorge presto di essere finito su di un’indagine molto difficile. Viene invitato, da un anonimo telefonista, ad occuparsi d'altro, altrimenti la sua famiglia, la moglie Giovanna e il figlioletto Giacomo, potrebbero correre gravi rischi. Ma nel frattempo il commissario è portato a indagare su di un Circo allestito presso le Varesine e in particolare su una sospetta e bellissima ammaestratrice di foche. L'intervento di agenti dei Servizi Segreti (spie come li chiama Maugeri) permette di capire che tutta la vicenda ruota intorno a un tentativo di colpo di Stato, organizzato dall'Intelligence inglese, in un paese satellite dell’Unione Sovietica (al di là della cortina di ferro, come si diceva allora). 
Comunque il commissario, con l’aiuto dei suoi abituali collaboratori, riuscirà, in mezzo alle molte difficoltà, a venire a capo del caso. 
Come nei precedenti, anche in questo settimo romanzo che ha Maugeri come protagonista - Il commissario Maugeri e il cadavere scomparso (Todaro Editore, pagg. 226, euro 15,50, e.book euro 9,99) -, affianco alla trama poliziesca la descrizione di una Milano ormai scomparsa, quella degli anni immediatamente successivi alla guerra, inserendo piccoli particolari che la caratterizzano (il nuovo gelato “Mottarello” o la “Pizzetta” da consumarsi in piedi al bar). La vicenda poi si snoda intorno a un fatto storico realmente accaduto e poco conosciuto che, nelle Note dell’Autore, a fine romanzo, narro nei suoi particolari. 
La Storia (con la S maiuscola) è presente in tutti i gialli che ho pubblicato sino ad oggi, perché reputo interessante mescolare alla trama tradizionale di questo genere (delitti, indagini, scoperta dei colpevoli), fatti accaduti durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. Non sono uno storico, ma ho una conoscenza approfondita di quel periodo e mi piace, senza far perdere al lettore la suspense che lo conduce verso lo scioglimento della vicenda, dare alcuni spunti di riflessione su avvenimenti interessanti ma, come dicevo prima, spesso poco conosciuti. 
D’altra parte, prima di dedicarmi al genere poliziesco, ho pubblicato tre romanzi storici: nel 2008 Gli anni del sole stanco che tratta del così detto “brigantaggio” sviluppatosi nel meridione d'Italia dopo l’unificazione, nel 2010 Al di là dell'oceano sui greci d'Italia del V secolo a.C. e nel 2015 Nel nome della donna, sulla scuola medica salernitana dell’anno 1000, dove anche le donne potevano studiare e divenire insegnanti.  
Per ciascuno di questi lavori ho impegnato tempo e fatica per costruire una narrazione che si innesti su un quadro storico veritiero, così come tempo e fatica mi sono stati necessari per completare il mio ultimo libro, Il volo lieve della farfalla, romanzo che narra di una donna nata all’Avana negli anni 30 del secolo scorso e vissuta fino ai nostri giorni. È un romanzo ancora inedito, ma in questo caso ho usato la mia lunga esperienza lavorativa nell’isola caraibica per narrare, attraverso la vita della protagonista, la storia di Cuba, anch'essa sconosciuta ai più nel nostro paese. 
Naturalmente, anche il commissario Maugeri è stato oggetto delle mie attività recenti, ed esistono così due nuove avventure, ambientate come al solito a Milano, verso la fine degli anni 50, pronte per la pubblicazione. 
Nei confronti di questo personaggio, nato dal punto di vista letterario nel 2012 con il racconto La frase, pubblicato in una raccolta di gialli su Milano, nutro una spiccata simpatia. Ex partigiano, buon padre di famiglia, lavoratore instancabile ma, soprattutto, innamorato del suo lavoro, possiede una dote che più di ogni altra mi colpisce. La sua logica stringente che lo porta a mettere insieme elementi apparentemente diversi, ma che una volta collegati, permettono di muoversi, un passo dopo l'altro, verso la soluzione del caso. 
È alquanto singolare che, malgrado la mia generale mancanza di interesse per le letture poliziesche (con qualche eccezione, Raymond Chandler, Dashiell Hammett, George Simenon) da quasi dieci anni, con il commissario Maugeri, navighi in questo genere letterario, ottenendo anche un discreto successo di pubblico.

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